NEWS   |   Italia / 09/12/2015

Cristina D'Avena: 'Non c'è più spazio per la musica. Apprezzo Il Volo. Sanremo? Solo come ospite'. E sulla foto sexy... - INTERVISTA

Cristina D'Avena: 'Non c'è più spazio per la musica. Apprezzo Il Volo. Sanremo? Solo come ospite'. E sulla foto sexy... - INTERVISTA

La reginetta delle sigle dei cartoni animati si racconta a Rockol in una lunga intervista che spazia da quella che è la sua carriera al giorno d'oggi (le pubblicazioni, i concerti, il cinquantennale del "Valzer del moscerino") alla possibile ospitata al Festival di Sanremo 2016 (grazie ad una petizione online), passando per una riflessione sullo stato attuale della discografia e per i talent show. Senza dimenticare la foto sexy che, negli scorsi giorni, ha mandato in delirio i fan.

Qual è il segreto del successo del mito di Cristina D'Avena?
"Nel corso di questi anni ho inciso più di 700 canzoni, vale a dire più di 700 sigle di cartoni animati che hanno accompagnato almeno due generazioni intere. Ognuno di noi, secondo me, tiene queste sigle in uno scrigno segreto dentro di sé; l'infanzia è un momento estremamente importante della nostra vita, che non riusciamo a dimenticare: riusciamo solamente ad appartarla nel nostro cuore e nella nostra mente, ma basta un dettaglio per riportare quel momento speciale della nostra vita alla luce. Il segreto del mio successo è proprio questo ed è una gioia vedere il pubblico emozionarsi e divertirsi ai miei concerti".

Cosa ci si deve aspettare da un concerto di Cristina D'Avena? E soprattutto: da chi è composto il pubblico di un suo concerto?
"Ci si deve aspettare tanto divertimento. E' bellissimo vedere le persone ballare, cantare e scatenarsi, un vero e spettacolo. Ho un pubblico composto da adulti, ragazzi, bambini, ma anche nonni che mi seguono dai tempi dello Zecchino d'Oro. Un pubblico importante, a livello di generazione e di età, ma che cambia a seconda delle location. Ai concerti nei club vengono prevalentemente ragazzi giovani, sui vent'anni, ma anche adulti che mi seguono dagli anni '80. Per i bimbi, che non possono entrare nei locali, mi esibisco nelle piazze e nei centri commerciali. Con la sigla di 'Doraemon' mi sono ritrovata a tenere per mano tanti altri bambini, e ho il compito di accompagnarli nella loro crescita. E' bello, e mi dà tante soddisfazioni".

Lo scorso 6 novembre è uscito un album in vinile, picture disc, contenente 16 delle sue canzoni più amate: come è nato questo progetto?
"Una mattina sono stata convocata in ufficio dalla mia casa discografica, che mi voleva parlare di un progetto importante. Non sapevo cosa aspettarmi da quell'incontro. Durante la riunione, mi hanno proposto di pubblicare un disco in vinile con una selezione dei brani più importanti della mia carriera, sedici in totale. Quando me l'hanno detto, mi sono anche molto emozionata. Il vinile è un oggetto che manca, per noi artisti rappresenta qualcosa di importante. E' il simbolo dell'epoca d'oro della musica. Ho accettato subito la loro proposta e ci siamo messi subito al lavoro: dentro all'album ci sono anche alcune foto per tutti i fan più appassionati, ma abbiamo pensato anche ai cultori della musica e delle sigle dei cartoni animati. Chi ama gli album in vinile, deve averlo per forza, non può non amarlo".

Questo album in vinile anticipa di tre anni il cinquantennale del "Valzer del moscerino", la canzone che ha dato inizio alla sua lunga carriera: ci sono progetti in ballo per festeggiare questo importante traguardo?
"Per il momento no, non ci sono progetti. Abbiamo da poco pubblicato i DVD di 'Love me Licia', a grande richiesta, e presto pubblicheremo anche quelli di 'Cristina'. Recentemente ho pubblicato un singolo intitolato 'Il segreto (per Mariele)', scritto da due ex componenti del Piccolo Coro dell'Antoniano e dedicato a Mariele Ventre, che è stata la mia insegnante di canto e fondatrice, insieme ai frati dell'Antoniano, del Piccolo Coro. Quest'anno ricorrevano i vent'anni dalla sua scomparsa e gli organizzatori dello Zecchino d'Oro si sono messi all'opera per omaggiarla".

Cosa ne pensa della petizione lanciata dal sito AllMusic Italia per convincere il conduttore del Festival di Sanremo Carlo Conti ad invitarla all'Ariston come ospite dell'edizione 2016?
"Mi piacerebbe molto partecipare al Festival come super ospite: canto da una vita e canto canzoni italiane, quindi non sarei fuori contesto. Ma non parteciperei mai in gara, a Sanremo".

Perché?
"Perché ho già un mio genere, la sigla dei cartoni animati. Faccio questo da una vita e non ho mai avvertito l'esigenza di cantare altro. Vendo i miei dischi, ho il mio pubblico: non credo sia necessario, per me, gareggiare a Sanremo con una canzone. Poi, magari, ci ripenso, ma per ora assolutamente no. Anche se apprezzo molto Sanremo, perché oggi come oggi è uno dei pochi programmi televisivi in cui si parla di musica, ed è un peccato che non esistano più i vari Festivalbar e Discoring".

Rispetto a ieri, oggi è più facile o più difficile, per un artista, farsi conoscere dal pubblico?
"Credo più difficile. Ogni artista deve avere la possibilità di esprimersi, ma per far conoscere la propria musica ha bisogno di entrare nelle case degli italiani e questo lo può fare solamente attraverso le rassegne musicali, che oggi non esistono più. Bisognerebbe ricreare, in tv, lo spazio dedicato alla musica, con programmi che parlino di musica e che diano l'opportunità ai cantanti di cantare le proprie canzoni. In Italia, soprattutto in un momento storico come questo che stiamo vivendo, c'è bisogno di musica, c'è bisogno di spensieratezza: quando si deve fare un programma televisivo e c'è un ospite musicale, gli autori entrano in crisi, non sanno dove piazzare l'artista perché sanno che quando c'è un passaggio musicale in tv, la gente cambia canale. Il pubblico si è disabituato".

E come si può abituarlo nuovamente ad apprezzare la musica, secondo lei?
"Invitandolo ad essere fuori moda. Oggi, chi compra i dischi, viene visto come un individuo fuori moda, perché nessuno compra più album musicali: la gente preferisce scaricarli da internet, perché è convinta del fatto che la musica non abbia più valore. Invece non è così, e fortunatamente esistono ancora i cultori della musica".

Con l'estinzione delle varie rassegne musicali si sono affermati i tanti talent show, che oggi rappresentano un trampolino di lancio per gli artisti giovani. Lei cosa ne pensa di questo genere?
"Amici, X Factor e The Voice hanno un seguito enorme perché il pubblico ha voglia di musica. I talent sono interessanti perché danno la possibilità a tanti giovani di potersi esibire, esprimere ed emergere. Una volta, non essendoci trasmissioni di questo tipo, chi scriveva musica doveva rimboccarsi le maniche e affrontare la gavetta. Oggi, con i talent, le major mettono subito sotto contratto gli artisti, che una volta terminato il programma sono già star. Da una parte è fantastico, ma al tempo stesso si viene a creare un meccanismo di sovraffollamento: talent su talent, ci ritroviamo con tanti artisti che dopo un anno di successo spariscono. Non è un fenomeno diffuso, ma può succedere: sono in pochi quelli che restano. E finire nell'oblio può rappresentare un trauma per il giovane cantante. E' molto pericoloso. Figuriamoci questo meccanismo applicato ai talent per bambini... Poi, certo, dai talent sono usciti anche fenomeni straordinari come Il Volo...".

Apprezza Il Volo, quindi?
"Certamente. Sono stati fortunati, ma sono bravissimi: una vera potenza. A me sembrano uniti e molto bravi. Spero non si perdano, negli anni...".

Proprio a proposito dei talent per bambini, qual è il suo giudizio?
"Ci sono talent e talent. Lo Zecchino d'Oro è un talent che premia la canzone, gli altri premiano la capacità e la bravura del bambino. Che può essere pure bravo, ma resta sempre un bambino. Che fine fanno i bambini scartati o quelli che vincono il talent ma poi non raggiungono nessun obiettivo nella vita musicale e artistica? Finiscono nell'oblio anche loro, e ne restano traumatizzati. E' un meccanismo crudele. Ecco perché non vorrei mai fare il giudice in un talent per bambini: non riuscirei a esprimere un giudizio su un bambino di fronte a tutta Italia. Se dovessi dare un consiglio ad un bambino, lo prenderei in sede privata e lo farei con parole dolci".

Ha visto che boom ha avuto una recente foto pubblicata sul suo profilo Facebook? Quello scatto un po' sexy che ha mandato in delirio i suoi fan...
"Lasciamo stare (ride, ndr). Era una foto normalissima, scattata da un mio collaboratore poco prima del concerto. Indossavo un vestito di scena, un giubbino in pelle che lasciava intravedere un po' il seno, ma giusto una scollatura. Dopo qualche ora ho visto tutti quei commenti e sono rimasta un po' sorpresa. Il giorno dopo, poi, mi sono vista dappertutto: il web era sommerso di notizie su quella foto e io mi sono messa a ridere. Sicuramente può destare curiosità il fatto che sia una foto pubblicata da Cristina D'Avena, la voce dei Puffi. Ma sono una donna prosperosa, mediterranea. Quelle sono le mie curve, e forse il pubblico non le conosce poi così bene. L'altro giorno ero al bar e un ragazzino è entrato e mi ha detto: 'Cristina, ti prego, puffale!'. Io l'ho guardato e sono rimasta a bocca aperta. Un signore di settant'anni si è girato e mi ha guardato, non capiva cosa stesse dicendo quel ragazzo. Ormai è diventata una cosa ironica, buffa, la gente mi chiede di 'uscire le tette' senza farsi problemi. Fortunatamente, non ne faccio una tragedia: ci rido su!".

(di Mattia Marzi)

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