Wolfmother dal vivo a FestaReggio: la recensione del concerto

Wolfmother dal vivo a FestaReggio: la recensione del concerto

La storia dei Wolfmother, band nata nei primi anni duemila dalla mente di Andrew Stockdale, è affascinante e poco convenzionale rispetto al panorama rock attuale. Di certo ne è passata di acqua sotto i ponti dopo il fortunato esordio uscito esattamente dieci anni fa.
Ricordate i tempi in cui le loro canzoni si sentivano ovunque – dalla colonna sonora di "Una Notte da Leoni" agli spot della Apple – e giravano il mondo con gente come Pearl Jam e AC/DC? L'hype iniziale intorno alla band australiana, che con i suoi riff di scuola hard rock scomodava paragoni eccellenti con leggende del calibro di Led Zeppelin e Soundgarden, si attenuò presto a causa di rivoluzioni nella line up, separazioni improvvise e successive reunion. Il fuoco che alimentava la band non si era spento, ma la mancanza di ossigeno – in parte dovuta alla genialità irrequieta del loro leader – lo stava facendo affievolire.  Archiviata l'autoproduzione del controverso "New Crown" (2014), i Wolfmother sono tornati a inizio anno con il riuscito "Victorious", album che riprende i fasti del passato grazie all’apporto squisitamente rock ed essenziale di Brendan O'Brien (già dietro alla console dei dischi di Pearl Jam e Bruce Springsteen).

È sulle note di "Dimension", prima traccia del loro album di esordio, che la band inaugura il secondo concerto italiano – il primo si è tenuto qualche mese fa all'Alcatraz di Milano – del Gypsy Caravan Tour partito nei primi mesi dell'anno. La band di Andrew Stockdale, in un certo senso, è la quintessenza stessa del rock, e la loro ricetta non potrebbe essere più semplice: riff sparati a mille che, come dicevamo, richiamano il sound hard rock più puro e caratteristico di glorie del passato (Led Zeppelin, Black Sabbath) e anche del presente (Royal Blood, Black Keys), una presenza scenica essenziale e senza fronzoli, e canzoni riconoscibili dai primissimi accordi. La sezione ritmica è affidata all’istrionico Ian Peres, che si destreggia tra basso, tastiere e altri strumenti, e al dotato batterista Alex Carapetis, già dietro le pelli del side project di Julian Casablancas e touring band member di Nine Inch Nails e Queens of the Stone Age. Entrambi tessono l’ossatura dei pezzi, coadiuvando egregiamente il leader e chitarrista Andrew Stockdale – classe 1976, nato a Brisbane, vero motore della band – e plasmando un muro sonoro potente, diretto e viscerale.

La band convince nei pezzi più noti – "Mother", "White Unicorn" (dedicata alle vittime del sisma che ha devastato il centro Italia) e "Love Train", tratte dal monumentale disco di esordio – ma non è da meno sulle altre canzoni proposte, che passano in rassegna il meglio del repertorio della band. Le toste "New Moon Rising" e "White Feather" (tratte dal celebrato Cosmic Egg) si amalgamano alla perfezione con la produzione più recente, come la contagiosa "Gypsy Caravan" e la title track dell’ultimo lavoro in studio, "Victorious", che tra l’altro rappresenta uno degli highlight dello show. Va meno bene invece con "Pretty Peggy", che flirta con sonorità care ai "Mumford & Sons" discostandosi troppo dal sound che ha da sempre contraddistinto la band e lasciando perplesso anche il pubblico. Il concerto si chiude sulle note di due tra le loro canzoni più amate, l'epica "Colossal" – su cui si stagliano, di nuovo, le lunghe ombre di chi l'hard rock l'ha creato – e la nota "Joker and The Thief", che probabilmente ha fatto scoprire la band alla maggior parte dei presenti. 

Allo stato attuale i Wolfmother non sono più la band sulla bocca di tutti, ma rimangono capaci di infiammare un pubblico che, invece di scattare foto da postare su Instragram, preferisce tenere il cellulare in tasca e cantare ogni canzone saltando e agitando i pugni in aria. 
Doveroso menzionare la band di apertura, i potenti Onelegman, gloria locale che ha già girato l’Europa come opener dei Misfits e dei Deep Purple, e  i romani Giuda.
 

Luca Villa

 

SETLIST

Dimension

New Moon Rising

Woman

White Unicorn

Apple Tree

Gypsy Caravan

Pyramid

Vagabond

White Feather

The Love That You Give

Love Train

California Queen

Pretty Peggy 

Colossal

 

Joker & The Thief

 

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