Jovanotti nei palasport, il report del concerto di Milano

Jovanotti nei palasport, il report del concerto di Milano

Cinque mesi fa Jovanotti entrava in scena indossando una specie di armatura, annunciato da un filmato ambientato nel futuro. Oggi arriva sul palco a luci accese, accompagnato dai musicisti e con indosso una camicia a frange rockabilly. Non siamo più negli stadi, dove lo spettacolo dev’essere extralarge, ma nei palasport. Però il concerto che Lorenzo Cherubini ha portato ieri sera al Forum di Assago (MI) non è una replica mignon del tour negli stadi della scorsa estate, quello del film “Gli immortali” e del cofanetto “Live 2184”; è invece uno spettacolo differente: nella scaletta, nella scenografia, nei visuals, nello spirito. “E non hai visto ancora niente”, promette la prima canzone, mentre le serrature che sembrano balzare fuori dallo schermo tagliato in tre da una grande V danno accesso a un mondo d’immagini che si susseguono a gran velocità. Filmati d’ogni genere, i disegni di Davide Toffolo, i colori di Cartoon Network, le immagini del regista greco Yorgos Zois, i crediti del concerto convergono su schermi da 300 mq.

La prima parte è la più cupa, elettronica, tecnologica. Jovanotti si cala in un ambiente creato dalle proiezioni, dalle luci, dalla musica, dalla passerella che taglia la platea e s’allarga fino ad assumere una forma trapezoidale e che a sua volta proietta colori e immagini. Le luci non seguono il cantante, lo schermo rimanda raramente la sua immagine, sembra parte della scenografia. Gli undici musicisti stanno su due pedane inclinate, la sezione ritmica sulla sinistra, gli altri sulla destra. La prima parte culmina nella versione 2.0 di “L’ombelico del mondo”, fra echi orientaleggianti e staffilate della band, una delle cose migliori della serata. La tensione si stempera nella seconda parte dedicata ai pezzi cantabili e popolari, alle canzoni d’amore. Il pubblico intona in coro “Ragazza magica”, “Un raggio di sole”, “A te”, mentre lui mostra un’aria tenera e buffa da ultimo dei romantici. Fa “Soleluna” e “Gente della notte” da solo alla chitarra acustica e come il Tom Hanks di “Big” schiaccia coi piedi i tasti virtuali di un’enorme tastiera virtuale durante “Dove ho visto te”, per poi lasciare la scena a due ballerini di tango.

Le scritte “loading” e “please wait” introducono alla terza parte, la più corposa, che porterà il concerto a quasi due ore e mezza di durata. È anche la più festosa e funky, dove la band ha la possibilità di esprimersi pienamente. Nel medley che comprende “Una tribù che balla” e “Tanto” Jovanotti scende dal palco per riapparire al banco audio, in un’atmosfera da club. Il pubblico accoglie con un boato le immagini di Valentino Rossi durante “È la scienza, bellezza”, Lorenzo inserisce in mezzo a “Pieno di vita” una citazione di “Adesso tu” di “mio fratello” Eros Ramazzotti che è in sala, cammina su un filo digitale durante “Mi fido di te”. Nel finale, la band riversa sul pubblico un muro di suono e Jovanotti stramazza a terra. Gli portano un mantello, tipo quelli di James Brown. Lui riprende a cantare più e più volte trasformando “Penso positivo” in una specie di tour de force. Nei bis, col pensiero rivolto ai fatti di Parigi, dice che fare musica è un modo per ribadire che esistono libertà che non siamo disposti a perdere e su “Ragazzo fortunato” fa accendere le luci della sala. È una festa che si prolunga su “Ti porto via con me”: tutti ballano, con un gran sorriso stampato sul viso. E tutti continuano a cantare anche quando la musica è finita, e così, prima d’andare via, Jovanotti si siede alla batteria e accompagna i cori del pubblico.

Ripensare uno spettacolo ricco come quello portato negli stadi e farlo in così poco tempo non è da tutti. Jovanotti dice che i suoi concerti stanno diventando qualcosa di nuovo, anche per lui: “Avverto un affetto e aspettative molto alte da parte della mia gente, del mio pubblico, e non mi sottraggo, anzi rilancio e moltiplico”. Non sfida l’ascoltatore, lo abbraccia, lo rassicura in uno spettacolo inclusivo, basato sull’idea di divertimento ecumenico, un luogo dove convergono il pop cantabile e l’elettronica, lo spirito delle feste popolane e i segni della contemporaneità. A Milano si replica stasera e lunedì per due concerti sold out. Il tour indoor continua fino a gennaio, quando lo show tornerà al Forum di Assago per altre due date, l’8 e il 9.

(Claudio Todesco)


SET LIST
"E non hai visto ancora niente"
"Sabato"
"Tensione evolutiva" / "Coraggio" / "Wanna be startin’ somethin’" / "Non m’annoio"
"L’mbelico del mondo"
"Ragazza magica"
"Un raggio di sole"
"A te"
"Libera"
"La terra degli uomini"
"Gli immortali"
"Soleluna"
"Gente della notte"
"Dove ho visto te"
"L’alba"
"Una tribù che balla" / "Tanto3" / "Musica" / "Falla girare"
"È la scienza bellezza"
"L’estate addosso"
"Pieno di vita"
"Mi fido di te"
"Il più grande spettacolo dopo il Big Bang"
"Bella"
"Tutto acceso"
"Penso positivo"
"Ragazzo fortunato"
"Ti porto via con me"

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