"La Repubblica" e "Il Giorno" segnalano che il Festival di Sanremo arriva in Parlamento. Scrive quest'ultimo quotidiano: «Sui banchi di Montecitorio si discuterà dell'ammontare dei cachet dei protagonisti. Il senatore di An Vito Cusimano, vicepresidente del gruppo, lamenta un "vergognoso sperpero di denaro pubblico per scritturare personaggi noti". Il parlamentare ha rivolto una interrogazione al ministro delle Comunicazioni Salvatore Cardinale. Dice Cusimano: "350 milioni alla top model Laetitia Casta, 30 milioni a serata al premio Nobel Dulbecco, 350 milioni pronti anche per Loren e Gorbaciov - spreco o follia finanziaria da parte dell'Azienda radiotelevisiva pubblica che utilizza, a dir poco impropriamente, i finanziamenti ricevuti dallo Stato e dai contribuenti per assicurarsi personaggi che talvolta nulla hanno a che vedere con una manifestazione di musica leggera con il Festival di Sanremo?". Con decisione, il senatore di An chiede a Cardinale se "l'ammontare di tali compensi milionari corrisponda al vero" e di conoscere "il cachet del signor Fazio e dei principali ospiti nonche', voce per voce, i costi del Festival in modo che gli italiani possano fare le loro considerazioni"». "Il Giorno" accenna anche alle critiche di Aldo Busi, per il quale Sanremo '99 sarà «un festival dell'Unità rivisto e aggiornato sotto la luce di quello che è veramente la sinistra italiana, cioè una destra invidiosa di non essere tale. Fazio non mi ha mai fatto ridere, mi sembra un Prodi giovane».
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