E’ successo nel 2004: 9 maggio

E’ successo nel 2004: 9 maggio
Lenny Kravitz si racconta: 'Con 'Baptism' sono rinato' (9 maggio 2004)

Lenny Kravitz ha presentato oggi alla stampa italiana il suo ultimo album, "Baptism", che uscirà il 14 maggio. Un titolo non casuale (la traduzione, nella nostra lingua, è "battesimo") che indica una precisa volontà dell'artista: rinascere musicalmente e spiritualmente.
In copertina Lenny appare con i suoi "nuovi" capelli lisci, immerso nel sangue con la sua chitarra. "Sono cristiano, questa immagine rappresenta il mio rinnovamento. Il sangue è simbolo di purificazione. La chitarra rappresenta la musica: è un nuovo inizio". Kravitz ha spiegato di aver sentito il bisogno di aprire nuovi canali, di affrontare questioni personali che finora aveva messo da parte: "La mia vita sta cambiando: chiamatela pure maturità, ma dal punto di vista spirituale sono rinato. Volevo ignorare le sensazioni che avevo dentro, ora è venuto il momento di esaminare una parte della mia vita".
La rockstar in realtà è tutto casa e famiglia: negli ultimi tre anni è stato sempre nella sua villa di Miami dove vive con la figlia quindicenne (avuta con l'attrice Lisa Bonet) e il nonno Albert di 93 anni. Ma si occupa anche del padre che si trova a New York: "Ho sempre pensato alla carriera e ai miei famigliari, ma mai a me stesso: ora è venuto il tempo di rifarmi". Il suo ultimo album suona assolutamente rock: "Tutto molto naturale”, ha spiegato Kravitz. “Il singolo si intitola 'Where are we runnin' e sarà difficile vedere il video per intero. Quello in onda sulle principali televisioni è la versione "ripulita": è stata tagliata tutta la parte iniziale che invece è stata mostrata oggi ai giornalisti”. I fotogrammi "incriminati" mostrano Kravitz, nudo, scendere dal letto di una stanza di albergo, dove si trova in compagnia di una bella donna. I due non parlano, si guardano a malapena dopo quella che deve essere stata una notte di sesso. Lui va in bagno, si osserva allo specchio, la sua faccia è sconvolta da alcool e droga. Poi bussano alla stanza, si veste e viene preso quasi a forza dal manager, scaraventato in un'auto tra fan urlanti e portato sul palco a suonare con il suo gruppo. E qui inizia il video che tutti possono vedere. "L'ho voluto tagliare io altrimenti lo avrebbero fatto gli altri”, ha chiarito la rockstar. “Credo che la versione integrale vada in onda solo su qualche tv americana nelle ore notturne. Penso giri anche su Internet. Volevo mostrare a che punto si è arrivati. Il lusso e la fama non sono poi divertenti. Certo, la sregolatezza non è un problema solo delle rockstar: anche tanti operatori di borsa a Wall Street fanno questa vita. Loro magari hanno giacche e cravatte ma conoscono la droga, vanno con prostitute, hanno un'esistenza disordinata".
Kravitz tiene a far sapere che quello rappresentato nel video non è mai stato il suo stile di vita: "Non sono un personaggio, non interpreto nessuno”, risponde a chi gli fa notare che il suo look non è certo quello dell'uomo della strada. E in una canzone canta: "I don't want to be a star". "E' un brano che racchiude alcune mie sensazioni”, spiega Lenny. “A volte rimpiango la vita normale. Ma è una canzone che non va presa troppo sul serio".
Kravitz non ha voluto commentare un altro brano, "Lady", che, si dice, sia dedicata Nicole Kidman con la quale ha avuto una burrascosa relazione (vedi News): "Qualcuno lo pensa, io non l'ho mai detto, parlo solo di una signora, nessun nome".
L'artista sarà impegnato in una tournèe che partirà il prossimo 31 maggio in Olanda: unica data italiana, come già anticipato da Rockol, il 20 giugno al Jammin' Festival di Imola. Dopo gli impegni dal vivo, il cantante e chitarrista si dedicherà al suo debutto sul grande schermo, realizzando una pellicola autobiografica: la sceneggiatura è finita, parla di un ragazzo che vive a New York, cresce in due mondi diversi, due culture diverse con il sogno di diventare artista: "Mio padre è ebreo, mia madre afro-americana - spiega - è stato difficile per loro. Io ero piccolo, non mi accorgevo degli ostacoli che hanno dovuto superare: insulti per strada, rifiuti ai ristoranti. Pensate, io nemmeno me ne ero accorto di avere un padre bianco, me l'hanno fatto notare in prima elementare. Per me era solo mio padre".
Concludendo, Kravitz ha commentato lo scandalo delle torture subite dai prigionieri iracheni nelle carceri delle forze di coalizione: "E' davvero orribile: non ne esce bene l'America, che si era proposta come forza liberatrice. Anche se, poi, è singolare considerare inaccettabile la tortura e accettabile invece sganciare bombe su centinaia di persone innocenti".
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