Gianluca Grignani presenta 'A volte esagero' - VIDEOINTERVISTA

Gianluca Grignani presenta 'A volte esagero' - VIDEOINTERVISTA

Gianluca Grignani è talmente entusiasta di presentare il suo nuovo album "A volte esagero" da riuscire a farsi piacere anche una giornata promozionale, quella maratona interminabile di interviste croce di tutte le star di rango.

"Un vostro collega, prima, l'ha chiamato 'il disco della maturità'", spiega lui, raggiunto al telefono nella sua casa della bassa lombarda: "Altri invece l'hanno trovato molto simile ai miei primi lavori. Credo che abbiano ragione tutti: questo è un disco molto ispirato, e come tutti i dischi molto ispirati 'suona' come un inizio. E quindi anche come una rinascita, che alla fine non è nient'altro che un nuovo inizio".

Un disco per certi versi meditato e per certi versi spontaneo: "Ci ho messo due anni a registrarlo", racconta lui, "Curando ogni minimo particolare, perché volevo fosse perfetto". Un disco di storie: "Storie di persone. Ne avevo tante, più di venti, poi sono stato costretto a fare selezione. Però non ho voluto usare solo il mio, di punto di vista, ma anche quello della gente che mi - e ci - circonda. Per esempio, per la title track sono stato ispirato da un mio conoscente, che fa l'operaio e lavora sui tralicci dell'alta tensione. Scrivendola avevo in testa 'Working class hero' di John Lennon". Poi c'è "Non voglio essere un fenomeno", che invece tratta di esperienze di prima mano: "Non nego di averla scritta pensando a certi colleghi", racconta, parlando specialmente del verso "Non voglio essere un fenomeno non voglio essere come te / Io nella vita ho qualcosa da dire io nella vita non sono un bluff", "Però non voglio fare la lezione a nessuno. Semplicemente, non mi trovo allineato con certi aspetti della contemporaneità, come la velocità che caratterizza ormai il lavoro che faccio. Come i talent, per esempio. Non mi piace, non mi ci trovo: preferisco pensare - e agire - in modo diverso. Poi se a qualcuno va bene, per carità...".


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C'è anche tanta vita - la sua - nel disco: "'Fuori dai guai' l'ho scritta dopo due traslochi: ormai in famiglia siamo in sei e con quattro bambini, tornando a casa, occorre sentirsi innanzitutto padre.

Lavorare a questo disco mi ha portato in giro per mesi tra New York e Londra e per un periodo non facevo che vivere in camere d'albergo limitandomi a sentire i miei figli per telefono. Stavo male. Ne parlo anche in 'Maryanne' e 'L'amore che non sai'. E in 'Madre'. Per queste ultime due le parti finali dei testi le ho scritte il giorno prima di registrare. Durante la registrazione delle voci di 'Madre', addirittura, ho pianto. E alla fine Adriano (Pennino, il produttore, ndr) ha scelto di tenere proprio quella take".



E parla di un disco ruvido, Grignani, "registrato senza pensare a click e BPM": "Mi piace il sound. Non volevo sonorità 'piegate' alla voce di chi canta, come spesso si sente nel pop italiano. Neil Young è stato un faro, in questo senso: nei suoi dischi la voce e la musica sono un tutt'uno. E Battisti . Anche De André , che per me rimane un maestro, ma che - dal punto di vista delle atmosfere - era più spostato verso il folk. Io amo definirmi, invece, un 'cantautore elettrico'. La spigolosità è sempre stata una mia cifra distintiva". Eppure in "A volte esagerano" suonano vere e proprie istituzioni del mainstream italiano, come Lele Melotti e Cesare Chiodo: "Lele è un grandissimo fan dei Led Zeppelin . E la sezione ritmica completata da Cesare sono stato proprio io a volerla. Sono due musicisti rock di razza, che sanno 'spingere' come pochissimi altri al mondo sanno fare. Il problema è che per anni non gli hanno chiesto di farlo. Cesare me l'ha anche detto: 'Quando suono con te mi sembra di liberarmi'". Rock, si diceva: non stupiscono, quindi, i cameo di Alberto Radius
e Michael Thompson. "Alberto è un amico: dice sempre che la sua eredità sarò io a raccoglierla. E' un chitarrista eccezionale, il primo in Italia ad aver avuto un suono psichedelico all'altezza dei colleghi stranieri. E la canzone sulla quale l'ho ospitato - 'Mostro' - è stato lui a sceglierla. Per Michael è andato diversamente. Io non lo conoscevo, è stato Adriano a suggerirlo e a spedirgli i file per registrare. Per 'Non voglio essere un fenomeno' volevamo un assolo importante, e quello che ci siamo trovati in mano è eccezionale. Eravamo tentati di lavorare un po' sul suo della take ma poi l'abbiamo tenuta così, cruda, e molto più 'davanti' rispetto alle altre. Lui ha suonato con Eric Clapton e con altri grandi: come potevamo permetterci di sporcarla effettandola?".

Un "impatto", quello proprio del disco, che l'artista lombardo è determinato a tenere anche dal vivo: "Pensate di ascoltare questo disco sulle cuffie di un iPhone, e poi pensatelo suonato dal vivo, in un impianto: sarà ancora più forte. Per il momento stiamo già pensando allo spettacolo dal vivo: per ora non posso anticipare niente, ma entro un paio di settimane daremo notizia di due grandi eventi che anticiperanno la tournée vera e propria. La cui scenografia, così come è stato per l'artwork del disco, verrà curata da Marco Lodola. Che, tra l'altro, è anche un mio vicino di casa...".
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