Franco Califano, a tre anni dalla scomparsa Mita Medici lo omaggia con un medley e ricorda la loro storia d'amore

Franco Califano, a tre anni dalla scomparsa Mita Medici lo omaggia con un medley e ricorda la loro storia d'amore

Ricorre oggi, mercoledì 30 marzo 2016, il terzo anniversario dalla scomparsa di Franco Califano; per l'occasione, Mita Medici dedica al Califfo un meldey, realizzato insieme al musicista Frank Del Giudice, composto da due brani significativi per la carriera del cantautore: si tratta di "Vivere e volare" e "Tutto il resto è noia". Entrambi i brani furono composti da Califano insieme allo stesso Frank Del Giudice e furono inclusi all'interno dell'album "Tutto il resto è noia" del 1977, quarto lavoro in studio del cantautore romano.













Mita Medici è stata una presenza significativa della vita di Franco Califano: i due sono stati legati sentimentalmente per tre anni. Come raccontato dalla stessa Mita Medici, l'attrice e il cantautore si conobbero grazie ad un amico in comune, il giornalista Gianni Minà. Il primo incontro avvenne negli uffici milanesi dell'etichetta discografica CGD (Compagnia Generale del Disco), nel 1967: lei aveva appena 17 anni, lui ne aveva 29. Presto, Mita Medici e Califano lasciarono Milano e si stabilirono a Roma, nel quartiere residenziale della Collina Fleming (in una palazzina in cui viveva pure Renzo Arbore). Nel 1970 l'attrice incise pure una canzone il cui testo fu scritto dal cantautore insieme a Edoardo Vianello, com musiche di Franco De Bellis, Fabio Cantini e Pierluigi Nogi. La canzone si intitolava "Avventura che nasce" ed era il lato b di "Un posto per me", la sigla del Cantagiro 1970 cantata dalla stessa Mita Medici:









Mita Medici ha raccontato, in un'intervista concessa a Il Tempo nel 2003 che proprio durante quei tre anni di convivenza nacque "La nevicata del '56", inizialmente destinato a Gabriella Ferri e poi pubblicato nella versione di Mia Martini nel 1990. La canzone fu scritta da Carla Vistarini, sorella di Mita Medici, e Califano - a detta della stessa attrice - avrebbe apportato solamente alcune modifiche al testo (e tuttavia, al momento della depositazione della canzone in SIAE sono stati aggiunti anche i nomi di Massimo Cantini e Luigi Lopez).
La storia d'amore tra Mita Medici e il cantautore si concluse nel 1970, tre anni dopo il primo incontro. Stando a quanto raccontato dalla stessa Mita Medici all'ADN Kronos nel 2015, le cose sarebbero andate così:

"Franco uscendo di casa mi ha detto che andava fuori, di non aspettarlo. Invece era a Roma, lo vidi con una mia amica e un’altra donna nel ristorante dove andavamo sempre insieme. Non dissi nulla ma in quel momento decisi di chiudere definitivamente con lui. Mi ha cercato di nuovo dopo la fine della nostra relazione, ma per me era davvero finita. L’ho vissuto come un tradimento, anche se non ho mai saputo se Franco mi tradì davvero".



Nel 2015, l'attrice ha girato i teatri italiani con lo spettacolo "Mita Medici canta Califano", che l'ha vista eseguire dal vivo una serie di brani tratti dal repertorio del Califfo, da "La musica è finita" a "E la chiamano estate". A Il Tempo, alla vigilia del debutto dello spettacolo, ha detto:

"Mi manca il suo essere una persona vera nelle sue espressioni di affetto e nelle spacconerie. Non c’era mai niente di calcolato in lui. Aveva la capacità di sorprendermi sempre, anche con doni non preziosi, ma pensati. «Me ne sono andata per una bugia che mi aveva detto più che per un reale tradimento. Oggi sono sicura che non fosse nulla di davvero grave, ma allora ero giovanissima e impulsiva. Serviva più maturità. È rimasto sempre un rapporto nei nostri cuori".

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