Sanremo: Dopofestival, a proposito di aria fritta…

Secondo il "Gran Mogol" - che sarebbe il computer collegato a Internet che in soli 15 minuti è in grado di fornire i risultati di un referendum internazionale lanciato attraverso una trasmissione televisiva italiana a mezzanotte e mezza: prodigi del progresso! - i testi delle canzoni del Festival di Sanremo sono in gran parte costituiti da aria fritta, tanto che basterebbe "comprimerli" per ridurli a tre parole.
Sottoponendo alla stessa operazione l’ora di durata del Dopofestival, ecco quello che ne abbiamo ricavato:
"Noi che ne parliamo siamo il Wonderbra del Festival: facciamo spuntare quello che non c’è" (Gianluca Nicoletti - a proposito, auguri per il secondo figlio!)


"Lo sai perché, dài, su…" (Gianni Boncompagni, in privato ma microfonato, a Nino D’Angelo che diceva di non capire perché la sua canzone fosse stata eliminata dalla gara).
"Nino, non ce l’hai una canzone da dedicargli?" (Piero Chiambretti a Nino D’Angelo, riferendosi a Eva Herzigova. Che magari sarà magra e "perforante", ma è indubbiamente una donna. Si dice "dedicarle": lo ricordiamo a difesa della grammatica italiana).
Null’altro da segnalare? Poco: la presenza di Mario Luzzatto Fegiz, che rompe il "fronte del rifiuto al Dopofestival" costituito da "Corriere della Sera" con "La Repubblica" e "La Stampa"; e l’assenza di Alvaro Scaramelli, vincitore del Festival di Viña del Mar. Costui, ammesso per ragioni di gemellaggio ad esibirsi sul palcoscenico dell’Ariston, con quella faccia da Gomez della famiglia Addams sarebbe perfetto come componente del gruppo di mostri - guidato da Nino D’Angelo - che va sotto il nome di "Fratelli D’Itano".
La taumaturgica apparizione di Raffaella Carrà in versione Catherine Spaak (carràmba, che snellita!) e il ghigno di Aldo Busi (esito di una paresi, speriamo temporanea, da colpo d’aria) sono quanto rimane nella memoria di un’ora di televisione.
Ah, c’è anche la trionfale affermazione iniziale di Chiambretti: "Stanno arrivando carriole di giornalisti!". In effetti, quelli presenti sono apparsi ottusi come mattoni ("Thick as a brick", citazione dai Jethro Tull: lo precisiamo per Chiambretti, che con l’inglese - "very olt" per "molto alto di statura", ha sproloquiato - non sembra avere grande familiarità).
Ma comunque vada, sarà un successo…

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