The Observer, ED: il 5 maggio a Modena si festeggia (live) Vulcanophono

The Observer, ED: il 5 maggio a Modena si festeggia (live) Vulcanophono

ED è il nome d’arte scelto da Marco Rossi, cantautore lo-fi di origine modenese, innamorato di un certo sound tipicamente anni ’60 e ’90, e di band e artisti come Bright Eyes, The Smiths, Arcade Fire, J Mascis e soprattutto Elliott Smith. Un cantautore che lo scorso anno è finito nel mirino di The Observer, il nostro osservatorio dedicato alla musica emergente, grazie al suo ultimo album intitolato “One hand clapping” , e che oggi torna su Rockol sotto una veste un po’ diversa dal solito. Marco Rossi è, infatti, anche uno dei fondatori di Vulcanophono, collettivo musicale modenese che nei prossimi giorni festeggerà il secondo anno di vita, e lo farà con un piccolo ma interessante festival che si terrà il 5 maggio proprio a Modena. Per farci spiegare meglio l’iniziativa e, vista l’occasione, fare anche il punto della situazione su ED (giusto per mantenere i riflettori di The Observer ben puntati sull’obiettivo), abbiamo preso contatto direttamente con Marco per scambiare due parole: “Il disco va ok e il tour bene” esordisce il giovane cantautore emiliano. “Certo, c’è ancora una montagna enorme di lavoro da fare per promuovere ED, a volte mi sembra non sia mai abbastanza, ma, tutto sommato, le cose stanno andando bene”.

Una domanda che si fa spesso in questi casi, è se, a distanza di tempo dalla pubblicazione, c'è qualcosa che si scopre di un disco, qualcosa che prima magari era sfuggita e che invece, col tempo, si ha avuto modo di capire: “Ho capito che questo disco non è il mio preferito” ammette Marco a Rockol. “Ho capito che grazie a questo disco so che nel prossimo farò davvero quello che voglio senza neanche un limite. Ho capito che ci sono pezzi di ‘One hand clapping’ che mi porterò dietro tutta la vita (‘Missing the point’ penso sia il pezzo più bello che ho scritto finora). Sto sperimentando un sacco in questo periodo, roba garage, roba acusticissima, roba in italiano. ‘One hand clapping’ mi ha fatto prendere coscienza di chi sono come artista”.



Oltre ad essere un artista e a portare avanti il suo progetto come cantautore, Marco, come abbiamo già anticipato, è anche impegnato a gestire un'etichetta, Vulcanophono. Che poi una "semplice" un'etichetta non è… “Vulcanophono è una famiglia” precisa ED, “non Mulino Bianco per fortuna. E’ una famiglia di amici (stucchevole, ma quanto mai vero!). Vulcanophono, ad oggi, non è principalmente un'etichetta; nasce come un collettivo il cui scopo è promuovere e fare cultura in ambito musicale in maniera continuativa partendo dalla dimensione locale”. Una scelta abbastanza coraggiosa in un momento culturalmente particolare come quello che stiamo vivendo nel nostro paese: “Vulcanophono nasce da una necessità e dal piacere che si prova nel fare cose che gratificano noi e gli altri” prosegue Marco. “Siamo consapevoli delle difficoltà dei tempi in cui viviamo, ma Vulcanophono, semplicemente, è nato in maniera spontanea”.
Arrivati a questo punto, spostiamo il discorso su alcuni aspetti pratici, ad esempio chiediamo a Marco com'è la vita da indipendenti e, di rimando, com’è “stare da ambo i lati”, cioè sia quello artistico che quello più strettamente produttivo. “Fare parte del rooster come ED è una scelta poetica legata ai primi periodi del Vulcanophono” precisa Marco. “Ora è un po’ diverso, cerchiamo di staccare questa idea legata a: evento Vulcanophono = artisti Vulcanophono che suonano. Noi (io e Setti) suoniamo e abbiamo creato Vulcanophono assieme ad Angus McOG inizialmente per darci una mano. Ora siamo cinque persone con uguali pesi e una struttura unitaria: Io, Nico (Setti), Giada, Gio e Trip (Alessio)”.



Anche quest'anno, in occasione del secondo compleanno, Vulcanophono ha messo in piedi un bel festival, battezzato Vulcanology, organizzato nel grande spazio de La Tenda, una struttura gestita dall'Assessorato alle politiche giovanili del Comune di Modena: “Vulcanology è nato proprio come un compleanno per celebrare tutto quello che di bello abbiamo fatto in un anno di Vulcanophono. La formula è semplice: far suonare gli artisti che girano nell'orbita di Vulcanophono (Angus McOG, ED, Setti) e ospiti. Il tutto appunto nello spazio de La Tenda, con mercatini vintage, etichette e mostre di artisti locali”. Che cosa ci dobbiamo aspettare quindi da questa seconda edizione, è lo stesso ED in persona ad anticiparlo a Rockol: “Come l'anno scorso suoneranno Angus McOG, ED e Setti e avremo come special guest i Lava Lava Love, Wolther Goes Stranger e Sex Offenders Seek Salvation, tutti progetti che amiamo e che sarà un piacere ospitare. La nostra non è una proposta casuale. Come sempre il nostro obiettivo è coniugare i nostri gusti musicali a una proposta legata a una logica di ricerca e di bellezza. In sintesi: domenica 5 maggio dalle 16.00 avrà luogo a Modena, a La Tenda, la seconda edizione di Vulcanology. L'ingresso è gratuito. Ci vediamo là. Dai”.
Dopo l’invito, l’ultima domanda, quella destinata a chiudere la chiacchierata, sposta il discorso nuovamente su ED e sui progetti presenti e futuri di Vulcanophono. “Come ED di sicuro un altro album, magar con una vera etichetta (questo è un chiaro appello!). Anche se a dirla tutta è già pronto, più “bianco – nero” senza reverberi, solo garage, grunge e acustica morbida. Per quanto riguarda Vulcanophono potete seguire tutte le novità sul nostro sito www.vulcanophono.com e sui social network. Vulcanophono è in continua evoluzione, l'unica cosa che possiamo garantire è che non abbiamo nessuna intenzione di smettere di cercare musica”.

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