Branduardi presenta alla stampa il suo album d'altri tempi

Branduardi presenta alla stampa il suo album d'altri tempi
"'Altro ed altrove' vuol dire non qui e non in questo momento". Angelo Branduardi spiega così, nella conferenza stampa tenutasi a Milano, il significato del titolo della sua nuova fatica discografica, nei negozi da ieri, 24 gennaio. Le canzoni che compongono questo lavoro fondono le musiche realizzare da Branduardi ai testi di antiche opere inedite e in gran parte introvabili, frutto di una collezione che l'artista e sua moglie Luisa hanno iniziato ben trent'anni fa. Sono opere lontane, di altri tempi, che vengono dal Giappone, dalla Cina, dal mondo arabo e da altri luoghi distanti: "Sotto cieli diversi", spiega l'artista, "la passione umana resta la stessa. Per questo leggendo i testi trovo che tra loro ci sia una compatibilità assoluta". "Altro ed altrove" è un concept album, fatto di canzoni legate da un unico filo conduttore: l'amore ("Dopo il successo del precendente album, dedicato a San Francesco", sottolinea Branduardi, "non mi trovavo a mio agio a fare un disco di canzoni slegate tra loro"). Sono poesie sentimentali, opere che mettono la donna al centro di ogni canto: "'Laila Laila' (primo singolo estratto), per esempio, è un'antica poesia del Nepal", racconta l'artista, "che descrive una donna d'altri tempi, con denti bianchi come perle in fila, fiato che profuma d'erba e occhi che ricordano diamanti neri". Tra gli autori dei canti, quasi tutti anonimi, spiccano Catullo e Shakespeare: "Gli altri", dice Branduardi, "sono tutti non professionisti, ma persone che hanno scritto quelle frasi e poi sono tornate a lavorare i campi". E poi ci sono le musiche, nate prima di scegliere i testi: "In genere scrivo sempre prima la musica", dice Branduardi, "raramente lo faccio a posteriori, perché io amo partire da lì. In questo lavoro c'è una sola eccezione: 'Ch'io sia la fascia', che musicai quando avevo 20 anni". Branduardi svela che a far nascere in lui e in sua moglie la passione per i canti "primitivi" è stata proprio quest'ultima poesia, la cui lettura l'aveva turbato in gioventù. Tutti gli strumenti adoperati in "Altro e altrove" sono stati suonati dallo stesso Branduardi e da Carlo Gargioni, "in una specie di delirio di onnipotenza", dice scherzoso l'artista, "Tutto è un misto di violini sovrapposti". La voce femminile che arricchisce il brano "L'ambasciata a Shiragi", concepito proprio per essere eseguito a due voci con una soprano, è Cecilia Gasdia, che vanta già duetti con Lucio Dalla e Riccardo Cocciante. "E' una soprano dalla voce particolarissima", dice di lei Branduardi, "e per la mia canzone mi sembrava perfetta, anche perché di soprano lirico drammatico in Italia, secondo me, c'è solo lei". A chi gli chiede quali saranno le sorti di un progetto così apparentemente d'elite, Branduardi risponde: "Quando abbiamo pubblicato "Infinitamente Piccolo", gli addetti al marketing prevedevano un fiasco, invece, è stato il mio più grande successo dal '79 ad oggi. Non sai mai quando sei veramente davanti a un fiasco". Il disco è accompagnato, all'interno del booklet, da illustrazioni appositamente realizzate dal pittore Silvio Monti, che, nell'ottica di un progetto del tutto sperimentale, accompagnerà Branduardi nel tour che debutterà a Mestre il prossimo 4 aprile. "Silvio sarà una figura determinante sul palco", svela Branduardi, "non si sa ancora come questo succederà, ma sicuramente sarà una cosa totalmente svincolata dal testo, per non cadere nel banale".
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