NEWS   |   Pop/Rock / 16/06/2015

Grace Slick: 'Essere giovane nei '60, quando le case discografiche venivano a cercati e ti pagavano per sesso, droghe e viaggi'

Grace Slick: 'Essere giovane nei '60, quando le case discografiche venivano a cercati e ti pagavano per sesso, droghe e viaggi'

Indicata, insieme a Janis Joplin, come icona femminile rock degli anni Sessanta, Grace Slick è una delle testimoni più lucide e informate dell'età dell'oro musicale che seguì la "San Francisco renaissance", sorta di Santo Graal della psichedelia americana che vide fiorire e prosperare nella Bay Area band come Grateful Dead, Great Society, Jefferson Airplane e Jefferson Starship. Intervistata da Life Books per il cinquantesimo anniversario dalla fondazione della band un tempo guidata da Jerry Garcia, la "Chrome nun" dipinge con affetto un mondo familiare all'immaginario di tutti gli amanti del rock classico, perché era "bellissimo avere vent'anni negli anni Sessanta", quando "le case discografiche venivano a cercarci per metterci sotto contratto", per poi pagare "per fare quello che dei ventenni amano fare ogni giorno: sesso, droghe e viaggi". Ecco com'era la vita da rocker all'ombra del Golden Gate Bridge ai tempi della "summer of love"...

 

Quando li ho conosciuti loro erano già i Grateful Dead. Quando sei li non pensi “Oh, questo è un momento storico, farò meglio a ricordarmelo, fra 50 anni sarà storia…”. Invece ci frequentavamo e passavamo del tempo insieme, tutto qui. Ero in una band chiamata the Great! Society quando ho incontrato i Grateful Dead. Non ero ancora nei Jefferson Airplane. Ma tutti noi - i Dead, gli Airplane, Janis Joplin, tutto questo gruppo di artisti  - ci esibivamo negli stessi locali. Così agli inizi ci incontravamo abbastanza regolarmente in giro.    

Eravamo una sorta di comunità. Suonavamo insieme mischiandoci tra band in qualche locale folk dopo i concerti oppure nel fine settimana. Ci conoscevamo tutti e facevamo festa insieme. I Dead avevano un ranch nella California del Nord e organizzavano feste da loro, cui partecipavano scrittori e musicisti e freak del posto come noi. 

Ci davamo man forte l’un l’altro, diciamo così. Potevi stare a casa degli Airplane - so di gente che andava e veniva per una ragione o per l’altra - anche un mese, e la stessa cosa succedeva al ranch dei Dead. Non so chi di loro fosse il proprietario del ranch. Se avessi saputo che avrei dovuto rispondere a domande del genere 50 anni dopo avrei preso degli appunti così da sapere di cosa parlare. Ma a quel tempo pensavamo soltanto a stare bene e a fare quello che facevamo, suonare, drogarci, scopare tra noi e divertirci, perché era meraviglioso avere 20 anni negli anni ’60. L’AIDS non esisteva. Tutto quello che potevi beccarti, a livello di malattie sessualmente trasmissibili, era curabile. Lo so perché ne ho prese anch’io. Una volta sono stata in ospedale per quattro giorni, mi hanno fatto un mucchio di flebo, poi mi hanno dimessa ed era tutto ok.   

Al ranch c’erano scrittori e altri amici, e un barbecue sempre in funzione, c’era gente che prendeva acidi e poi gironzolava li intorno. C’era perfino una piscina! Potevi farti il bagno nudo o indossare un costume, a nessuno importava. C’erano bambini che scorrazzavano nel prato. Era tutto così libero e piacevole per tutti che ci chiamavamo “freaks”, perché ci paragonavamo alla parte normale del paese.  

Ci divertivamo anche a sparare. Non sparavamo ad animali, ma ce la prendevamo con le barriere stradali che metteva la polizia, o con qualche albero. Era una cosa davvero stupida da farsi perché eravamo musicisti - Quicksilver Messenger Service, Grateful Dead, Jefferson Airplane - e rimanevamo sordi per una settimana. E’ stupido per un musicista assordarsi da solo, no?  

Le case discografiche venivano a cercarci per metterci sotto contratto. Quindi venivamo pagati per fare quello che dei ventenni amano fare ogni giorno: sesso, droghe e viaggi. Venivamo pagati perfino per viaggiare, dovunque ci fosse in programma un nostro concerto. 

E non dovevamo nemmeno cambiarci d’abito durante gli show. Anzi, era già tanto se ci presentavamo in orario. Non era necessario avere abiti stravaganti o polli che esplodono o ballerini o tutto quel genere di trovate. Semplicemente salivi sul palco, suonavi la tua musica e poi te ne andavi a casa, oppure in un altro club - un club che fosse aperto. Era molto semplice. Il rock’n'roll non è difficile. Era meraviglioso, e a tutti questi che oggi dicono “Janis era patetica e Garcia era patetico e anche Jim Morrison lo era", io dico “No, non lo erano affatto”. 

L’eroina è diversa dall’alcol. A meno che tu non abbia un incidente d’auto, l’alcol ti uccide lentamente e in modo stupido. Quando pensi a prendere ancora un’altra dose di eroina sai che un po’ di eroina in più potrebbe ucciderti. Mentre con l’alcol tutto quello che ti succede è solo che diventi un po’ più ubriaco, e quindi lo fai. E così mentre passano gli anni… ti licenziano dal lavoro, tua moglie ti lascia e tu ti fotti il fegato, e muori, lentamente, come un coglione. L’eroina è l’opposto, tutto è molto più rapido. E noi eravamo giovani e in un certo senso stupidi, in tante cose. Così ne prendevi soltanto un altro po’ e… un altro po’, e lei ti uccideva.

 

 

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