Counting Crows a Gardone Riviera: il report del concerto

Counting Crows a Gardone Riviera: il report del concerto

"Papà, ma la fanno quella che fa 'du-duddu-du' - "Si la fanno stasera, è la seconda". E' sempre bello vedere generazioni che si passano la musica. La scena tra padre e figlia (6 o 7 anni) avviene nel pomeriggio. Il padre ha una maglietta "Clemons for president" (sì, Clarence). La figlia ha un vestitino a fiori, e un grosso paio di cuffie insonorizzanti. La canzone che fa "du-duddu-du" è "Scarecrow", e i Counting Crows la faranno tre volte, nel corso della giornata.

La scena avviene prima del soundcheck della prima data italiana della band di Adam Duritz, al Vittoriale di Gardone Riviera a cui un po' di fan sono ammessi dopo avere acquistato un VIP package (c'erano anche i vincitori del contest di Rockol e Barley). Sotto il sole cocente del pomeriggio, la band prova 7 canzoni - tra cui Scarecrow, e un'altra che piaceva molto ai bambini, "Accidentally in love" (colonna sonora di Shrek). La bambina, che ai tempi di quel film non era ancora nata, canta felice "Scarecrow", quando la band prova il brano. Duritz è talmente rilassato, durante il soundchck, che mentre canta ogni tanto legge sul telefonino - da qualche indicazione ai tecnici, e riprova parti delle canzoni che non riescono come vorrebbe. Così come è rilassato poco dopo quando, durante il meet & greet con la band, con tanto di foto, quando canticchia quel "du-duddu-du" direttamente per la bambina.

Alla sera, il pubblico è in realtà decisamente più adulto: il Vittoriale si riempie piano piano, mentre il sole tramonta sullo sfondo del Lago di Garda. I Counting Crows sono mancati dall'Italia per lungo tempo, ma il successo dei concerti invernali ha spinto al ritorno. C'è chi non li ha dimenticati, c'è qualche straniero che li segue, e c'è chi li ha trasmessi ai figli. Insomma: appassionati di classic rock, di cui i Crows sono tra i migliori rappresentanti in circolazione.

La serata si apre subito con la migliore canzone del gruppo: la commovente "Round here", a cui segue "Scarecrow" e poi una trionfale "Mr. Jones". Duritz sembra in forma, un po' meno imbolsito di come ce lo ricordavamo da qualche mese fa. Cazzeggia molto, come quando racconta le sue vicissitudini con le cicche che mastica mentre canta ogni tanto e ingoia durante le canzoni ("Perché ve lo racconto? non lo so - magari voglio solo raccontarvi i retroscena della vita di una rockband").

E poi ci sono i suoi fantasmi: le Maria e le Elizabeth che popolano le canzoni.

Elizabeth è la protagonista dei dei due brani più intensi del concerto, "I wish I  was a girl", e "Goodnight Elizabeth", che si trasforma in una "Pale blue eyes" dei Velvet Underground da brivido. La scaletta ha qualche sopresa ("Hard candy", una bella versione corale di "Start again" dei Teenage fanclub), la band gira che è un piacere, si vede che suona assieme da una vita. Il concerto forse è solo un po' meno tirato di quello milanese, più teatrale: il pubblico è seduto, e si alzerà solo alla fine, per i bis, segnati da una trionfale "Rain king", che anticipa "Holiday in spain", che manda tutti a casa. Probabile che la prossima volta, dopo avere visto una location del genere, i Counting Crows le vacanze le facciano non più in Spagna, ma in Italia.

(Gianni Sibilla)

SETLIST:

Round Here
Scarecrow 
Mr. Jones 
John Appleseed's Lament
Hard Candy
Black & Blue
Omaha
Cover up the Sun 
St. Robinson in His Cadillac Dream
I Wish I Was A Girl
Goodnight Elizabeth
Possibility Days
Blues Run The Game
Big Yellow Taxi
Earthquake Driver 
A Long December


Bis

Palisades Park 
Rain King
Holiday in Spain 

 

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