Sanremo 2016 dal divano: una polemica al giorno (mercoledì)

Sanremo 2016 dal divano: una polemica al giorno (mercoledì)

Prima di tutto ci tengo a dirvi che i dieci minuti del pianista Ezio Bosso visti stasera sono più importanti di dieci edizioni di Festival di Sanremo, e che adesso scrivere di quelle sciocchezze di cui ci occupiamo abitualmente mi pare davvero tempo mal speso.


Ma andiamo avanti: è uno sporco lavoro però qualcuno deve pur farlo.

Avrei voluto parlarvi oggi del Dopofestival, che è una trasmissione in cui succede (ma non succede solo lì…) che giornalisti stipendiati dal discografico di un concorrente facciano domande complimentose al concorrente stesso medesimo. Ma ho pensato intanto che la categoria dei giornalisti musicali si sputtana già sufficientemente da sola perché sia caritatevole infierire, e poi che il Dopofestival è una trasmissione che vuole far ridere, quindi la presenza di certa gente è perfettamente funzionale al progetto. Oltretutto per coerenza avrei poi dovuto seguire tutte le prossime puntate del Dopofestival, e c’è un limite al masochismo anche per chi guarda il Festival dal divano.

Quindi vi parlerò stasera di un argomento che m’indigna abbastanza – senza che ci perda il sonno, perché, come per la faccenda degli autori di cui vi ho parlato ieri, non tocca certo a me montare su un Ronzinante e scagliarmi contro i mulini a vento: c’è gente pagata per farlo, e lascio a loro il compito, tanto so che non lo svolgeranno.

Mi riferisco alle modalità con cui vengono abbinati i concorrenti della categoria Nuove Proposte per gli scontri diretti.

Secondo me, che sono un candido, la faccenda dovrebbe svolgersi così: il lunedì, durante la prima conferenza stampa dell’Organizzazione, si dovrebbe procedere pubblicamente all’estrazione dei nomi realizzando così gli abbinamenti. Semplice, trasparente, inoppugnabile. Certo, può capitare, per dire, che vengano messi a confronto due candidati “forti”, e che dallo scontro diretto ne esca quindi uno, impoverendo il cast della serata della finale delle Nuove Proposte: ma è un rischio accettabile, così come quello che vengano abbinati, in uno scontro fratricida, i due delle Nuove Proposte usciti da Area Sanremo (i quali, poveretti, non hanno nessuna copertura “politica” alle spalle, perché ne rimangono orfani subito dopo aver vinto la manifestazione).

Invece, succede che – come abbiamo riferito – l’organizzazione rivendichi che gli abbinamenti vengono fatti “d’accordo con le case discografiche” e secondo criteri autoriali. La prima condizione è prevista dal regolamento, e chi si iscrive al Festival e lo firma non ha ragione per lagnarsene (anche se voglio vedere quale etichetta discografica o produttore il cui cantante sia stato accettato al Festival si metterebbe a questionare preventivamente su una clausola del regolamento, a rischio di sentirsi dire: o mangi questa minestra o salti dalla finestra).

La seconda condizione, si capisce, lascia spazio a qualsiasi interpretazione. Per dire, chi ci assicura che in nome dello spettacolo non si creino gli accoppiamenti in modo da favorire l’arrivo in finale dei quattro concorrenti più “interessanti” dal punto di vista dell’organizzazione? E come si potrebbero ritenere soltanto maliziose illazioni le voci secondo le quali ci sarebbe chi fra i discografici “influenti” ha chiesto esplicitamente (= preteso) che il proprio artista venisse messo in sfida contro uno dei due concorrenti usciti da Area Sanremo, evidentemente considerati meno pericolosi anche soltanto per il fatto che la loro carriera è iniziata da pochissime settimane?

Ecco: una bella estrazione a sorte e passano tutti i mali.

Vabbé, ormai per quest’anno è fatta: ma l’anno prossimo qualcuno provi a pensarci prima, eh?

Franco Zanetti

 

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