Giorgia, al via dal PalaLottomatica di Roma il tour 'Oronero Live' - RECENSIONE / SCALETTA

Giorgia, al via dal PalaLottomatica di Roma il tour 'Oronero Live' - RECENSIONE / SCALETTA

Una scaletta ritoccata, uno spettacolo nuovo e tanta musica da condividere con il suo pubblico. Un anno dopo la serie di concerti nei palasport in supporto al suo ultimo album Giorgia torna in tour con "Oronero live 2018" (qui le date), con qualche novità interessante: su tutte, la scelta di piazzare il palco al centro del palazzetto, offrendo così agli spettatori la possibilità di seguire il concerto da qualsiasi settore.

Al centro di tutto c'è la musica. Quella di Giorgia, certo, ma anche quella con la quale la cantante romana è cresciuta e si è formata, la musica black: da Stevie Wonder a Whitney Houston, passando per Ray Charles (si chiama Giorgia in onore della sua "Georgia on my mind"), che la cantante omaggia più volte durante il concerto - ma anche prima: nella playlist assemblata per stemperare l'attesa del pubblico ci sono parecchie chicche soul e r&b. "Se non erano bianchi, mio padre non me li faceva sentire", sorride.

Giorgia si fa attendere. Il concerto di debutto del tour, al PalaLottomatica di Roma, comincia con mezz'ora di ritardo: "Non si apriva la porta del camerino e si è rotta la giacca che avrei dovuto indossare. La sera del debutto succede di tutto", racconterà più tardi. Giacca argentata, pantaloni neri e scarpe da ginnastica bianche, la cantante fa il suo ingresso sfilando in mezzo al pubblico sulle note di "Oronero". Quando sale sul palco, va a prendere posto sotto alla grande struttura sospesa a forma di albero che rappresenta l'elemento chiave della scenografia: "Occhio che questo palco non resta sempre così: si muove, cambia. Vedrete...", anticipa. Il concerto entra subito nel vivo con "Il mio giorno migliore": l'albero si illumina al ritmo dei colpi secchi e precisi della batteria e Giorgia corre intorno al palco, salta, incita il pubblico. Ha voglia di muoversi e di ballare, di giocare con i suoi musicisti. Li presenta subito, dopo le prime due canzoni: Sonny T al basso (la direzione musicale dello show è sua), Gianluca Ballarin alle tastiere, Giorgio Secco alle chitarre, Mylious Johnson alla batteria. Sembrano i membri di una band vera e propria, tanto sono coesi e affiatati.

Il repertorio è invidiabile e Giorgia ne va fiera: le fa tutte, non ne lascia fuori nemmeno una. E soprattutto, le canzoni non le stravolge: non propone nuove versioni o remix, le canta così come le ha incise e portate al successo. Sa che i fan vogliono ascoltare le versioni originali, e non li delude. Il passato e il presente si rincorrono: "Quando una stella muore" e "Non mi ami", tra le sue hit più recenti, rappresentano un efficace uno-due che anticipa i cavalli di battaglia, da "Gocce di memoria" a "Eternità", passando per "Come saprei" e "E poi". "Sono quasi ventitré anni di vita concentrati in due o tre canzoni", dice lei.

Spazia molto a livello di suoni: passa da momenti più percussivi e tribali (su "Vivi davvero" intervengono gli Psycodrummers, un gruppo di percussionisti) ad altri più latineggianti (il reggaeton di "Chiammi tu" e "Turn your lights down", cover di Bob Marley: "Un po' di reggae fa sempre bene al cuore, credetemi"), dalla dance di "Regina di notte" (nascosta tra i ballerini Giorgia si lascia andare anche a un paio di versi rappati) ai fiati della marching band che l'accompagna su "Tu mi porti su".

"Marzo", la canzone dedicata a Alex Baroni, anche a distanza di anni resta sempre commovente e toccante: "E io sarò una regina / sarò l'estate e la nebbia di mattina / sarò il tuo miele, sarò le tue vele / e per questo ti chiedo amami", canta Giorgia, seduta su uno sgabello al centro del palco, concentratissima. È il passaggio più emozionante del concerto. Non è l'unico omaggio ad Alex. Alla fine del concerto, nel medley con cui ricorda le hit di vent'anni fa, accanto a "...Baby one more time" di Britney Spears, "My love is your love" di Whitney Houston, "I don't want to miss a thing" degli Aerosmith e "My heart will go on" di Celine Dion, Giorgia canta anche "Onde" di Baroni. "Compito di noi artisti è anche ricordare quelli che non ci sono più con le loro opere", dice.
E scatta la standing ovation.

(Mattia Marzi)

SCALETTA:
"Oronero"
"Il mio giorno migliore"
"È l'amore che conta"
"Chiamami tu / Turn your lights down low"
"Mutevole"
"Vivi davvero"
"Scelgo ancora te"
"Quando una stella muore"
"Non mi ami"
"Gocce di memoria"
"Regina di notte"
"Come saprei"
"E poi"
"Per fare a meno di te"
"Eternità"
"Vado via"
"Tu mi porti su"
"Di sole e d'azzurro"
"Marzo"
"Io fra tanti"
"Come neve"

BIS:
"Per non pensarti"
Medley: "...Baby one more time / My love is your love / I don't want to miss a thing / My heart will go on / Onde"
"Credo"

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