Giuliano Palma presenta ‘Groovin’: “Esorcizzo la perdita con il presobenismo” – INTERVISTA

Giuliano Palma presenta ‘Groovin’: “Esorcizzo la perdita con il presobenismo” – INTERVISTA

Contava di pubblicare un altro disco di canzoni inedite, due anni dopo l’album con il quale è andato a Sanremo, “Old boy”. E invece i piani di Giuliano Palma sono saltati. La separazione dal suo braccio destro musicale, la rottura con altri collaboratori e in più lo strazio per la perdita del suo produttore Carlo U. Rossi, morto nel marzo 2015 a seguito di un incidente in moto,  hanno portato il cantante milanese a ripensare il progetto. “Avevo bisogno di esorcizzare queste perdite. E per carattere cerco di superare i momenti di tristezza cantando a squarciagola, divertendomi, dando buone vibrazioni”. Ne è venuto fuori un album ritmato e spensierato titolato “Groovin’”, come la cover dei Rascals che Palma interpreta del disco. “La parola groove è intraducibile in italiano. Per me groovin’ significa presobenismo: vuol dire star bene, ritrovare leggerezza ed energia grazie alla musica. Il groove ce l’ho dentro e mi piace contagiare gli altri”.

In copertina, Palma è ritratto con quattro musicisti che gli danno le spalle. “Sono quelli che hanno perso il groove, con cui ho smesso di collaborare. Non tanto i Bluebeaters, ai quali sono stato io a dare le spalle. Piuttosto Fabio Merigo, con cui collaboravo da quindici anni e che mi ha lasciato a piedi. Pensavo avesse tanto groove, credevo che anche per lui divertirsi impacchettando canzoni fosse una missione. Poi ha incontrato una donna con cui collaborare e ha buttato all’aria il lavoro fatto in tanti anni. Gli auguro tutto il bene, se è bene quel che sta succedendo, ma sento puzza di zolfo”.

Affiancato da nuovi collaboratori, fra cui i produttori Fabrizio Ferraguzzo e Riccardo “Deepa” Di Paola, Palma ha perciò ripiegato su un nuovo album di cover. “L’imprinting è quello anni ’60 e ’70, è musica che arriva dall’infanzia, come ‘Eternità’ dei Camaleonti che mia mamma cantava mentre cucinava. Oppure roba dell’adolescenza come Vasco Rossi: rifare ‘Splendida giornata’ è stato un po’ come tornare ad abbracciarlo dopo avere aperto un suo concerto a San Siro nel 1990 con i Casino Royale”. Per la prima volta, Palma non ha curato nel dettaglio la produzione dell’album. “Nei miei dischi ho sempre messo le mani su ogni nota. Questa volta meno, mi sono affidato a Fabrizio e Deepa. Quando senti di avere fatto sempre le stesse cose c’è il bisogno di affidarsi a un produttore. Ma alla fine i miei dischi sono funzionali ai concerti”.

Curiosamente, la prima voce che si sente in “Groovin’” è quella di Cris Cab. L’album si apre infatti con una versione di “Bada bing” di cui il cantante italiano è solo ospite – in Francia ne è stata prodotta una analoga con Youssoupha. Palma duetta a sua volta con Chiara Galiazzo che fa la parte di Kiki Dee nella cover di Elton John “Don’t go breaking my heart”, con Clementino che rappa su “I say i’ sto ccà” di Pino Daniele, con Fabri Fibra in “Splendida giornata”. “Scelgo di collaborare con i rapper perché sono una chiave di lettura per chi non è avvezzo a certi suoni vintage”, dice. L’unico inedito “Un pazzo come me” è una sorta di autoritratto: “Uno come me non lo puoi cambiare. Non riesco a trovare stabilità, nemmeno nei rapporti sentimentali”. Perché, in un momento così delicato della sua vita, non ha deciso di raccontarsi un po’ di più tramite canzoni nuove? “Forse perché sono pigro e provo troppo gusto nel reinterpretare pezzi altrui. Piuttosto che scrivere una canzone brutta a volte è meglio celebrare vecchi capolavori. E poi sono un crooner e quindi… croono”.

 

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