La prima intervista audio di Bob Dylan in più di 10 anni - ASCOLTA

La prima intervista audio di Bob Dylan in più di 10 anni - ASCOLTA

Novembre ha visto Bob Dylan grande protagonista delle uscite discografiche: sono stati pubblicati, infatti, "The Basement Tapes Complete: The Bootleg Series Vol. 11" e "Lost on the River: The New Basement Tapes". Il primo lavoro raccoglie 138 registrazioni di Dylan con The Band e contiene 30 inediti, mentre il secondo è un tributo assemblato da un supergruppo con membri di My Morning Jacket, Mumford and Sons, Dawes ed Elvis Costello (sono sati utilizzati dei testi inediti di Dylan e musicati ex novo, per trasformarli in canzoni).

Ad accompagnare l'operazione intrigante di "Lost on the River: The New Basement Tapes" c'è anche un documentario di Showtime che racconta come il disco è nato ed è stato realizzato; la vera chicca del film è però il fatto che contiene la prima intervista audio di Dylan concessa da oltre dieci anni a questa parte.

Eccola:.





Nell'intervista, ovviamente, Dylan parla dei "Basement Tapes", del suo periodo a Woodstock e dei testi inediti su cui è basato "Lost on the River: The New Basement Tapes".

A proposito di quei testi ripescati e mai utilizzati prima, Dylan dice: "Non puoi incidere ogni cosa che  scrivi, quindi è normale che molte cose vengano perse per strada... non saprei nemmeno dire dove è stata tenuta tutta quella roba per questi anni... non credo di avere mai più visto quei testi dal giorno in cui li ho scritti. Mai visti".


Sulla genesi dei "Basement Tapes" spiega: "Come sono nati? Oh... sai, avevo deciso di rimanere a Woodstock per un po'... la mia band con cui avevo suonato dal vivo venne a trovarmi e il posto piaceva a tutti".
E poi ancora: "La casa aveva una cantina, di quelle tipiche piene di tubi e col pavimento di cemento, la lavatrice, l'asciugatore... noi prima mettevamo insieme i pezzi e poi andavamo in cantina a registrarli su nastro... Woodstock era un posto dove potevi andare per riordinare le idee. Era una comunità di artisti. C'erano molti pittori che vivevano là, ma pochissimi musicisti: noi non conoscevamo nessuno che suonasse là. Poi ne sono arrivati, ma quando c'eravamo noi, eravamo soli.

I brani nascevano da un filone di ispirazione inedito per Dylan: "Avevo in mente che non avrei scritto nulla che parlasse di me. Non avevo niente da dire di mio che potesse interessare a qualcuno. E allora si finisce per prendere le idee dalla tv o cose del genere. Ogni cosa può creare lo spunto per un pezzo: nomi presi dall'elenco telefonico, tutto. Quando la Cina ha fatto esplodere la prima bomba all'idrogeno la notizia finì su tutti i giornali, così scrivemmo 'Tears of rage'. Succedevano molte cose, c'erano le rivolte per strada, a Rochester... non era lontano da noi e ci abbiamo scritto 'Too much for nuthin'. Il primo trapianto di cuore umano fu una cosa incredibile".



 
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