Garbage in concerto a Milano: "L'oscurità esiste in ogni persona" - INTERVISTA e RECENSIONE

Garbage in concerto a Milano: "L'oscurità esiste in ogni persona" - INTERVISTA e RECENSIONE

«Chi sono gli “Strani piccoli uccellini” del nuovo disco mi chiedi? Vedi, ne hai ben tre seduti qui davanti», ride il chitarrista Duke Erikson indicando gli altri Garbage seduti al suo fianco, «credo che, sotto la superficie di normalità, tutti abbiano la propria matrice di forti idiosincrasie e segreti indicibili».

Quello che colpisce dei Garbage, sia nella loro musica che dal vivo, è il modo diretto di affrontare il tema del dolore con vitalità e naturalezza, per niente affranti. Li abbiamo incontrati ieri, 8 giugno, poche ore prima del concerto milanese al Fabrique: li abbiamo trovati a rimbalzare su grandi palloni da pilates, con la battuta sempre pronta e la risata imminente. Shirley, con i suoi occhi espressivi e la sua chioma di una tinta che ricorda il famoso “ravanello pallido”, prende la parola sull’oscurità che sembra permeare il loro ultimo album “Strange little birds”, in uscita il 10 giugno: «Io penso che l’oscurità esista in ogni persona, e quelli che non la contemplano nella loro vita sono gli individui meno a contatto con i propri sentimenti. Tutti sono toccati dalla tristezza, e negarne l’esistenza è da pazzi. Ci sono molte persone che in modo infantile evitano gli argomenti dell’oscurità e della fragilità e pretendono di darti lezioni a riguardo, e tra me e me mi chiedo: “che c**** di psicotico sei?!”», e di nuovo, ridiamo tutti.

Questo interessante connubio di energia e inquietudine si è manifestato a pieno durante la serata al Fabrique. Dopo l’energica performance dei Giorgieness, i Garbage entrano nella penombra, sotto il lento incedere elettronico di “Sometimes”, prima traccia della loro ultima fatica. Raggiungono le loro postazioni: all’appello manca solo il batterista e produttore Butch Vig, sostituito da Matt Walker (Smashing Pumpkins, Morrisey). Non è un ingresso a effetto: la ventennale esperienza sembra aver insegnato al gruppo statunitense che è sempre meglio seguire la propria moda, e soprattutto il proprio modo di essere teatrali. E sotto questo aspetto Shirley Manson fa proprio scuola. Con la sua innata eleganza e con un vestitino un po’ anni ’70, la cantante scozzese si scatena durante l’esecuzione del nuovo singolo “Empty”, come nella successiva storica hit “Stupid girl”. Intorno a me vedo persone che con molta probabilità negli anni ’90 avevano appeso in camera il poster dei Garbage (come la sottoscritta del resto): un pubblico affettuoso che canta a pieni polmoni i brani del passato – tra cui “Sex is not the enemy”, “I think I’m paranoid” e una in parte reinterpretata “I’m only happy when it rains” – e che ascolta con attenzione i pezzi inediti proposti dalla band.

Nei nuovi brani si assiste a un notevole cambiamento di atmosfera sonora: i bassi si fanno molto più scuri e profondi, le sfumature della voce e degli strumenti sono meno arrabbiati e ribelli e più inquietanti. Un sound maturo, familiare ai vecchi Garbage ma con un tocco in più: «Credo che abbiamo fatto un passo avanti verso un nuovo territorio con questo album», spiega Erikson, «è stato allo stesso tempo anche un ritorno a quei segni propri della nostra musica, alle stesse sonorità che Steve aveva portato, che sono state per noi una sorta di promemoria da seguire. C’è inoltre questa oscurità sotto la corrente, come un costante battistrada di tutto il disco». Questo aspetto è ben percepibile soprattutto in “Blackout” con un riff di basso irrequieto nell’intro e in “Even though our love is doomed” nel bis, ballad dal testo crudo ma carico di speranza.


Le novità sono comunque ben accolte, forse anche perché alternate a pezzi celebri e riconoscibili come “Cherry lips (go baby go!)” in chiusura di serata: insomma, dopo quasi due ore di concerto i fedelissimi dei Garbage non possono che ritenersi soddisfatti.

(Vittoria Polacci)

SETLIST:
Sometimes
Empty
Stupid girl
Special
Blood for poppies
Bleed like me
My lover’s box
Sex is not the enemy
A stroke of luck
Control
#1 Crush
I think I’m paranoid
Battle in me
Automatic systematic habit
The trick is to keep breathing
Blackout
Push it
Vow
I’m only happy when it rains

BIS:
Even thogh our love is doomed
Why do you love me
Cherry lips (go baby go!)

 

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