La collaborazione, diciamolo subito, non c'è. E non è neppure detto che in futuro si verifichi. Ma nel mondo del pop, dove tutto sembra casuale, alla rinfusa, approssimativo e un po' disorganizzato, in realtà di casuale c'è ben poco e basta una mezza parola per dar vita ad interi progetti. Ecco così che potrebbe profilarsi del lavoro comune tra Lily Allen e Miley Cyrus dopo che la prima, appena tornata al vertice delle classifiche britanniche dei singoli dopo la sua ultima canzone di sucecsso che era stata "Not fair" del 2009, ha affermato d'apprezzare la seconda. Ma come sono andate le cose? Per farla breve: i soliti criticoni avevano ravvisato risvolti razzisti nel video di Lily che accompagna "Hard out here", affermando anche che lo stesso clip era una presa in giro di "We can't stop" di Miley. Lily, tirata in ballo piuttosto pesantemente, prima ha fatto capire che il razzismo c'è solo nella testa di chi vede razzismo dappertutto e lei mai e poi mai si sarebbe sognata di fare un video razzista, poi ha detto che a lei Miley piace e che "Bangerz" è uno dei suoi album preferiti dell'anno. Poi altri due apprezzamenti. Il primo: Lily ha definito la cantante dell'altra parte dell'Atlantico come "divertente, intelligente e arguta". Il secondo: per sottolineare il tutto, Lily ha postato sulla sua pagina Instagram una foto con lei e Miley assieme a Los Angeles e sotto ha manifestato il suo apprezzamemto. Infine il mezzo invito: "Voglio un sacco di bene a quella ragazza. Probabilmente è troppo presa per una come me ma, come no, a me piacerebbe lavorare con lei".
"Somewhere only we know" di Lily Allen è intanto al primo posto della classifica UK dei singoli. La canzone è una cover dei Keane ed è il commento sonoro allo spot natalizio della catena di grandi magazzini John Lewis.