The Observer 2013: l'intervista agli Eskinzo

Un paio di settimane fa abbiamo presentato gli Eskinzo sulle pagine di The Observer. Poi è arrivato il turno della recensione del loro disco d’esordio, l’omonimo“Eskinzo”.

Oggi, per chiudere lo spazio di The Observer a loro dedicato, abbiamo fatto quattro chiacchiere direttamente con il duo nato “ufficialmente” su una spiaggia delle Canarie: “Eskinzo è una spiaggia sull'isola di Fuerte Ventura alle Canarie all'interno di una conca circondata dal deserto” esordisce Luca su Rockol. “E' uno spot molto conosciuto tra i surfisti del luogo, ma sia a me che a Matteo ha ispirato per la sua particolarità nel farti sentire distaccato dal resto della vita sull'isola. Al suo interno vivi una dimensione di estraneità da quello che ti circonda, e quella sensazione volevamo ricrearla all'interno del disco. Matteo ed io ci conoscevamo da tempo, veniamo dalla stessa città, ma l'idea di unire le nostre idee musicali e creative ci è venuta un’estate quando siamo andati li per vacanza”.
Tornati dalle vacanze, Luca e Matteo sono rientrati alle rispettive basi, ergo Londra e Torino, dove, mantenendo un “rapporto a distanza” costante, hanno iniziato a lavorare al disco d’esordio: “Il disco è stato scritto in fase di composizione tra Londra e Torino, in quanto Matteo ha vissuto per tre anni su a Londra. Inizialmente dopo aver condiviso una parte di scrittura del disco a Torino, abbiamo incominciato a lavorare separatamente al disco scambiandoci le idee via etere. Lavorare a un disco a distanza è meglio che avere una relazione a distanza; ad un certo punto non per forza bisogna essere insieme fisicamente per fare un lavoro di composizione. Il fatto che uno dei due membri si trovava a Londra, ha dato al disco nuovi stimoli e nuove idee; è stato contaminato da una città viva musicalmente come la capitale inglese. Questo ci ha dato anche la possibilità di fare due concerti in acustico presso due locali storici di Londra”.



Contaminazioni che si possono riassumere in due parole: elettronica e Alt rock. In "Eskinzo" due generi apparentemente così diversi riescono a convivere perfettamente, trovando un loro equilibrio. Un dualismo che riflette l'anima stessa del progetto Eskinzo, ovvero l’essere, di base, in due… “La contaminazione è stata da parte di tutti e due incondizionata” prosegue Luca. “Abbiamo deciso con la registrazione di questo disco di non preluderci nulla su quello che saremmo andati a suonare o registrare. Effettivamente Matteo arriva più da una scena rock, ma ha implementato una parte di composizione che poteva nascere da un mia idea generata da un beat di elettronica o un synth. Il disco presenta momenti diversi con esplosioni sonore piuttosto che momenti ipnotici. Il tutto è stato poi miscelato dal nostro produttore Davide Tomat che ha saputo cogliere l'idea di dove volevamo andare e portare il tutto ad livello superiore di suono. Dei progetti musicali precedenti ci è rimasto il rapporto umano che abbiamo condiviso con chi abbiamo suonato. Oltre a condividere il palco e le idee musicali, si condivide soprattutto un rapporto fatto di compromessi, idee e passioni che se privo di questi elementi sarebbe impossibile chiamare musica”.


Ascoltando il disco è facile trovare tanti riferimenti in termini di sound, legati in modo particolare ai generi di cui abbiamo parlato poco fa: “I riferimenti musicali sono stati tanti all'interno del disco, per via dei nostri ascolti a 360°. Siamo molti attenti alle nuove uscite di musica elettronica o dalla world music in generale. In particolare mi hanno colpito molto alcuni dischi di musica africana per il loro soluzioni ritmiche ed incastri poliritmici. Sia io che Matteo siamo ascoltatori di musica classica e questo in parte ha influenzato anche alcuni momenti del disco, soprattutto in fase di arrangiamento. Ci piace non avere paletti e freni stilistici quando scriviamo, perciò non è detto che nel prossimo disco ci possano essere anche pezzi di natura reggae. L'ultimo disco de Queen of the Stone Age mi piace parecchio, credo che abbiamo fatto un gran bel disco”.

Com'è portare sul palco un lavoro come "Eskinzo"? “In questo momento la line up dal vivo vede l'aggiunta di due musicisti della scena musicale torinese, Massimo Lorenzon alla batteria e Andrea Bergesio alle tastiere. Dal vivo cerchiamo di riprodurre il disco in maniera abbastanza fedele, cercando pero di lasciare spazio a momenti di improvvisazione in alcuni brani. Sicuramente la parte live è quella che ci piace di più e rispetto al disco viene fuori una sezione più acustica. Abbiamo deciso di suonare senza la figura del bassista sostituendo le parti con un synth bass per dare maggiore profondità al suono”.




“Eskinzo” è uscito ormai da un paio di mesi, un periodo sufficiente per iniziare a tirare qualche bilancio, fare il punto della situazione, per così dire, a bocce ferme: “Siamo molto contenti delle recensioni che sono uscite in merito al disco, veramente” ammette Luca. “Siamo anche molto contenti che il brano “Kyotolove” sia stato preso per la presentazione di una sfilata di moda di uno stilista giapponese. Abbiamo notato inoltre una certa attenzione nei nostri confronti da chi ci faceva interviste radiofoniche piuttosto che giornalistiche e questo ci ha reso orgogliosi. La nostra idea di promozione del disco parte da una scelta di non saturare il pubblico con l'uscita del disco. Ci piace far arrivare la nostra musica in più posti possibili pero senza "stressare" la gente con iniziative massive che partono dai social network o da un utilizzo spropositato delle mailing list. La questione che non ci convince affatto rimane il mercato discografico italiano e i personaggi che ci ruotano attorno, soprattutto delle major. Non ci convince come al suo interno non si riesca a far emergere artisti che lo meriterebbero invece di continuare a sponsorizzare talent show che fanno diventare cantanti carne da macello. Crediamo che in Italia ci siamo persone competenti e di buone iniziative che potrebbero far risalire il mercato discografico e al contempo la musica dal vivo”.


Un buono spunto che ci permette di arrivare alla fine della chiacchierata, chiedendo agli Eskinzo quali sono i progetti per il futuro: “Stiamo lavorando al video del secondo singolo "Western Fuza" in uscita a settembre. Il video è in lavorazione presso uno studio di Berlino ed avrà al suo interno immagini e simbologie anni ‘80 e ‘90. Quest’estate mi piacerebbe cominciare la pre-produzione del disco nuovo, ho un sacco di idee vorrei lavoraci sopra. Non ci piace mai stare fermi: Matteo si è appena trasferito a Berlino, e, visto il preludio, so già che si entrerà in studio a breve termine”.

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