Concerti, USA: se il pacchetto vip rovina il festival rock

Da noi non ci siamo ancora arrivati, e probabilmente mai ci arriveremo, se non per alcune selezionatissime date indoor ad altissimo richiamo (per le quali già esiste qualcosa di simile, seppur in chiave meno sfarzosa, dalla pit area al meet and greet con annesso gadget ricordo), ma negli USA sono già una realtà consolidata: le aree vip ai grandi raduni musicali estivi sono ormai un elemento fisso delle manifestazioni di punta della bella stagione. L'apoteosi, in tal senso, pare sia stata raggiunta allo scorso Coachella Festival, dove al modico prezzo di 3250 dollari era stata creata l'opportunità di mettersi in tasca un biglietto che dava diritto l'accesso a una tenda climatizzata con open bar, poltrone, prese di corrente (lusso da non dare per scontato, per chi passa il tempo chino sul proprio smartphone o tablet), e navetta che garantiva i collegamenti con un simil-backstage dal quale assistere ai concerti, lontana dalla folla sudata assiepata davanti alle transenne. "Ci sono un sacco di cazzate del genere ai festival", assicurò il frontman degli Arcade Fire Win Butler proprio dal palco del Coachella: "Immagino che un sacco di voi sognino di metterci piede, ma fidatevi: fa schifo".

L'edizione statunitense di Rolling Stone in edicola la prossima settimana offre una gustosa rassegna di festival votati al pubblico vip (o, meglio, facoltoso), citando, tra gli altri, il festival Hangout, in Alabama, dove per 1600 dollari, oltre al biglietto, era incluso anche l'accesso a una vasca idromassaggio vista palco (foto sotto), o il Governors Ball di New York, dove con 30mila dollari è possibile affittare uno chalet da 16 posti con tanto di fornitura di birra compresa nel prezzo. E qualche riflessione da parte degli addetti ai lavori.

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Andy Cirzan, a capo della società di promoting di Chicago Jam Productions, non ha dubbi: "Non è che sia una cosa molto rock and roll starsene a cuocere sotto il sole e vedere uno stronzo, poco lontano, farsi fare una pedicure in un box con l'aria condizionata". Più diplomatico, ma dello stesso avviso, è il frontman dei Parquet Courts Andrew Savage: "Chi sceglie soluzioni del genere probabilmente non è un vero appassionato: è come andare al Madison Square Garden a vedere una partita di basket e starsene in uno di quei box dove c'è il buffet a disposizione".

Però inutile nascondersi dietro a un dito: stando a fonti consultate da Rolling Stone, il giro d'affari dei pacchetti vip si aggira oltre i 4 milioni di dollari l'anno. Ma sono un rischio, come osservano i manager di Black Keys e Widespread Panic Fielding Logan e Buck Williams: "Suonare in posti che dispongano di servizi simili è un rischio: accettare di comparire a un festival che preveda pacchetti vip significa - seppur implicitamente - avallarli, agli occhi del pubblico". Per questo ci sono festival - come il Warped Tour e il Solid Sound Fest (organizzato dagli Wilco) - che a offrirli, i pacchetti vip, non ci pensano nemmeno: "Non è che dobbiamo per forza strizzare fuori ogni dollaro dalle tasche degli spettatori", ha spiegato il manager della band di Jeff Tweedy Tony Margherita.

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