Nuovo appuntamento con The Observer, il nostro osservatorio sulla musica indipendente italiana. Questa settimana è il turno di Toni Bruna.
Due parole d’introduzione su di lui: Toni Bruna è un cantautore figlio di esuli istriani insediatisi nella periferia di Trieste, città dove vive a tutt’oggi e dove svolge l’attività di falegname. Il suo disco d’esordio esce nel 2013 e s’intitola “Formigole”, dieci pezzi che l’autore stesso ha definito di folk immaginario, ispirati in maniera particolare dall’opera di artisti quali Victor Jara, Fela Kuti, Violeta Parra, Tom Waits, Caetano Veloso, il primo De André, i Radiohead, Eduardo Mateo, Tom Zé e i Tinariwen.
Formigole” è un lavoro molto interessante, cantato totalmente in dialetto triestino. Tutta la base del disco, in pratica chitarra e voce, è stata registrata assieme al musicista e produttore triestino Abba Zabba in una casa isolata sulle Prealpi Bellunesi. Su quel materiale Toni Bruna ha prodotto e registrato il resto del disco, in una soffitta di via Rossetti a Trieste. Il risultato sono dieci pezzi assolutamente affascinanti, vivi ed estremamente materici.
Toni Bruna è l’artista su cui abbiamo puntato i nostri riflettori. Ne parleremo approfonditamente nel corso delle prossime due settimane, prima approfondendo “Formigole” con la recensione, poi facendo due chiacchiere direttamente con lui. V’invitiamo a scoprirlo insieme a noi.
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