Il prossimo 3 novembre è prevista l'uscita - per Scarlet Records - di "Timelapse", quarto album degli italiani Adimiron. La band, che è fra le più stimate nella scena europea estrema (vicina alle sonorità techno-thrash, progressive metal e avant-garde metal), non pubblica un nuovo lavoro dal 2011, quando venne dato alle stampe "K2".
Le nove tracce di "Timelapse" dimostrano senza dubbio come gli Admiron abbiano fatto tesoro di tutte le esperienze in studio e live precedenti (hanno suonato con veri mostri sacri del genere come Sepultura, Annihilator, Death Angel, Meshuggah e Suffocation, fra gli altri). Il risultato è un buon album molto compatto, coeso e -soprattutto - convincente.
I brani sono complessi, ma senza perdere troppo di vista il concetto di fruibilità e immediatezza: il fatto che siano costruiti in maniera non banale, non li rende necessariamente "difficili". Al contrario, è sempre ben percepibile la sana furia e l'irruenza che del thrash è la linfa vitale - e che tanto piace ai fan del genere.

In effetti è interessante come gli Adimiron, pur abbracciando un genere ben codificato e certamente non nuovo (le loro radici affondano nella seconda metà degli anni Ottanta, a livello di sonorità), riescano a darne una lettura personale e mai troppo scolastica, rifuggendo la sindrome del clone.