Jovanotti ritorna a parlare del dramma di Trieste

Jovanotti ritorna a parlare del dramma di Trieste

 

Jovanotti è stato ospite della prima puntata della nuova serie de “Le invasioni barbariche”, show condotto da Daria Bignardi in onda su La7. Lorenzo ha risposto le domande della conduttrice tornando a parlare della tragedia avvenuta lo scorso 12 dicembre al palasport di Trieste quando, il crollo della struttura del palco, causò la morte del diciannovenne Francesco Pinna.

“E’ successa una tragedia, è morto un ragazzo che lavorava per una cooperativa sociale, come succede in ogni città, che aiutano i tour che passano. Per un motivo che ancora non si conosce, le indagini sono ancora in corso, è morto un ragazzo, un ragazzo com’ero io a 19 anni”, ha raccontato Jovanotti. “Sono state dette cose molto brutte, alcuni media hanno colto l’occasione per esprimere la ferocia che solo i media sanno esprimere, sono state dette cose non vere e non è stato detto ciò che è successo realmente, cioè una disgrazia, la morte di un ragazzo di 19 anni che aveva tutta la vita davanti e molti progetti”.
Lorenzo è apparso emotivamente toccato nel ripercorrere quei momenti: “La faccia sul manifesto è mia, io porto feste in giro per l’Italia e l’idea che un ragazzo che stava costruendo la mia festa, il mio sogno, mi ha colpito personalmente. In qualche modo, anche se non ho mai conosciuto questo ragazzo, in un attimo è diventato come un parente stretto”.
“Il mondo del tour ha delle regole molte precise, si seguono delle norme di sicurezza molto rigide, si sono fatti passi in avanti molto grandi, ormai siamo a rischio zero, ma quando si parla di un cantiere il rischio non è mai eliminato.”, ha continuato Jovanotti che ha annunciato un cambiamento nelle nuove date del tour. “Adesso ripartiamo perché ho voglia di farlo e perché non so fare altro, spero di partire proprio da Trieste, ma purtroppo pare ci siano ancora problemi di agibilità, legate alle indagini ancora in corso, che ci potrebbero costringere a partire da Bologna concludendo il tour a Trieste”.
“Questo ragazzo, lo so perché me l’ha detto la sua famiglia, era contento di fare questo lavoro e non era sottopagato e sfruttato come ha scritto qualcuno, ci tengo che, per ogni mio evento, siano rispettare ogni norma legale e sociale”, ha spiegato Lorenzo che ha ribattuto anche alle voci sullo stipendio di sei euro l’ora riconosciuto agli operai che lavoravano al Palasport. “Io credo che a 19 anni di aver guadagnato molto meno, mi è dispiaciuto per la figura che è stata dipinta, perché non è così, ci sono tanti ragazzi come lui che fanno lavori del genere. Credo che chi è stato più scorretto sia stato quel tipo di giornalista che non sa cosa sia un ragazzo di 19 anni che viene da una famiglia di lavoratori.

Dall'archivio di Rockol - Jovanotti presenta il singolo "Prima che diventi giorno"
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