Ad un mese dalla morte di Lucio Dalla, c'è poca chiarezza sul destino dell'eredità lasciata dal cantautore bolognese: come riferisce oggi l'edizione online del Fatto Quotidiano, la fondazione a nome dell'artista, la cui istituzione formale sarebbe stata prevista per oggi a che avrebbe avuto per direttore artistico l'ex compagno del cantante Marco Alemanno e per presidente Umberto Eco, non vedrà la luce almeno fino a quando non verrà fatta chiarezza sulla destinazione dei beni intitolati alla voce de "L'anno che verrà". Il patrimonio, stimato in 100 milioni di euro tra beni mobili e immobili - ai quali si dovrebbero aggiungere 800.000 euro all'anno per i prossimi cinque decenni in proventi dai diritti d'autore - sarebbe oggetto di disputa legale tra gli eredi naturali di Dalla, nello specifico quattro cugini di secondo grado: a rendere ancora più intricata la vicenda è stata la mossa di Gaetano Curreri, leader degli Stadio e amico di vecchia data del cantante, che tre giorni dopo la sua scomparsa ha presentato al tribunale di Bologna istanza di tutela del patrimonio, compito assegnato dalla corte - in mancanza di testamento - al commercialista Massimo Gambini.