Afterhours e Twilight Singers, insieme per sesso e rock ‘n’ roll

Afterhours e Twilight Singers, insieme per sesso e rock ‘n’ roll
In America i “double bill” - i concerti con due artisti assieme a dividere il palco, senza divisioni tra “headliner” e “spalle” sono un fatto normale. Molto meno lo sono in Italia, e uno dei primi tentativi fu nel 2002, quando gli Afterhours di Manuel Agnelli divisero il palco con i Mercury Rev. Proprio gli Afterhours in questo giorni stanno ripetendo l’esperimento, dividendo la scena con i Twilight Singers di Greg Dulli, già leder degli Afghan Whigs, una delle band rock più quotate degli anni ’90 (vedi news).
Non si tratta di una pura questione di posizionamento di nomi sui manifesti, ma di affinità artistiche che si manifestano anche sul palco, dove i gruppi duettano e si scambiano i musicisti. Ieri sera, nella data milanese del mini-tour, gli Afterhours hanno prestato il loro violinista Dario Ciffo iin diversi brani alla band di Dulli, che ha aperto la serata. Agnelli ha cantato con la band americana “Papillon”, un brano dall’ultimo “Blackberry belle”; dopo l’esizibizione degli Afterhours, le band si sono ritrovate per un gran finale con una cover di “I wanna be your dog”.
“L’ho conosciuto ad un party a Los Angelese, pensavo fosse una donna, abbiamo fatto sesso e poi ho deciso che non doveva essere una ‘one-night stand’ ma una relazione più seria”, dice scherzando Dulli, intervistato da Rockol prima del concerto insieme ad Agnelli. Dulli è visibilmente imbolsito rispetto ai tempi dei Whigs. Ma è solo una questione di peso, perché sul palco l’energia della band è trascinante: ne è una prova la stupenda cover di “Hey ya” degli Outkast proposta a fine set. “La realtà è che sono sempre stato un fan dei Whigs. Ho conosciuto Greg tramite un amico comune, Cesare Zappalà, li ho seguiti in qualche data del loro tour americano e poi Cesare ha suggerito di suonare assieme in Italia”, racconta Manuel. I due gruppi suoneranno assieme, dopo Catania e Milano, ancora a Rimini e Roma. “Noi siamo reduci dal Midem di Cannes”, continua Agnelli, “e stiamo buttando giù le prime idee per il nuovo disco, che non credo uscirà prima del 2005. Nel frattempo abbiamo recitato nel nuovo film di Guido Chiesa: impersoniamo gli Area e cantiamo la loro 'Gioia e rivoluzione' ”.
“Con gli Afterhours condividiamo la mentalità”, spiega invece Dulli. Entrambi non facciamo mai un concerto con la stessa scaletta, per esempio”. Dulli poi racconta la sua rinascita dopo lo scioglimento degli Afghan Whigs: “Non ho rimpianti sulla carriera della vecchia band: siamo ancora amici, ci sentiamo e a Cincinnati Ric McColumn (l’ex chitarrista), è salito con noi sul palco. Con gli Afghan abbiamo fatto quello che dovevamo fare, e se qualcuno si aspettava che facessimo di più, che sfondassimo, era un suo problema: un ragionamento da casa discografica. Alla fine ci siamo sciolti perché rischiavamo di diventare una cover band di noi stessi. I Twilight Singers sono una sorta di collettivo che mi permette di fare la musica che voglio quando voglio”. Nati quando gli Afghan Whigs erano ancora in pista (l’esordio, “Twilight”, è del 2000), oggi sono la band a tempo pieno di Greg. “Proprio perché i Whigs non ci sono più, ora posso suonare musica più rock rispetto al primo disco. Posso anche sfogare anche la mia passione per le ballate, che nei Whigs dovevo lottare per fare”.
Dall'archivio di Rockol - Manuel Agnelli racconta il cast di "Open future, together!"
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