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4 febbraio 1985: fuoco e neve indimenticabile, il primo concerto degli U2 in Italia

L'esordio italiano dal vivo della band irlandese venne spostato di location a causa di una nevicata fuori dalla norma (per Milano).
4 febbraio 1985: fuoco e neve indimenticabile, il primo concerto degli U2 in Italia

L’inverno del 1985, per chi abitava a Milano, è legato indelebilmente al ricordo della ‘grande nevicata’.

Un avvenimento del tutto straordinario nella sua portata che rimarrà per sempre nelle menti di chi l’ha visto e vissuto. Ancora oggi, trentasei anni dopo, chi c'era lo ricorda con l'affetto che viene riservato alle esperienze uniche. Tra il 13 e il 17 gennaio di quell’anno su Milano caddero 90 centimetri di neve. Per dire della straordinarietà dell’evento: è stata la più grande nevicata nel capoluogo lombardo di tutto il ventesimo secolo. La città si bloccò per qualche giorno e molti furono i danni riportati. Sotto il peso della neve parecchi tetti di case e capannoni crollarono. Tra questi, inaspettatamente, a cedere fu la copertura del Palazzo dello Sport cittadino che sorgeva a qualche centinaio di metri dal calcistico Stadio Meazza.

Tra i milanesi regnava lo sgomento, l’impianto sportivo, che in città veniva chiamato 'palazzone', aveva solamente nove anni di vita e, all’epoca, era uno dei ‘vanti’ della città. Quel palasport non venne mai ripristinato, anzi, dopo un certo periodo di tempo venne smantellato. Il crollo del tetto e la conseguente inagibilità dell'arena sono legati alla storia riportata più sotto, perché lì era previsto si dovesse tenere, il 4 febbraio 1985, il primo concerto italiano degli U2 che, quindi, venne spostato al meno capiente Palatenda, una struttura provvisoria non lontana, che per qualche tempo nel capoluogo lombardo ospitò spettacoli di vario genere, ivi compresa la musica dal vivo.

Il concerto della band irlandese era, superfluo sottolinearlo, molto atteso. La fama degli U2 era in rapida ascesa e i quattro non avevano mai suonato in Italia. Qualche mese più tardi, a luglio, sarebbero stati tra i protagonisti, con la loro grande esibizione sul palco dello stadio di Wembley, a Londra, del concerto benefico denominato Live Aid, trasmesso in diretta televisiva nel mondo intero. La loro definitiva consacrazione, giunse nel 1987, quando pubblicarono il quinto album, ”The Joshua Tree”.

Ma abbiamo portato la macchina del tempo un pochino troppo in avanti, meglio tornare al febbraio 1985. La formazione guidata da Bono, dopo l’esordio con l’album ”Boy” (1980) e il seguente “October” (1981), alza il tiro con “War” (1983) trainato dalla hit “Sunday Bloody Sunday” e approda, con la guida e la produzione di Brian Eno e Daniel Lanois, a nuove sonorità con il quarto album ”The Unforgettable Fire”, pubblicato nell'ottobre 1984. “Pride (in the name of love)”, canzone dedicata a Martin Luther King, è il singolo di punta del disco e non vi è un loro concerto nel quale non venga eseguita.

La prevendita del concerto era andata a gonfie vele, cosicché la variazione di programma, avvenuta solo un paio di settimane prima dell’evento, dovuta alla abbondante nevicata con l’inevitabile cambio del luogo del concerto da un grande palasport a un impianto dalla capienza decisamente più ridotta suscitò più di un timore per la sicurezza del pubblico.

Nel piazzale antistante il tendone - che sorgeva nel quartiere di Lampugnano - una cospicua folla si radunò ben prima dell’apertura dei cancelli spinta sicuramente dalla voglia di assistere alla 'prima' degli U2 ma anche dalla preoccupazione di non poter accedere all’interno del luogo del concerto che, per l’occasione, era stato sgomberato al suo interno di tutto il non occorrente per garantire lo spazio minimo necessario ad ospitare il pubblico. Fortunatamente tutto funzionò per il meglio e non vi furono problemi di sorta, tutti entrarono e, nonostante la calca, poterono godere di un concerto quanto mai agognato oltre che storico.

I concerti programmati nel 1985 per quella prima visita italiana degli U2 furono tre. Il primo si tenne, come detto, il 4 febbraio al Palatenda di Milano, gli altri due si svolsero, il 5 e il 6, al Teatro Tenda di Bologna. La band tornò ad esibirsi in Italia poco più di due anni dopo, nel maggio 1987 e, ad oggi, sono 35 le esibizioni di Bono e soci all'interno dei nostri confini. Come riportato in precedenza, di acqua sotto i ponti ne era però transitata molta e, nel frattempo, gli U2 erano diventati una band molto più famosa. Dopo la pubblicazione di “The Joshua Tree” i palazzetti non bastavano più a contenere il pubblico che li inneggiava.

Una curiosità relativa al concerto: il sito setlist.

fm segnala che la sera del 4 febbraio a Milano venne eseguita per l'ultima volta in concerto "Indian Summer Sky", canzone che occupa l'ottava posizione della scaletta dell'album "The Unforgettable Fire" e che gli U2 hanno proposto in concerto solo nove volte. A proposito di questa canzone Bono in un’intervista dichiarò: "Molte città americane sono costruite sulle ceneri di altre civiltà. Un mio amico mi ha raccontato di essersi sentito strano una volta che era a Toronto, come se fosse diviso in due, da quelle parti c'erano stati molti massacri di indiani: lui diceva di sentire la presenza di spiriti irrequieti. La canzone voleva dare il senso dello spirito intrappolato nella giungla di cemento".

Scaletta del concerto del 4 febbraio 1985 al Palatenda di Milano:

11 O’clock tick, tock

I will follow

Seconds

Indian Summer Sky

MLK

The Unforgettable Fire

Wire

Sunday Bloody Sunday

Cry-Electric.co

A Sort of Homecoming

Bad

October, New Year’s Day, Pride

Party Girl

Gloria

40

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