Rolling Stones: la morte di Brian Jones (1969)

La morte di Brian Jones a distanza di 48 anni resta ancora circondata da un alone di mistero. Nonostante all’epoca sia stata classificata come incidente alcune, se non troppe, cose non quadrano. Innanzitutto la celerità con cui è stata archiviata, il fatto che immediatamente dopo la morte di Jones improvvisamente tutti i suoi averi, dagli abiti agli strumenti e molto altro, sparirono. Ancora non è esattamente chiaro quante persone fossero presenti quella notte a Cotchford Farm. In base a tutti questi elementi alcuni anni or sono il caso venne brevemente riaperto e quasi subito chiuso su presunte pressioni dall’alto. Molto è stato detto e scritto sulla morte del fondatore dei Rolling Stones, ma il mistero permane. Jones, che venne licenziato dagli Stones meno di un mese prima, ha incarnato meglio di chiunque altro lo spirito della Swinging London, noto non solo per l’abbigliamento originale, in questo anticipando di molto la moda e da cui sia Jagger che Bowie hanno preso non poco, ma anche per essere stato il primo musicista rock a scoprire la world music o musica etnica come diremmo oggi per aver lanciato i Master Musicians of Joujouka.

 

(….) A Cotchford Farm Brian Jones, incoraggiato da Alexis Korner, ha cominciato a contattare alcuni musicisti per formare un proprio gruppo. Il famoso dj John Peel si e` offerto di aiutare Brian a trovare i musicisti giusti tra cui figura Micky Waller, batterista del Jeff Beck Group. Voci circolate negli anni successivi raccontano che nello studio di registrazione installato nel seminterrato della villa Brian compose, suono` e registro` alcuni brani tra cui Chow Time, Anybody Seen My Baby, probabilmente titoli provvisori, più` un paio di blues.

Bill Wyman (……) riceve una telefonata da Charlie Watts prima delle 3,(…..). Jones è stato trovato senza vita al fondo della piscina della sua villa, Cotchford Farm, a Hatfield, Sussex. Quando la polizia arriva subito dopo mezzanotte, un dottore e un’ambulanza sono già sul posto. Il patologo dichiara che la morte è avvenuta tra le 22.30 e le 24 del 2 luglio ma, stranamente, la data di morte riportata sulla tomba indica il 3 luglio. Questo è solo uno dei misteri che ancora circondano gli eventi di quella tragica notte.

In una successiva intervista dirà Keith Richards: “Ho visto Brian nuotare in pessime condizioni, quasi in mezzo a una tempesta. Sono stato sott’acqua con Brian alle isole Figi ed era un nuotatore straordinario. Trovo difficile credere che sia annegato in una piscina”. Brian ha trascorso parte della giornata a Londra prima di rientrare a Cotchford Farm dove in serata, oltre a lui e alla sua ragazza, la svedese Anna Wohlin, sono presenti il costruttore quarantaquattrenne Frank Thorogood e la sua amica infermiera ventiduenne Janet Lawson. Alle 22.30 Brian chiede a Frank e a Janet di unirsi a lui per un bagno in piscina, ma quest’ultima rifiuta.

 

Janet e Anna rientrano in casa circa venti minuti dopo, seguite da Frank Thorogood, dopo dieci minuti, in cerca di un asciugamano.
All’inchiesta Janet dirà: “A quel punto andai subito alla piscina e vidi Brian sul fondo, immobile. Intuii il peggio, chiamai Anna e Frank”.
Trascinano Brian fuori dalla piscina e Janet massaggia il cuore; Anna e Frank praticano la respirazione bocca a bocca senza alcun risultato. All’arrivo dell’ambulanza i dottori cercano per circa mezz’ora di riportarlo in vita con l’ausilio di una pompa cardiaca, ma non vi è alcuna reazione. Brian sarà quindi dichiarato morto.
Si sa che soffriva di asma di origine nervosa e febbre da fieno e che portava spesso un inalatore che in effetti fu trovato accanto alla piscina, ma l’autopsia rivelerà che Brian non ebbe alcun attacco d’asma o altra patologia a essa correlata. Contrariamente a ciò che molti all’epoca pensavano, Brian da qualche tempo non faceva alcun uso di droghe essendo determinato a smettere.

Nonostante l’inchiesta del coroner indicasse che Jones morì per cause accidentali, diversi aspetti di ciò che è accaduto quella notte restano avvolti nel mistero. Subito dopo la rimozione del corpo di Brian, improvvisamente quasi tutti i suoi averi spariscono. Secondo una fonte presente quella notte, molta roba di Brian viene bruciata in un immenso falò quella stessa notte, ma nessuno sembra sapere da chi e perché.
Keith in una intervista a “Rolling Stone” due anni dopo: “Alcune strane cose accaddero quella notte. Avrebbe potuto essere stata una semplice disgrazia, ma c’erano persone che improvvisamente sparirono e alcune di loro ebbero una cattiva influenza su Brian. Non so cosa veramente accadde quella notte a Brian, ma stava rimettendosi a posto. Poco prima di morire stava provando nuove canzoni, c’erano musicisti ogni giorno in casa sua. Parlavo con lui ogni giorno e lui diceva ‘Sta venendo bene. Sto mettendo su una piccola band funky, sto lavorandoci e farò un disco’”.
Anita Pallenberg: “La gente pensa che Brian stesse toccando il fondo, ma era esattamente il contrario”. Come giustamente ha scritto “Rolling Stone”, “Se Keith e Mick erano la mente e il corpo degli Stones, Brian era chiaramente l’anima”.

* Anita Pallemberg, modella, attrice e ora stilista. Compagna prima di Brian Jones e poi di Keith Richards. Madre di Marlon e Angela avuti da Keith

 

Tratto da “The Rolling Stones 1961-2016”, di Massimo Bonanno, VoloLibero Edizioni (550 pagine, 22 euro).

 

Qui di seguito le prossime date delle presentazioni del libro:

 
6 aprile - Baladin, Milano
ore 18,30 Con
Mauro Zambellini
interventi musicali degli Stella Vox
 
10 aprile - Libreria L'Altroquando, Roma
ore 18,00 con
Arturo Stalteri e Alberto Castelli
 
11 aprile - Libreria Ubik Irnerio, Bologna
ore 18,00 con
Pierfrancesco Pacoda e Carlo Babando

 

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