Morrissey ucciderebbe Donald Trump 'per salvaguardare l'umanità': 'Non è un leader, ma un parassita'
Morrissey contro Donald Trump. In un'intervista concessa alla rivista settimanale tedesca Der Spiegel l'ex frontman degli Smiths ha criticato duramente il presidente degli Stati Uniti e ha anche ammesso che se potesse, lo ucciderebbe.
Moz ha proposto una chiave di lettura della vittoria di Trump che a suo tempo era stata già proposta - tra gli altri - dall'ex frontman dei R.E.M. Michael Stipe, ossia che sarebbe stata l'eccessiva importanza data dai media alla candidatura e alla campagna elettorale del magnate ad aver favorito la sua vittoria. Morrissey ha detto alla rivista tedesca:
"Trump ha ricevuto così tanta attenzione, rispetto ad altri candidati: Bernie Sanders, ad esempio. Anche se i media dicevano che non avrebbe vinto, ogni giorno le prime pagine dei giornali recitavano: Trump, Trump, Trump, Trump!. [...] I media americani hanno aiutato Trump, certo. A lui non interessava se lo prendevano in giro o se lo criticavano, lui voleva solamente vedere la sua foto e il suo nome. I media americani si sono dati la zappa sui piedi".
A proposito dell'operato di Trump, poi, il cantante ha commentato:
"Il mondo è stremato, da quando è al potere lui. Afferra tutto come un bambino piccolo. Non è un leader, è un parassita".
Infine, alla domanda "Se bastasse premere un bottone per uccidere Trump, lo premeresti o non lo premeresti?", Moz ha risposto così:
"Lo premerei, per la salvaguardia dell'umanità. Non ha niente a che vedere con la mia opinione personale sulla sua faccia o sulla sua famiglia, ma nell'interesse dell'umanità lo farei".
Discograficamente fermo all'album "World peace is none of your business" del 2014, Morrissey è recentemente tornato sulle scene discografiche con un nuovo album di inediti, "Low in high school": nel Regno Unito, la copertina del disco è stata oggetto di una piccola polemica e ha fatto discutere.