Ligabue, al via da Roma il 'Mondovisione tour - Stadi': la cronaca della serata

Ligabue, al via da Roma il 'Mondovisione tour - Stadi': la cronaca della serata

23.32 - Dopo un paio di minuti di pausa, Ligabue torna sul palco per il bis, per il quale propone brani storici del suo repertorio come "Quella che non sei" (altra canzone contenuta all'interno dell'album "Buon compleanno Elvis") e "Certe notti", per presentare la sua band e per congedare l'Olimpico sulle note di "Con la scusa del rock'n'roll" (mentre sullo schermo vengono illustrate le immagini più significative dei primi ventiquattro anni di carriera del cantautore). 

23.15 - Una serie di aforismi tratti da opere o discorsi di filosofi, politici e pensatori quali Jean Giraudoux, Henry Kissinger ed Edmund Burke introducono il clima quasi apocalittico de "Il sale della terra" (sul led, durante l'esecuzione del brano, vengono illustrate alcune cifre che denunciano la crisi - non solo economica - del nostro Paese). Con "Il meglio deve ancora venire" e "Tra palco e realtà", poi, il live si avvia verso la sua conclusione. 

23.05 - Lo show prosegue con la carica di "A che ora è la fine del mondo" (e per un attimo, sul palco, sembra di vedere il Ligabue delle origini) e con la delicata "Piccola stella senza cielo" (canzone contenuta all'interno del primo album in studio di Ligabue, omonimo, pubblicato nel 1990). 

22.55 - "In tanti dicono che siete un pubblico particolarmente bello, quindi io questa sera vorrei lasciare cantare voi, per qualche minuto", scherza con il pubblico il cantautore, che poi si limita ad incitare gli animi in un medley comprendente "Ho perso le parole", "Happy hour" e "Viva". Poi, torna a vestire i panni di protagonista del live con "Tu sei lei", altro successo contenuto all'interno di "Mondovisione". 

22.42 - Fa il suo ingresso sul palco Claudio Maioli, manager di Ligabue, per il tradizionale siparietto che da sempre accompagna gli spettacoli dal vivo del cantautore di Correggio. E' dunque la volta de "L'odore del sesso", "Urlando contro il cielo" (con il coro del pubblico sembra quasi sovrastare la voce di Ligabue) e "La neve se ne frega" (per la cui esecuzione il cantautore torna sulla piattaforma posta al termine della passerella - sul led scendono alcuni fiocchi di neve e verso la metà della canzone Luciano viene investito da una pioggia di coriandoli bianchi sospinti fuori dalla struttura interattiva posta sulla piattaforma). 

22.28 - Lo spettacolo si sposta poi, nuovamente, sul palco principale e il rock torna a farla da padrone con "Balliamo sul mondo", altro brano accolto dal pubblico con grande entusiasmo. "Ci sono persone che fanno la differenza, che sono un esempio per tutti. Nella mia città, per esempio, c'è stato un prete che ha sempre fatto del bene al prossimo, aiutava i più poveri, chi soffriva o più semplicemente, chi ne aveva bisogno. Io stesso, più volte, ho avvertito il bisogno di scambiare qualche chiacchiera con lui. Ed è lui che mi ha insegnato che 'Sono sempre i sogni a dare forma al mondo", sussurra al microfono il cantautore, ricordando Don Braglia (e presentando il brano successivo), scomparso lo scorso 20 maggio all'età di 85 anni. "Per sempre" chiude, idealmente, la prima parte dello show (immagini di famiglia tornano a decorare lo schermo centrale).

22.12 - Il cantautore torna a parlare al pubblico per presentare 'Siamo chi siamo', nono brano in scaletta: "Ogni tanto ci poniamo delle domande esistenziali: qual è il senso della vita? Da dove veniamo? Dove andiamo? Ma soprattutto chi siamo? La risposta ve la do io: siamo chi siamo". Sul led, durante l'esecuzione del brano, viene illustrato un muro su cui vengono mostrate alcune scritte (tra tutte, la più significativa è: "C'ho rime nella testa/ner core na tempesta", in dialetto romanesco). Poi lo spettacolo si sposta in avanti, sulla piattaforma posta al termine della pedana (su cui campeggia una struttura interattiva che richiama il concept di "Mondovisione"); è qui che Luciano propone brani come "Leggero" (contenuta all'interno di "Buon compleanno Elvis", proposta accopagnandosi, per una buona parte dell'esecuzione, con una chitarra acustica) e "Lambrusco e pop corn" (l'atmosfera musicale, qui, tende alla musica folk). 

21.58 - Ligabue torna ad imbracciare la chitarra; lo fa per "Le donne lo sanno", proposta in un arrangiamento che vede la canzone partire in sordina (con il cantautore che si accompagna con la sua sola chitarra) per poi esplodere nella seconda parte (con gli altri strumenti che irrompono, tutti insieme). "Nati per vivere", un brano dal ritmo sostenuto grazie ad una batteria solida ed incisiva, fa ballare il pubblico (sul led vengono mostrate alcune immagini in bianco e nero che ritraggono alcuni personaggi ballare un jive); ne "Il giorno di dolore che uno ha", poi, Ligabue inizia a prendere confidenza con la pedana che divide in due - idealmente parlando - il parterre. 

21.47 - Dopo aver salutato i 60.000 presenti Ligabue propone "Ho messo via", uno dei brani più amati dal pubblico (che, per tutta la durata dell'esecuzione, accompagna in coro il cantautore). Il grande schermo a 180° che fa da sfondo al palco si trasforma in una giostra su cui scorrono alcune immagini di famiglia di Luciano Ligabue. In alto, campeggia la scritta "Mondovisione". Poi, il cantautore torna a parlare, per presentare il brano successivo: "Siamo cresciuti con l'idea che il dolore sia una cosa necessaria e quando ci siamo dentro ci chiediamo sempre: 'Ma perché? E perché a me?'. Ma alla fine, arriva puntale la risposta: si deve ripartire sempre, ripartire da 'Ciò che rimane di noi'". Ligabue si libera dal peso della chitarra e comincia ad esplorare il palco, mentre sullo schermo vengono mostrate immagini che ritraggono un cuore che pulsa.

21.30 - Si spengono le luci e il pubblico è subito in delirio. Mentre sul led vengono mostrati alcuni fiammiferi, la band fa il suo ingresso sul palco. Il suono delle chitarre elettriche e alcune note suonate al pianoforte introducono "Il muro del suono", brano contenuto all'interno di "Mondovisione" e attualmente in rotazione radiofonica. Ligabue sale sul palco indossando un paio di occhiali neri, con la sua chitarra al collo, accolto con entusiasmo e calore dal pubblico. "Chi doveva pagare non ha mai pagato", canta con grande intenzione sul finale del brano il cantautore di Correggio. Si prosegue poi con "Il volume delle tue bugie", altro brano contenuto all'interno dell'ultimo album in studio di Ligabue, e con "I ragazzi sono in giro" (uno dei suoi cavalli di battaglia, contenuto nell'album "Buon compleanno Elvis" del 1995).

21.20 - Il pubblico comincia a riscaldarsi, invocando con urla e cori l'inizio dello show. Tra circa dieci minuti partirà ufficialmente il "Mondovisione tour - Stadi 2014" di Luciano Ligabue.

20.20 - Sulle note di alcune canzoni di una playlist di brani selezionati appositamente da Ligabue e trasmessi da una nota emittente radiofonica (tra questi anche "Help!" dei Beatles e "Days are forgotten" dei Kasabian) gli spalti ed il parterre dell'Olimpico continuano a riempirsi: per la prima assoluta del "Mondovisione tour - Stadi 2014", che ha registrato il tutto esaurito, sono attese 60.000 persone.

20.00 - I primi due sono stati chiamati ad aprire la prima assoluta del "Mondovisione tour - Stadi 2014", questa sera, anticipando la comparsa di Ligabue sul palco. Brunori Sas (salito sul palco alle 18.30 circa), che ha da poco lanciato sul mercato il suo nuovo album in studio "Vol. 3 - Il cammino di Santiago in taxi" (di cui ha proposto dal vivo, davanti ai primi fan accorsi all'Olimpico, alcuni brani tra cui il singolo "Mambo reazionario"), ha esordito discograficamente come solista (dopo una serie di lavori realizzati insieme ad alcune band) nel 2003 con l'album "Vol. 1" (che si è aggiudicato il Premio Ciampi 2009 come "Miglior disco d'esordio" e la Targa Tenco 2010 come "Miglior disco esordiente"). A due anni dalla pubblicazione di "Vol. 1", Dario Brunori (questo il suo nome all'anagrafe) è poi tornato sulle scene con "Vol. 2: poveri cristi", un album alle cui registrazioni hanno preso parte anche Dente e Dimartino (in concomitanza con la pubblicazione del disco, il cantautore fonda l'etichetta indipendente Picicca Dischi per la quale produce i primi lavori discografici di Maria Antonietta e dello stesso Dimartino). Recentemente, Brunori Sas è comparso anche in un cameo nel film di Marco Caputo e Davide Imbrogno "L'attesa" e nel lungometraggio di Fabrizio Nucci e Nicola Rovito "Goodbye Mr. President". Altrettanto noto è Lorenzo Cilembrini, meglio noto come Il Cile (sul palco dalle 19 per proporre dal vivo una manciata di canzoni tra le quali anche "Cemento armato"), che lo scorso anno ha preso parte, tra i Giovani, alla sessantatreesima edizione del Festival di Sanremo, presentando sul palco dell'Ariston il brano "Le parole non servono più". La canzone è contenuta all'interno del repackaging di "Siamo morti a vent'anni", il suo primo album in studio (consegnato al mercato nell'agosto 2013 e ristampato in occasione della partecipazione del cantautore aretino al Festival di Sanremo) prodotto da Fabrizio Barbacci (in passato già al fianco dello stesso Ligabue, dei Negrita e di Gianna Nannini). E' prevista entro la fine dell'anno la pubblicazione del suo nuovo album in studio. Domani, sabato 31 maggio, ad aprire il concerto di Ligabue saranno invece Daniele Ronda (autore di alcuni successi di Nek come "Almeno stavolta" e "Lascia che io sia", che è da poco tornato sulle scene con un nuovo progetto discografico intitolato "La rivoluzione") e Paolo Simoni, che aveva già aperto le tappe romane e milanesi del precedente tour negli stadi di Ligabue (il 10 giugno sarà consegnato al mercato il suo nuovo album di inediti, "Si narra di rane che hanno visto il mare", ideale successore del precedente "Ci voglio ridere su" - il disco contenente il brano "Le parole", presentato in gara tra i Giovani al Festival di Sanremo 2013, e il duetto con Lucio Dalla sulle note di "Io sono io e tu sei tu"). 

Parte questa sera dallo Stadio Olimpico di Roma il "Mondovisione tour - Stadi 2014" di Ligabue, che torna ad esibirsi negli stadi a distanza di quattro anni dallo "Stadi 2010", il tour di supporto all'album "Arrivederci, mostro!". Ad accompagnare il cantautore di Correggio in questa sua nuova avventura dal vivo, una band formata da Federico "Fede" Poggipollini e Niccolò Bossini alle chitarre, Luciano Luisi alle tastiere e alle programmazioni, Michael Urbano alla batteria e Davide Pezzin al basso. Inoltre, quattro artisti provenienti dalla scena cantautorale italiana sono stati selezionati come opening act delle prime tappe del tour (le due romane e quelle del 6 e 7 giugno allo Stadio San Siro di Milano): si tratta di Brunori Sas, Il Cile, Daniele Ronda e Paolo Simoni.

(di Mattia Marzi)

 

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