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Pooh, “Opera seconda”: “Noi e l’orchestra”

Pooh, “Opera seconda”: “Noi e l’orchestra”

“Al termine di questo lavoro il nostro pensiero va ad un grande direttore d’orchestra, il Maestro Franco Monaldi, che dal 1971 al 1985 ha impreziosito la nostra musica con splendidi arrangiamenti”. Questa frase nei crediti è il segno di una sensibilità e di un professionalità che sono merce rara, nell’industria musicale italiana; è il ringraziamento a un musicista d’eccezione, ingiustamente dimenticato, del quale i Pooh non dimenticano il contributo al loro successo nel momento in cui tornano a collaborare con una formazione orchestrale (L’Ensemble Symphony Orchestra di Massa Carrara, già collaboratore di Giovanni Allevi, Francesco Renga, Morgan, Stefano Bollani, Rossana Casale, Renato Serio, Ron, Luis Bacalov, Mimmo Locasciulli, Mario Biondi, Ermanno Giovanardi, Sting, Renato Zero, PFM e Andrea Bocelli).

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“Opera seconda”, in 2.700 punti vendita italiani a partire dal 9 ottobre (tiratura iniziale di 50.000 copie), CD in confezione lussuosetta con cartoncino effetto seta, contiene 11 brani del repertorio dei Pooh – il più vecchio è “E’ bello riaverti”, datato 1975, il più recente “Maria Marea”, datato 1992 – riarrangiati da Danilo Ballo per l’esecuzione con l’orchestra.
La rituale conferenza stampa ha visto i tre Pooh (Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian, in sigla RDR) più il batterista Phil Mer schierati in formazione compatta davanti ai giornalisti, a spiegare (e anche a difendere) la scelta artistica compiuta con questo disco. “E’ vero che in tanti hanno fatto un disco con l’orchestra, ma c’è modo e modo, e il nostro è stato un modo diverso” hanno spiegato i Pooh – non riporteremo chi ha detto cosa, tanto loro sono così organizzati che si dividono gli argomenti e a volte si completano l’un l’altro le frasi, come Qui Quo e Qua, i nipotini di Paperino. “L’orchestra è il quarto Pooh, è coprotagonista con la band, con sonorità classiche ma moderne. Il progetto non è una specie di compilation travestita, ma qualcosa di più. Abbiamo scelto canzoni i cui testi ricostruissero, uno dopo l’altro, una sorta di storia compiuta, dando un senso narrativo al flusso dei titoli, quasi a ridisegnare una storia sociale dell’Italia di questi ultimi anni”.
In effetti, i testi (quasi tutti di Valerio Negrini, quasi tutti risalenti al periodo post-Giancarlo Lucariello, quello in cui il “resident paroliere” dei Pooh tornò libero di esprimere le sue curiosità per le storie di vita e non più solo per le storie d’amore) raccontano la ragazza pendolare, il compagno di scuola omosessuale, il disc jockey della radio libera, la femminista che antepone l’impegno alla politica: “personaggi ancora attuali, sognatori che non hanno visto realizzate le loro utopie”.
Non si è utilizzato, dicono i Pooh, un “manuale Cencelli” per suddividere equamente i pesi autoriali dell’album; anzi, semmai è successo che alcune canzoni, originariamente non cantate dalla voce del loro autore, gli siano state restituite per questa occasione. E le canzoni sono state legate fra loro da collegamenti orchestrali, fino a diventare una sorta di suite ininterrotta.
Ci sono due ospiti, nel disco: Mario Biondi (in “Ci penserò domani”: “Ce ne mandò una sua esecuzione vocale parecchi anni fa, prima di diventare famoso, e ha preteso di partecipare a questa nuova versione”) e Claudio Baglioni (in “Maria Marea”).
Ci sarà, naturalmente, una tournée di presentazione di “Opera seconda”, che aprirà il 26 ottobre a Grosseto; Cose di Musica ha già in carniere una trentina di date, destinate ad aumentare (a Milano, il 12 e il 13 novembre, e a Roma, il 16 e 17 novembre, sul palco del teatro ci sarà l’Orchestra al completo, altrove sarà in formazione ridotta).

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