Chi era Leonard Cohen: la biografia di uno dei più grandi di sempre

Chi era Leonard Cohen: la biografia di uno dei più grandi di sempre

Leonard Norman Cohen nasce a Montreal il 21 settembre del 1934 da una famiglia di origini ebraiche. All’età di 17 anni fa le sue prime esperienze musicali formando con alcuni compagni di scuola un trio di genere country&western, i Buckskin Boys. La sua prima passione, però, è la poesia ed è con quella che si fa conoscere ed apprezzare a livello internazionale quando, nel 1961, l’antologia “The spice box of earth” ottiene ampi riconoscimenti.

Cohen inizia poco dopo una vita di viaggi e di spostamenti che lo portano spesso in Europa; insieme alla compagna Marianne Jensen e al di lei figlio decide di trasferirsi sull’isola greca di Idra. Pubblica intanto i suoi primi racconti, l’autobiografico “The favorite game” (1963) e “Beautiful losers” (1966), riscuotendo con entrambi grande successo di critica e di pubblico.

Nel 1967 torna in Nord America e decide, a 33 anni, di debuttare professionalmente nel mondo della canzone: partecipa quello stesso anno al Festival Folk di Newport, dove il leggendario produttore John Hammond (scopritore di Billie Holiday, Aretha Franklin, Bob Dylan e, in seguito, di Bruce Springsteen) lo nota e lo mette sotto contratto con la Columbia. Alla fine dell’anno esce THE SONGS OF LEONARD COHEN, il primo LP contenente classici come “So long, Marianne”, “Sisters of mercy” e “Suzanne” (già nota nell’interpretazione di vari artisti, tra cui Judy Collins; in Italia viene tradotta da Fabrizio De André).

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I successivi SONGS FROM A ROOM (1969) e SONGS OF LOVE AND HATE (1971), che il regista Robert Altman utilizza come colonna sonora per il suo western “I compari”, ne rinsaldano la fama di performer originale e di straordinario autore, saccheggiatissimo dagli interpreti del tempo come da quelli successivi (innumerevoli le cover di titoli come “Bird on a wire”, “Story of Isaac”, “Joan of Arc” e “Famous blue raincoat”).

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A NEW SKIN FOR THE OLD CEREMONY nel 1973 segna una svolta musicale innestando sonorità orchestrali sullo stile solitamente spartano di Cohen, seguono cinque anni di silenzio interrotti solo dalla pubblicazione di un “Greatest hits”: l’atteso ritorno si rivela tuttavia problematico e DEATH OF A LADIES’ MAN viene disconosciuto dall’autore dopo che il geniale ma eccentrico produttore Phil Spector lo esclude totalmente dalle fasi finali di lavorazione snaturandone l’opera.

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 VARIOUS POSITIONS p un disco che rivela il cammino interiore e le nuove preoccupazioni religiose di Cohen, in cui spicca “Hallelujah”, ripresa poi anche da Jeff Buckley, e destinata a diventare il suo brano più noto e reinterpretato.

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I’M YOUR MAN segna nel 1988 uno dei momenti più fortunati della produzione musicale del canadese, fruttando nuovi classici come “Ain’t no cure for love”, “Tower of song” e “First we take Manhattan”. Fioccano intanto gli omaggi: l’interprete americana Jennifer Warnes, che era stata sua corista, gli dedica un intero album di cover (il fortunato “Famous blue raincoat”, 1987), e successivamente colleghi celebri come Nick Cave, John Cale, Pixies e R.E.M. interpretano sue canzoni in “I’m your fan” (1992), antologia realizzata per iniziativa di Christian Fevret, editore della rivista rock francese Les Inrockuptibles.

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Cohen, che continua in parallelo l’attività di poeta e scrittore, sta nel frattempo meditando il gran ritiro: dopo il tour che fa seguito alla pubblicazione di THE FUTURE (1993) scompare in un centro Zen sul Monte Baldy, in California, dove il 9 agosto 1996 viene consacrato monaco buddista con il nome di Jikan (“Il silenzioso”). Riemerge dall’isolamento nel gennaio del 1999, si stabilisce a Los Angeles e torna sulla scena discografica pubblicando nel 2001 il primo album di nuove canzoni in nove anni, TEN NEW SONGS.

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Nel 2003 il produttore Hal Willner allestisce un concerto tributo che va in scena a Brooklyn con la partecipazione di Cave, Laurie Anderson, Kate & Anna McGarrigle, Rufus & Martha Wainwright, Linda & Teddy Thompson (repliche a Brighton l’estate successiva con l’aggiunta di Beth Orton e Jarvis Cocker). Nel 2004 esce DEAR HEATHER, coprodotto dalle cantanti e sue ormai abituali collaboratrici Sharon Robinson e Anjani Thomas. Nel 2006 – dopo una serie di controversie legali con la sua manager Kelly Lynch – Cohen ritorna come autore per l’ album di Anjani Thomas BLUE ALERT, a cui segue a un paio di mesi di distanza la pubblicazione di un nuovo libro di poesie intitolato“Book of longing”, che diventa un enorme successo di critica e di pubblico.

A febbraio 2008 il musicista annuncia di essere pronto per un nuovo tour mondiale – il primo dopo quindici anni di assenza – in partenza a maggio. Un mese più tardi, viene ammesso nella Rock and Roll Hall of Fame per aver ispirato molti musicisti nella composizione delle loro canzoni. Il tour mondiale continua fino al 2010 e viene documentato nell'autunno dello stesso anno da SONGS FROM THE ROAD, CD+DVD contenente 12 brani estratte da varie tappe; agli inizi del 2012 OLD IDEAS, primo album di inediti in quasi otto anni, ne conferma pienamente un ritrovato e sorprendente stato di grazia ribadito, due anni dopo, anche da POPULAR PROBLEMS, scritto quasi interamente con il produttore Patrick Leonard e pubblicato due giorni dopo il suo ottantesimo compleanno.

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Subito dopo viene annunciato LIVE IN DUBLIN, CD/DVD registrato alla O2 Arena di Dublino il 12 settembre del 2013 e in uscita ai primi di dicembre. Un nuovo album dal vivo, seppur particolare, arriva nel 2015: CAN'T FORGET: A SOUVENIR OF THE GRAND TOUR , raccolta fatta di registrazioni rare e inedite, realizzate nell'arco di due anni tra soundcheck e spettacoli dal vivo durante l'"Old ideas World tour". All'interno del disco sono contenuti anche due brani inediti di Leonard Cohen: tra questi anche il singolo "Never gave nobody trouble".
Nel 2016 esce il suo 14° album, il capolavoro "You want it darker", coprodotto dal figlio Adam. Muore poche settimane dopo, l'11 novembre, nella sua casa di Los Angeles.

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