'Vinylmania': la passione per i dischi nel film ufficiale del Record Store Day

Il Record Store Day 2012 ha il suo film ufficiale, ed è un film italiano. "Vinylmania - when life runs at 33 revolutions per minute", documentario di 75 minuti sul mondo del vinile, porta la firma di un quarantaquattrenne torinese laureato in cinema, Paolo Campana, ed è una coproduzione internazionale finanziata, oltre che dalla Stefilm di Edoardo Fracchia (lui pure di Torino), dal canale televisivo franco-tedesco ZDF/Arte, dalla transalpina Latu Sensu Productions e dalla finlandese YLE Teema, con il sostegno - tra gli altri - del  Piemonte Doc Film Fund e della Genova Liguria Film Commission.

La pellicola ha già girato nel circuito dei festival, in Italia (la première italiana si è tenuta a Roma il 20 novembre dell'anno scorso, nell'ambito del Road To Ruins Film Festival) e all'estero (al Goteborg Film Festival, gennaio 2012), è già  disponibile in dvd per la distribuzione di Cinecittà Luce (mentre è pronta una special edition doppia finanziata attraverso Kickstarter), ma in prossimità del Record Store Day del 21 aprile torna nelle sale, con due proiezioni serali al Cinema Teatro Massimo di Torino il 18 aprile e presentazioni al negozio Rough Trade East di Londra, al Chicago International Music Festival, all'Istituto Italiano della Cultura di Stoccolma e al Nouveau Latina di Parigi, dove il 20 aprile Campana, disc jockey legato al giro di Piemonte Groove, terrà un dj set a fianco di Philippe Cohen Solal dei Gotan Project, uno dei protagonisti del suo film.  


"E' un dualismo che mi porto dentro da sempre. Il mio cuore segue entrambe le correnti, la mia anima si divide tra il cinema e la musica", ha raccontato a Rockol. "Ho iniziato molto giovane a selezionare musica nei locali, la mia prima serata la feci quando avevo diciassette anni. Ho smesso per un po' e a metà anni '90 sono tornato in azione in una veste completamente diversa, dedicandomi alla lounge con lo pseudonimo di Dr. NO".  


Il film, primo lungometraggio dopo diversi "corti" e reportage televisivi per la Rai e alcuni canali satellitari, è un progetto che ha radici lontane nel tempo. "Sono più di dieci anni che ce  l'avevo in mente. Mi ero messo a scrivere un soggetto di fantasia, ma poi mi sono convinto che la realtà che vivevo tutti i giorni era più appassionante della fiction. Ho cominciato ad andare in giro con la mia telecamera, ma facevo fatica a coinvolgere i produttori: il vinile, allora, era considerato un argomento troppo di nicchia, un oggetto del passato e in via di estinzione. Nessuno, a parte Edoardo Fracchia, se la sentiva di investire su un progetto che io ho sempre immaginato in chiave internazionale. Poi, ne 2008, le cose sono cambiate: si è cominciato a parlare di Record Store Day, sui media hanno cominciato a moltiplicarsi gli articoli che parlavano di un revival del vinile, e finalmente la tv tedesca Arte ha dato credito al progetto ritenendo interessante finanziarlo. L'anno dopo la produzione ha avuto ufficialmente inizio".


Cos'è "Vinylmania"? "Un viaggio nel microsolco, se mi passate la metafora. Un road movie in cui ho cercato di dare voce alla mania del vinile in tutte le sue declinazioni .

Nelle intenzioni originali doveva essere un'esplorazione del mondo del collezionismo e dei mercatini dell'usato, poi si è trasformata in qualcosa di più ampio, in un incontro con chi col vinile ci lavora. Fabbriche e costruttori, come la ditta giapponese che produce l'ELP  Laser Turntable. I negozi di dischi nei cui scantinati a volte finisci per perderti. I dj, i musicisti e gli illustratori di copertine". Come il grande Peter Saville, che ha firmato i dischi storici di .Joy Division e New Order, o Winston Smith, che ha lavorato per Dead Kennedys e Green Day e che ha realizzato le copertine dei due dvd di "Vinylmania". E poi disc jockey come il giapponese DJ Kentaro e i londinesi Karminsky Experience Inc., pionieri della lounge inglese negli anni Novanta. Produttori discografici come Eddie Piller della Acid Jazz e musicisti come Cohen Solal, con la telecamera in movimento fra Tokyo e New York, Londra e Parigi, Praga e Berlino, Amoeba e Rough Trade.




 


L'intento, dice Campana, "è semplice: invogliare la gente a comprare ancora dischi. Sono contento che il film venga proiettato in questi giorni anche nei college americani: vuol dire che parlerà anche ai più giovani, in un mondo in cui il digitale ha preso un'accelerazione esponenziale e il cd praticamente non esiste più".


Con quale convinzione ne è uscito, il regista torinese? "Che, come dice a un certo punto il dj americano Jerome Sydenham, incontrato per caso un giorno allo Space Hall,  un negozio di dischi di Berlino  grande quanto un campo di pallacanestro, il vinile è un love affair   Ha ragione, perché il disco analogico ha un valore affettivo intenso, tocca molte corde del vissuto umano.

Mostrandomi la sua collezione privata di dischi, Philippe Cohen Solal mi ha raccontato pezzi della sua vita, frammenti della sua memoria. Perché il vinile non è solo un oggetto da ascoltare, da toccare e da annusare. E' anche una piccola macchina del tempo che sprigiona ricordi ed emozioni intime". .
 

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