Vacca, "L'ultimo tango": "La fine del mio percorso in lingua italiana"

Sesta prova in studio per un esponente storico del rap italiano, quel Vacca salito agli "onori" delle cronache per una furibonda polemica a colpi di botta e risposta in rima con l'ex amico Fabri Fibra.

Lo abbiamo incontrato per parlare del nuovo disco "L'ultimo tango", in uscita domani 18 settembre, e dei progetti futuri: "Ho scelto come titolo del disco "L'ultimo tango" in omaggio a quei filmoni americani dove, alla fine della storia, ai protagonisti viene concessa un'ultima intensa danza che segna la fine di un tragitto", ci racconta. Nel mio caso è la fine del mio percorso musicale in lingua italiana. Sento la voglia e il bisogno di allargare i miei orizzonti, di essere fruibile ad un pubblico più vasto. L'italiano è un limite che ora, dopo anni di vita in Giamaica, posso permettermi di provare a superare. Sono partito senza sapere una parola di inglese, senza alcuna certezza. Ora la mia vita è completamente diversa, ho una moglie (a cui è dedicato il brano"Mona Lisa") e una figlia (per lei ha scritto "Sangue del mio sangue"), le propsettive cambiano".

"L'ultimo tango" è il primo disco che scrivo senza essere "sotto effetto". Non ho toccato niente per 8 mesi, ho anche ripreso a sognare!", continua Vacca. "I brani che sento più miei sono "Intro","Fine di un sogno", "Noi vs tutti" e inevitabilmente il pezzo che ho scritto per mia figlia. Rispetto al disco non ho nessuna aspettativa, zero. Se ti carichi poi magari ci rimani male. Ho semplicemente inciso quello che avevo da dire, è un disco decisamente più rap dei miei precedenti, non ho cercato un pezzo radiofonico come "Nella terra di Bob" tanto le radio non decidono più niente. Un tempo per noi cantanti farci passare in radio era il pensiero principe. Ora spesso il personaggio pesa più della sua musica"

Inevitabile che si parli anche del passato con un mc che calca i palchi da 15 anni: "Tutto è diverso rispetto a quando ho iniziato a fare rap.

Sono nato bazzicando il muretto di Milano con gente come Jake la Furia che ai tempi non aveva nome d'arte e i Dogo non erano nemmeno un'idea lontana (ne parlano entrambi in "Trendsetter"). Ho visto tutte le fasi del rap italiano, il primo calo dopo il boom degli Articolo 31 e la successiva nuova esplosione. Ora comandiamo noi il mercato discografico, siamo tra i pochi a vendere e le major ci lasciano fare quello che vogliamo. Le pregiudiziali nei confronti delle multinazionali del disco in questo momento non hanno molto senso. Il mercato discografico è troppo cambiato, è la rete che decide. Io l'ho capito molto tempo fa, ho fatto circolare tonnellate della mia musica in maniera gratuita, ho sempre regalato canzoni ai miei fans. Già ai tempi di Myspace, registravo e mettevo on line perchè volevo un feed immediato." .
 
Qualche parola anche sui nomi di spicco della scena e sulla interminabile querelle lirica con Fibra che ha catalizzato l'attenzione degli appassionati di rap per diversi mesi: "Rispetto chi fa i numeri nel rap italiano sono contento per gente come Emis Killa e Fedez, ragazzini che venivano da noi veterani a imparare e chiedere consigli.  Per quanto riguarda il dissing con Fabri Fibra forse bastava e avanzava "Il diavolo non esiste". ma lui è stato scorretto tirando in ballo la vita privata e allora l'ho ripagato con la stessa moneta. Lui come rapper non mi fa schifo in senso assoluto, trovo solo che abbia fatto spazzatura da "Tranne te" in poi."

"L'Ultimo tango" comprende 16 tracce (di cui una in inglese a segnare l'ideale ponte con il futuro compositivo in altre lingue) con la partecipazione, tra gli altri, di Danti dei Two Fingerz, Jake La Furia dei Club Dogo e il compagno di avventure Jamil. Un buon disco, pur senza particolari vette (la nostra preferenza va a "Jordan") con testi che guardano un po' al passato("Noi vs tutti", "Trendsetter") e un po' alla sfera privata ("Mona Lisa", "Sangue del mio sangue"). Sarà veramente questo l'ultimo disco in lingua italiana del cantante dagli infiniti dreadlocks? 

(Fabrizio Zanoni)

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