Il 12 dicembre del 1980, 363 giorni dopo un doppio album leggendario, i Clash pubblicavano un altro album storico, per di più triplo. “London Calling” era uscito il 14 dicembre del 1979. E rimane non solo il capolavoro dei Clash, ma un vero disco spartiacque, tra decenni e tra ere musicali. L’album con cui il punk diventava adulto. Manteneva la rabbia delle origini ma riconosceva le sue radici: Paul Simonon spacca il basso in copertina, ma la grafica è quella del primo album di Elvis.
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I Clash vanno oltre il “no future, no past”: recuperano il rock ’n’ roll, il reggae, senza perderete l’iconoclastia. “Sandinista!” porta avanti questa scelta in maniera ancora più decisa e coraggiosa.L’album arrivò dopo un anno vissuto pericolosamente, iniziato con la pubblicazione americana di “London calling”, avvenuta a fine gennaio 1980, e proseguito con la diffusione di “Rude boy”, un film metà racconto e metà documentario sulla storia di un fan dei Clash che diventa loro roadie. Nel frattempo la band aveva disconosciuto la pellicola, producendo appositamente delle spillette “I don't want Rude Boy Clash Film”, diventate famose.
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