Amnesty International, il DVD: spunta la jam di U2, Gabriel e altri in un bar

Amnesty International, il DVD: spunta la jam di U2, Gabriel e altri in un bar

Una perla decisamente preziosa è racchiusa in "¡Released!", il monumentale cofanetto che verrà pubblicato il prossimo 5 novembre da Amnesty International per celebrare il 25ennale di "Human rights now": si tratta di un video racchiuso nel primo dei quattro film realizzati, incentrato su "A conspiracy of hope", i sei concerti benefici svoltisi nel giugno dell'86 negli Stati Uniti ai quali presero parte U2, Sting, Bryan Adams, Peter Gabriel, Lou Reed, Joan Baez , Neville Brothers e Police.

Da quella serie di spettacoli in giro per gli US, uno in particolare si è distinto per unicità, ovvero quello che alcuni degli artisti sopra citati regalarono ai fortunati - e ignari - avventori del bar di un hotel di Atlanta dove una band locale stava suonando cover dei Beatles. Peter Gabriel, Bono, The Edge, Larry Mullen Jr., Fuzzbee Morse (chitarrista di Lou Reed), Larry Klein (bassista di Gabriel) e Manuel Katchè - il celebre batterista francese noto per le sue collaborazioni al fianco di Sting, Joe Satriani, Joni Mitchell, Herbie Hancock, Peter Gabriel, Dire Straits e molti altri - si fecero prestare gli strumenti e iniziarono la jam session testimoniata nel DVD da alcune riprese che Gabriel fece con la sua telecamera.

Martin Lewis, che si è preso l'incarico di collazionare tutto il materiale incluso nella raccolta, ricorda in proposito: "Quando stavo mettendo insieme la collezione per il DVD ho chiamato Peter e gli ho chiesto di queste registrazioni. Mi ha detto 'la mia videocamera è stata rubata e ho perso la maggior parte delle cassette. Devono essermene rimaste poche. Ma, Martin, era 27 anni fa!".
Lewis racconta inoltre delle peripezie affrontare per recuperare i video di quella fantomatica serata (durata dalle 9 alle 4 del mattino, stando a quanto ricordato dai presenti), aggiungendo poi: "Una volta visto il filmato mi chiedevo cosa stessero suonando. Se una qualche ignota b-side, ma Morse mi assicurò che Bono stava improvvisando le parole, in modo del tutto libero. Prima faceva così nel processo creativo, poi ci tirava dentro altre canzoni come 'SweetJane' o 'Satisfaction'".


 

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