NEWS   |   Italia / 05/03/2012

Nei negozi il box 'Pooh Legend': 'C'è anche quello che avevamo dimenticato'

Nei negozi il box 'Pooh Legend': 'C'è anche quello che avevamo dimenticato'

In Inghilterra o negli Stati Uniti i Pooh verrebbero considerati degli "heritage artists": un termine non a caso poco familiare in Italia, dove non si usa trattare il proprio catalogo storico come una risorsa storica e patrimoniale da coltivare con cura e dedizione. Ma siccome Roby Facchinetti, Red Canzian e Dodi Battaglia, oltre che artisti, sono anche "imprenditori oculati" (lo dice il presidente AFI Leopoldo Lombardi, che oggi ha consegnato al trio un premio alla carriera) non potevano che essere loro ad aprire la strada con "Pooh Legend", un ponderoso cofanetto color oro di 4 dvd  + 4 libri che esce domani, 6 marzo, nei negozi in una prima tiratura di circa diecimila copie e a un prezzo di 60 euro. Una miniera, per i fan, dal momento che accanto a foto inedite, informazioni tecniche sulla strumentazione e analisi critiche sulla produzione della band il box contiene oltre 10 ore di filmati storici organizzati in volumi tematici che assemblano reperti da concerto, special televisivi e backstage, film musicali ("Un po' del nostro tempo migliore", che risale al 1975; "L'anno del Tropico", annata 1983)  e videoclip.


Ci hanno lavorato per un anno con amici e collaboratori stretti ma, precisa Facchinetti, "un ruolo essenziale lo ha avuto Stefano D'Orazio, che ha sempre amato filmare tutto quello che accadeva intorno ai Pooh: così se ci ritroviamo con un archivio di 50 ore a cui attingere dobbiamo dire grazie a lui. Circa un anno fa abbiamo iniziato a scartabellare negli archivi facendoci aiutare dal giornalista  Andrea Pedrinelli, che con pazienza ha visionato il materiale e selezionato le cose più interessanti da pubblicare". "In questo momento di crisi della discografia", sostiene Roby, "bisogna dare al pubblico qualcosa di originale. E così 'Pooh Legend' lo abbiamo fatto per noi ma anche per il nostro pubblico, compreso quello che per motivi anagrafici non può conoscere la nostra storia. Ci sono anche cose di cui noi stessi non ci ricordavamo: per esempio immagini  da uno degli ultimi concerti con Riccardo Fogli al Teatro Manzoni di Milano, nel 1972, insieme  a un'orchestra sinfonica: sei/sette minuti straordinari in cui prende vita una prima ipotesi di 'Parsifal' ".

Ma siamo solo agli inizi, perche "Legend", per i Pooh, diventerà  un marchio destinato a contrassegnare ogni progetto di recupero del materiale storico a cominciare  dalla rimasterizzazione dell'intero back catalog (i titoli di proprietà del gruppo, dall'85 in poi, più i 14 in mano a Warner Music: tutti riprodotti rispettando la grafica originale inserita entro una cornice).  "Può sembrare presuntuoso, questo termine, ma lo abbiamo scelto  per dare valore al ricordo, in un Paese che dimentica in fretta", spiega Canzian. "E poi una leggenda non si costruisce mai da soli: il merito non è solo nostro ma di tutti coloro che hanno fatto parte di questa storia. I Pooh sono persone per bene e si affezionano ai loro collaboratori: Franco Cusolito di Cose di Musica, con cui lavoriamo da vent'anni, Antonella Spotti, Marco Stanzani e Celeste, il nostro cuoco di fiducia abituato a preparare  pasta e fagioli per uno staff di cento persone".  


"Quando qualcuno mi chiede il segreto del nostro successo", interviene Battaglia, "io mi ritrovo sempre a pensare che forse il  motivo principale è l'aver sempre cercato di essere persone normali. Meglio andare in giro in mezzo alla gente che farsi proteggere da guardie del corpo, meglio cercare di fare questo mestiere con talento e leggerezza: al funerale di Lucio Dalla, ieri a Bologna, mi sono ritrovato a pensare che questo è stato uno dei suoi grandi insegnamenti".


Il cofanetto in uscita domani per Tamata e Artist First (la società diretta da Claudio Ferrante che accompagna da tre anni i Pooh nella loro avventura indipendente) è anche un modo per registrare i loro cambi d'umore, di proposte, di atteggiamento. "Siamo nati sulla strada e ci siamo formati nella palestra delle balere, abbiamo avuto la fortuna di vivere in diretta gli anni che hanno dato una scossa di vitalità alla musica. E oggi siamo tornati a fare musica vera, senza computer: è bello quando ti fanno male le mani perché hai appena suonato un passaggio difficile. Ti gusti ancora di più l'applauso".


In Italia di concerti non se ne parla fino all'autunno prossimo, quando dovrebbe essere pronto il nuovo disco di inediti. Ma nel frattempo i Pooh continuano a suonare all'estero, e il 27, 28 e 29 aprile saranno protagonisti dell'Italian Progressive Rock Festival di Tokyo dove, su espressa richiesta dei promoter e del pubblico locale, riproporranno anche e soprattutto il loro repertorio primi anni Settanta. Non è ancora il momento di parlare del futuro, ma si capisce che le idee in cantiere sono molte. "Abbiamo in mente un progetto particolarissimo e molto faticoso, e non è detto che riusciremo a portarlo a termine", annuncia Facchinetti, che come i suoi compagni coltiva anche progetti in proprio: un album solista con ospiti, mentre Red  darà alle stampe in aprile per Mondadori un libro intitolato "Ho visto 60 volte fiorire il calicanto" e Dodi progetta ("non prima di novembre- dicembre dell'anno prossimo") la pubblicazione di un album in coppia con il chitarrista australiano Tommy Emmanuel. La morale è chiara: "abbiamo compiuto tutti sessant'anni, oggi possiamo permetterci di fare solo quello che ci piace veramente".
 

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