X Factor 2017, la prevalenza delle storie: il commento alla seconda puntata

X Factor 2017, la prevalenza delle storie: il commento alla seconda puntata

Continua l'edizione 2017 di X Factor - abbiamo visto la seconda puntata: al solito, Fedez, Manuel Agnelli, Mara Maionchi, Levante si destreggiano tra voci degne di attenzione, casi umani, storie strappalacrime.  Come quella del 14 e come la prossima del 28 settembre, la puntata è stata dedicata alle audizioni, girate a Pesaro e Torino. Il 5 e il 12 ottobre verranno invece mostrato i bootcamp e infine il 19 ottobre gli home visit che determinano i 12 concorrenti, tre per giudice.

Nulla di particolamente diverso da  quello che è successo settimana scorsa, solo un po' meno musica, un po' meno storie "sociali" un po' più di casi umani e di cazzeggio. E le storie: che avvicinano spesso X Factor a "La Corrida", quando sono buffe o a "C'è Posta per te", quando sono melodrammatiche o strappalacrime. LA STORIA del concorrente è la cosa più importante di tutte, a X Factor. Tanto che a volte non sembra più X Factor.

La puntata viene replicata in chiaro questa sera, venerdì 21 settembre, su TV8. Ecco, di seguito, alcune considerazioni su quello che abbiamo visto questa sera.

LA GIURIA
Per ora non c'è da litigare, la chimica sembra esserci - e va tutto lisco. La seconda sera l'han buttata sul cazzeggio, tante risate e battute. Ma anche facendo passare cose improponibili: come quando hanno detto di si a quella che sarà, più che una concorrente di X Factor, la vincitrice annunciata del contest di "casi" Strafactor.  Perché la storia faceva ridere...

I CONCORRENTI
Una bella infornata di urlatori, poi una bella serie di casi ridicoli: il rischio "Corrida" è sempre dietro l'angolo. Perché tanto a X Factor interessano "concorrenti che vincono la vita". (cit. i social del programma, vedi tweet sotto), mica concorrenti che cantino, no?

Bravi i Belize, non sono concorrenti allo sbaraglio: hanno già un disco ("Spazioperso" pubblicato per la Ghost Records nel 2016) e si vede. Tutto al di là del teatrino dei giudici che fanno le facce storte sulla cover, e poi ammirano l'inedito ("Pianosequenza"). Perché mica potevi solo far cantare un gruppo bravo. Devi fare una storia...

La storie commoventi, poi. Come quella di Francesca Giannizzari, che sembra l'opposto del concorrente medio: timida, interpretazione misurata, cerca qualcuno da amare. Peccato che, notavano in molti sui social, l'audizione sembrasse la copia di quella di Jane Devlin a X Factor UK del 2011: stessa versione minimale di "Your Song" di Elton John. Una storia già sentita?

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Le storie sono più importanti di qualsiasi cosa, in Tv. E a X Factor sono più importanti ancora. L'anno scorso fu "Tutti contro Arisa": l'odio del pubblico (ai limiti del bullismo) e le battute del resto della giuria (ai limito del sessimo) iniziarono quando la cantante scelse di lasciare a casa Gabriele Esposito, a favore di un rapper. Gabriel è tornato, ed è passato. Bella storia. O forse no, perché il messaggio implicito in come è stata raccontata la stora è che Arisa è stata una stupida, l'anno scorso.
Bella storia per lui, atteggiamento  poco elegante nei confronti dell'ex-giudice. Si poteva raccontare diversamente? Si, o forse no: perché così la storia era più bella. Perché quel che conta è che ci sia LA STORIA...

LA BATTUTA DELLA SERATA

"Per quanto sia alto il trono, è sempre sul tuo culo che sei seduto. Se no, la tua supposta superiorità fa la fine della supposta" (Manuel Agnelli)

 

 

 

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