Riviste musicali: da settembre Outsider in edicola

A poco più di un anno di distanza dalla pubblicazione del primo numero (giugno 2013, tremila copie di tiratura) il mensile musicale Outsider corregge la rotta. Le novità si vedranno a partire dal numero di settembre, Allman Brothers Band in copertina, quando la rivista avrà una distribuzione capillare in edicola. "L'idea originale", spiega il fondatore e direttore Max Stefani, "era di fare un giornale da vendere solo in abbonamento, a parte la copertura delle edicole nei principali aeroporti e dei pochi negozi di dischi specializzati rimasti sul mercato. Non ho difficoltà ad ammettere che non ha funzionato e che quindi, controvoglia, mi sono deciso ad andare in edicola con una tiratura, 20 mila copie, più o meno doppia rispetto a quella delle altre testate musicali italiane. E' doloroso e anche stupido, dover accettare che il 50 per cento di quelle copie finisca al macero: ma al momento non c'è alternativa. Avevo preventivato di arrivare a tremila abbonati, una cifra che per un anno mi avrebbe permesso tranquillamente di continuare a pubblicare un giornale qualità, divertendomi e andando in pareggio senza dovere cercare pubblicità. Purtroppo siamo rimasti a quota 500, cui si aggiungono le 150 persone o poco più che acquistano Outsider in pdf: un'opzione probabilmente poco adatta al nostro target di over 40 e 50 che non si adatta a leggere un giornale su smartphone o tablet ma vuole ancora una rivista su carta".

Il prezzo di copertina del mensile resterà identico, 7 euro: "Dovremmo venderlo a 10, perché fare questa rivista mi costa più o meno il doppio di quanto mi costava Il Mucchio: la carta di lusso, la stampa in 'piana', le foto d'autore, gli articoli di grande qualità e i traduttori ovviamente hanno un costo". E non cambia neppure il taglio editoriale, "con articoli principalmente tradotti dall'estero sul modello del settimanale politico Internazionale, con uno sguardo attento ma severo alle novità, poche recensioni selezionate senza seguire a tutti i costi l'attualità e un ampio risalto alla musica del passato, gli anni d'oro della nostra musica: mi sembra l'unico modo per non soccombere al Web ed evitare quelle 'marchette' che purtroppo stanno facendo morire i nostri colleghi della stampa di settore. Lo facciamo anche per divertirci, Outsider: ed ecco perché, approfittando dell'uscita del cofanetto sulle registrazioni al Fillmore East del '71, agli Allman Brothers nel numero di settembre dedichiamo copertina e uno speciale di ben cinquanta pagine".

Sulla marcia indietro e il cambio di strategia distributiva Stefani fa autocritica: "Probabilmente per colpa nostra non siamo riusciti a far sapere a 10-20-30mila possibili lettori che esistiamo, ma molto dipende anche dalla situazione drammatica del paese. Abbiamo tutti difficoltà finanziarie, arriviamo a malapena a fine mese e di versare un canone di abbonamento in anticipo non ci fidiamo. Vediamo come va nei prossimi quattro mesi. Se riusciremo a vendere intorno alle 7-10 mila copie, pescando nel target di chi ancora compra il Buscadero o Classic Rock, o di chi leggeva riviste come Jam, Rolling Stone, XL o il mio Mucchio degli anni '70-'80-'90, andremo avanti così. In caso contrario torneremo agli abbonamenti, sperando che 3-5 mila persone ci seguano e ci restino fedeli. Altrimenti un giornale in più o in meno non cambierà la vita a nessuno. In quel caso ci spegneremo con dignità, contenti di averci provato, stampando poche copie fino all'esaurimento degli abbonamenti in corso".

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