Sanremo 2016, le Nuove Proposte. Parla Miele, in gara con 'Mentre ti parlo': 'Nelle mie vene scorrono rock e blues'

Sanremo 2016, le Nuove Proposte. Parla Miele, in gara con 'Mentre ti parlo': 'Nelle mie vene scorrono rock e blues'

"'Mentre ti parlo' è una canzone ingenua, è una delle prime che ho scritto: nasce da una necessità di comunicare, uno sfogo abbastanza primitivo": Manuela Paruzzo, in arte Miele, tra le "nuove proposte" del Festival di Sanremo 2016, presenta con queste parole a Rockol la canzone che canterà sul palco dell'Ariston, "Mentre ti parlo", scritta insieme ad Andrea Rodini. Un pezzo che, complice anche le sonorità e l'interpretazione di Miele, ricorda il periodo anni '70 di Mina: "E' vero, quel mondo lì, la Mina di fine anni '60-inizio anni '70, mi ha colpito, lo ascolto, lo studio e mi condiziona", dice lei.

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La passione di Miele per la musica nasce durante l'adolescenza, a sedici anni: "Ho avuto la fortuna di avere una famiglia che mi ha lasciato parecchio libera: 'Gioca e divertiti', mi dicevano", racconta la ventiseienne cantante, ridendo, "intorno ai vent'anni, dopo il liceo, ho cominciato ad avvertire l'esigenza di studiare, ma non a livello didattico: piuttosto, ero curiosa di sperimentare, non mi bastava più solo cantare.

Avevo bisogno di provare a mettere le mani su uno strumento e di scrivere. Così, mi sono trasferita a Milano e lì ho iniziato a studiare in un'accademia". Miele, che è originaria della Sicilia, aggiunge poi: "Dalla Sicilia il mondo della musica mi sembrava irraggiungibile, lo vedevo dagli schermi e capivo che il mio desiderio era quello di arrivare. A Milano, però, ho capito che prima di arrivare al successo dovevo faticare molto, lavorare e percorrere tanta strada". A proposito del nome d'arte che ha scelto, invece, Manuela racconta: "E' una parte del nome di mio papà, Michele. Mi sento legata a mio padre per vari motivi, ma allo stesso tempo non sono la stessa persona. E' anche quello che racconto in 'Mentre ti parlo': tutti noi ci sentiamo attaccati alle nostre radici, ai nostri genitori, ma ad un certo punto bisogna camminare da soli, prendere delle scelte che a volte il papà e la mamma non capiscono. Con questo nome d'arte, insomma, ho voluto ricercare una radice comune con mio padre".

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Miele è una delle due "nuove proposte" del Festival di Sanremo 2016 che proviene da un percorso diverso rispetto a quello "ufficiale" di "Sanremo Giovani"; insieme a Mahmoud, infatti, la cantante è stata selezionata dalla commissione musicale del Festival tra i finalisti di Area Sanremo, il concorso che dal 1997 seleziona giovani artisti che partecipano al Festival della Canzone Italiana e che ha "scoperto" - tra gli altri - Arisa, Simona Molinari e Renzo Rubino: "Conosco il percorso di Area Sanremo da due anni, me ne aveva parlato abbastanza bene il mio produttore Andrea Rodini. Ho deciso di partecipare ad Area Sanremo perché dà all'artista la possibilità di portare qualcosa di inedito, e mi piace. Questo percorso mi è sembrato molto genuino: puoi partecipare senza il supporto di una casa discografica e ti dà l'opportunità di frequentare seminari che ti preparano ad affrontare il mondo della musica". Miele si dichiara entusiasta di essere stata selezionata tra i finalisti del concorso: "Sono grata per questa possibilità, non me l'aspettavo perché era la prima volta che partecipavo. Avevo vissuto tutta l'esperienza come un tentativo: 'Vediamo come va', mi ero detta. Sono stata scelta insieme a Alessandro Mahmoud e questo mi ha reso molto contenta: io e Alessandro siamo stati compagni di classe, abbiamo viaggiato e dormito insieme nelle varie case affittate. Abbiamo condiviso ogni cosa di questo percorso e, non a caso, la prima cosa che abbiamo fatto è stata abbracciarsi".

Nelle vene di Miele scorrono musica blues, canzone d'autore e rock: "Mi piace molto Lucio Dalla, il suo modo di scrivere e le sue melodie. Credo che Lucio abbia scritto canzoni eterne, non passeranno mai di moda. Adoro anche la penna di Ivano Fossati, restando in Italia. All'estero, invece, sono attratta dal tema della malinconia nelle canzoni di Janis Joplin, Tom Waits e Nick Cave".

Ti senti più una cantante o una cantautrice? "Non mi piace definirmi né cantante, né cantautrice", risponde dopo pochi secondi di riflessione Miele, "mi piace interpretare e credo che l'attenzione debba essere rivolta al brano. Ma mi piace anche scrivere e cantare le canzoni che scrivo, per me, ha un'intensità maggiore rispetto a cantare canzoni scritte da altri".

Sulla sua prima volta sul palco dell'Ariston e sul post-Sanremo, infine, Miele dice: "L'emotività potrebbe giocare brutti scherzi, sarà un elemento da non sottovalutare. Il dopo Sanremo? Mi preoccupa: l'obiettivo principale è quello di poter fare di questo mestiere uno stile di vita. Vorrei esibirmi in posti intimi, fare tanti concerti a stretto contatto con il pubblico. Suonare per strada, per esempio, è una cosa che ho già fatto e che mi piace tantissimo. Quanto a dischi, non ho stretto ancora accordi con nessuna etichetta, ma c'è in cantiere l'idea di far uscire un disco o almeno un EP".

(di Mattia Marzi)

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