Si rincorrono le notizie, le voci, le smentite e le controsmentite nell'affaire Blink-182 scoppiato nelle tarde ore di lunedì 26 gennaio. Cosa sta succedendo in seno al trio californiano? Vediamo di fare un po' di ordine.
Tutto è cominciato quando, improvvisamente, un comunicato stampa diffuso dalla band informava del fatto che Tom DeLonge aveva lasciato il gruppo e sarebbe stato sostituito da Matt Skiba degli Alkaline Trio a partire da subito - la prima esibizione è già fissata per il prossimo 22 marzo a Orange County, in California, nell'ambito del Musink Music and Tattoo Festival.
Avevamo programmato di andare in studio, ma puntualmente abbiamo ricevuto email da parte del manager di Tom DeLonge nel quale ci veniva spiegato che Tom non voleva partecipare ai progetti dei Blink-182 e che preferiva lavorare ad altri suoi progetti. Non portiamo rancore, ma per il rispetto dei nostri fan lo spettacolo deve continuare", hanno spiegato Mark Hoppus e Travis Barker nel comunicato.
Dopo poco ecco giungere una smentita dal diretto interessato, DeLonge, che via social ha negato di avere lasciato il gruppo: "Per tutti i fan dei Blink-182: non ho mai lasciato la band. Proprio pochi minuti fa ero al telefono, impegnato in una conversazione in merito ad un evento che il gruppo terrà a New York, e ho cominciato a leggere tutte queste strane notizie e comunicati stampa... a quanto pare si tratta di comunicati diramati dal gruppo. Sì, siamo disfunzionali. Ma Cristo santo...".
Dopo questa smentita, però, è giunta un'ulteriore stoccata di Hoppus e Barker tramite una lunga e dettagliata intervista (pubblicata dall'edizione americana di "Rolling Stone"), in cui i due musicisti ribadiscono quanto diramato tramite comunicati stampa: DeLonge ha abbandonato la partita, nonostante la smentita data. Ne sono certi e chiariscono: "Ogni singola comunicazione che ci è giunta da parte sua - dalle email del suo manager a quanto riferito dal nostro team di produzione - è stata a senso unico e diceva: 'Tom è fuori dal gruppo a tempo indeterminato. E' finita".
Da parte sua DeLonge non ha - al momento - offerto ulteriori commenti, pubblicamente. Il suo ultimo segnale è un tweet pubblicato verso la mezzanotte che ritrae un uomo abbracciato a una leonessa con la didascalia: "Io e la band #hugging"... un tweet sibillino, che può voler dire che c'è stata una riconciliazione, ma anche l'esatto contrario.
Me and the band #hugging pic.twitter.com/wbKrfguhhX
— Tom DeLonge (@tomdelonge) January 26, 2015
I Blink-182 - riunitisi nel 2009 dopo quattro anni di pausa durante i quali Hoppus e Barker avevano fondato i +44 - erano in procinto di entrare in studio all'inizio di gennaio. Cosa che non è avvenuta, a quanto pare, proprio a causa dell'abbandono da parte di DeLonge. "E' esattamente la stessa sequenza di eventi che si è verificata con lo scioglimento di 10 anni fa", spiega Hoppus. "Avevamo dei programmi e abbiamo ricevuto una mail dal manager di Tom che ci diceva che lui lasciava la band a tempo indeterminato. Quella volta, però, Travis ed io abbiamo ingoiato il rospo e abbiamo taciuto" - e infatti misero in piedi il progetto +44. Ora i due sono intenzionati a continuare come Blink-182 anche senza Hoppus - per cui si preannuncia una battaglia legale o ,almeno, la necessità di accordi per ben definiti per tracciare linee di confine precise.