NEWS   |   Italia / 07/02/2016

Sanremo 2106, Tony Renis ritira il premio 'Numeri 1 città di Sanremo': 'Mi prendo un periodo di pausa. Il Volo? Il talento fine a sé stesso non basta'

Sanremo 2106, Tony Renis ritira il premio 'Numeri 1 città di Sanremo': 'Mi prendo un periodo di pausa. Il Volo? Il talento fine a sé stesso non basta'

La voce di "Quando quando quando" è arrivata in Riviera per ritirare il premio "Numeri 1 città di Sanremo", riconoscimento che viene assegnato dalla città dei fiori a personalità che hanno contribuito a rendere grande il Festival della Canzone Italiana nel corso degli anni: "I premi sono un riconoscimento importante per il proprio lavoro e per i sacrifici fatti per raggiungere traguardi importanti", ha detto Tony Renis nell'incontro con i giornalisti in sala stampa, "questo premio è stato istituito qualche anno fa e già lo scorso anno gli organizzatori avevano pensato di assegnarlo a me, ma ero troppo impegnato con la produzione dell'ultimo album di Andrea Bocelli, 'Cinema', che mi ha portato via un intero anno. Così, l'assegnazione è slittata di un anno".

Il debutto di Tony Renis al Festival di Sanremo risale a cinquantacinque anni fa: era il 1961, infatti, quando il cantante si presentava alla manifestazione con il brano "Pozzanghere" (con testo scritto da suo padre), non riuscendo a raggiungere la finale: "Quell'anno arrivai a Sanremo grazie a Mina, che accettò di partecipare purché prendessero anche me. Fui il primo ad esibirmi, ma anche il primo ad essere eliminato", ricorda il cantante. Il 1962 fu invece l'anno del boom con "Quando quando quando", scritta insieme ad Alberto Testa; nel ricordare la partecipazione al Festival del '62 con quella che - ad oggi - resta la sua hit più conosciuta a livello mondiale, Tony Renis conferma quanto è stato recentemente raccontato a Rockol da Ricky Tognazzi: "E' vero, 'Quando quando quando' fu eliminata ai preliminari del Festival. Quell'anno avrebbero dovuto partecipare al Festival 24 canzoni: ad un primo ascolto, la canzone piacque a tutti, tanto che i giurati decisero di metterla da parte perché erano convinti che meritasse un posto tra le 24. Poi, però, se ne dimenticarono e alla votazione finale fu esclusa, piazzandosi al ventisettesimo posto. Ugo Tognazzi aveva deciso di partecipare al Festival come autore, firmando con Gianni Meccia il brano 'Cose inutili', che era interpretato da Fausto Cigliano e Jenny Luna. Anche la sua canzone fu esclusa alla votazione finale, piazzandosi al ventinovesimo posto, ma gli organizzatori volevano Tognazzi al Festival come ospite speciale. A quel punto lui li ricattò: avrebbe partecipato come ospite solo se fosse stata ammessa in gara la sua 'Cose inutili'. Per ripescare la sua canzone, che si era piazzata al ventinovesimo posto, gli organizzatori furono costretti a ripescare anche le canzoni che si erano classificate in posizioni più alte rispetto alla sua, ma che erano comunque rimaste fuori: tra queste anche 'Quando quando quando', che a Festival concluso si rivelò essere il 45 giri più acquistato dagli italiani (insieme a 'Tango italiano' di Milva, secondo posto nella classifica finale - ndr). Fu proprio 'Quando quando quando' a spalancarmi le porte dell'America".

Una volta terminata la promozione dell'album di Andrea Bocelli, "Cinema", quali nuovi progetti intraprenderà? "Sono abbastanza stanco, la produzione del disco di Bocelli mi ha portato mia molte energie. Mi stanno arrivando molte proposte, ma per il momento non ne ho presa in considerazione nessuna", risponde il cantante e produttore, "sto pensando di ritirarmi nella mia casa di Los Angeles, di riposarmi un po' e di passare del tempo con la mia famiglia". Intanto, però, questa settimana Renis partirà per gli Stati Uniti, direzione Grammy Awards (parteciperà da spettatore), e tornerà negli States a fine mese per gli Oscar: "Sarò presente alla serata degli Oscar per l'amicizia che mi lega da anni a Ennio Morricone, che ha composto una colonna sonora importante, di prestigio, per l'ultimo film di Tarantino". Il Maestro romano, lo ricordiamo, è in lizza nella categoria "Miglior colonna sonora" per le musiche da lui composte per l'ultimo film di Quentin Tarantino, "The hateful eight". Morricone, a gennaio, ha già vinto il Golden Globe per la "Miglior colonna sonora", e la vittoria di questo premio rappresenta in genere un lasciapassare per l'oscar; non è sempre così, però: nel 1999 lo stesso Tony Renis vinse il Golden Globe e ottenne una candidatura ai premi Oscar con il brano "The prayer", interpretato da Céline Dion e Andrea Bocelli e tratto dalla colonna sonora del cartone animato "La spada magica", ma non riuscì poi a portarsi a casa anche l'Oscar.

Parlando della scena musicale italiana contemporanea, Tony Renis si è lasciato andare ad alcune personali considerazioni: "In Italia ci sono diversi talenti che hanno parecchie possibilità di fare successo all'estero. Penso ai Kolors, ad esempio, ma anche a Lorenzo Fragola (lo apprezzo quando si esprime in inglese) o a Emma", dice Renis, "anche Elisa è una cantautrice molto brava: se riuscisse a trovare un manager importante potrebbe sfondare negli Stati Uniti. Più in generale, però, penso che negli ultimi anni gli autori italiani non hanno scritto grandi temi capaci di fare successo all'estero: bisogna lavorare proprio sugli autori, qui in Italia".

Inevitabile, a questo punto, una postilla sui ragazzi di Il Volo: "Non mi ero sbagliato, avevo visto lungo", dice fiero il produttore, "hanno delle grandi doti, ma il talento fine a sé stesso non è sufficiente. In America hanno un discreto successo, non enorme, ma possono alimentarlo ancora di più a seconda del repertorio che proporranno al pubblico statunitense".

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