Piero Pelù, 'Identikit': 'Una raccolta di 14 anni di vita'. La videointervista

Piero Pelù, 'Identikit': 'Una raccolta di 14 anni di vita'. La videointervista
Credits: Gianni Sibilla

Martedì prossimo, il 19 novembre, Piero Pelù divulgherà pubblicamente il suo "Identikit". Per chi lo conosce da "sempre" o per chi ancora non lo avesse inquadrato fino in fondo, il leader dei Litfiba pubblicherà una nuova raccolta composta di alcuni dei suoi più grandi successi - tra i quali anche due nuove versioni di "Toro loco" e "Bomba boomerang" - brani mai usciti come singoli e due inediti "Mille uragani" e "Sto rock".

Due trilogie che si incontrano, ovvero quella dei sopravvissuti con "Nè buoni né cattivi" , "UDS" e "Soggetti smarriti" e quella della comunicazione con "In faccia", "Fenomeni" e "Identikit", appunto, hanno dato vita a un progetto che racchiude "14 anni di vita vissuta e raccontata attraverso la musica, la mia scrittura. Dal '99 al 2013 ho vissuto rivoluzioni pazzesche. 'Identikit' traccia l'identikit del mio modo di essere di vedere di pensare di fare musica" ci ha spiegato l'artista fiorentino che abbiamo incontrato in una piovosa e grigia Milano. .

E per chi si fosse già fatto quattro conti e avesse storto il naso Pelù ha tenuto a precisare: "Non ci sono calcoli di mercato in questo lavoro, ma semplicemente un'esigenza di raccogliere per mettere a fuoco e identificare meglio il mio modo di essere, la mia anima. Non è un best of, non è un greatest hits è una raccolta di canzoni significative con temi ai quali sono particolarmente affezionato. Brani scritti anche più di 10 anni fa e riescono ad essere tutt'oggi attuali. E' importante dal punto di vista artistico anche per far capire che non è il solito album pre natalizio per fare un po' di ciccia, ma è un disco che vuole dire qualcosa. Non è un caso che ci abbia metto due inediti dentro, riscritto e riarrangiato due piccoli classici del mio repertorio ('Bomba boomerang' e 'Toro loco') per far capire che per me la materia musicale è sempre viva, è qualcosa da coltivare e da assecondare nella sua imprevedibilità."

Senza raggiungere il livello di rimpastanti artistici che in pochi oltre a Bob Dylan possono permettersi di fare, Piero ha spiegato l'importanza dell'essere libero di rimaneggiare le proprie creazioni: " E' giusto che quello che ho fatto possa essere cambiato e rivisto. In tutta onestà. Sono iconoclasta ma non atomico. Riascoltando qualche mio pezzo mi capita di sentire che manca qualcosa. Il magma è ancora vivo e in modo spontaneo lo riplasmo. Magari può non piacere a tutti ma questo è il mio modo di amare la musica. Chi non lo capisce è perché ama semplicemente un album, o una singola canzone. Questi nuovi arrangiamenti si erano già delineati durante le tournée dal 2006 in poi, nel periodo della trilogia della comunicazione durante la quale la band era diventata un trio con cui son riuscito a recuperare la sintesi. Volevo ritrovare un linguaggio più minimale possibile del fare rock e questo mi ha aiutato molto a essere più a fuoco nella scrittura. Per questo ho voluto riregistrare alcuni brani che nel frattempo si erano evoluti molto. L'avrei potuto fare per ogni canzone del disco, ma non abbiamo avuto il tempo per farlo. E tra l'altro per registrare i brani ho messo in piedi una superband fantastica. I Bandidos che sono Federico Poggipollini alla chitarra, Luca Martelli alla batteria e Franco Li Causi al basso e Megahertz alle tastiere."

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Dopo l'esperienza al talent show "The Voice", un certo mondo della televisione ha iniziato a interessare all'artista che - oltre ad aver scherzato (e nemmeno troppo) con un "Fazio mi inviti a Sanremo" di fronte a una tavolata di giornalisti pronti a cercare lo scoop - si è anche detto intenzionato a diventare alfiere del rock nella tv italiana.

Una mission impossible: "Il messaggio che vorrei far passare è che non ci sono solo il pop o l'hip hop. All'estero il rock è diffuso in ogni luogo. In Italia è qualcosa di ancora sconveniente in un certo senso, perché c'è poca educazione musicale. Dal programma sono stato influenzato per opposti, nel senso che voglio impegnarmi a fare rock sempre più tosto e senza compromessi. C'è bisogno di purezza. Con questo non vuol dire che non viva compromessi nel quotidiano. Per purezza intendo l'approccio di base verso una scrituttura che deve essere onesta.".



E infine, la risposta a una doverosa domanda: Piero Pelù è ancora il cantante dei Litfiba? Sì: "I Litfiba stanno bene. Godono di ottima salute. Ognuno sta facendo le proprie esperienze in questo periodo siamo in fermo biologico. Siamo in zona di ripopolamento e cattura. Ci stiamo ripopolando di idee e catturando nuove idee da mettere nel prossimo album sul quale inizieremo a lavorare dall'autunno del 2014. Quindi tranquilli."
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