Afro Celt Sound System
avanti nel tempo
(con Peter Gabriel
e Robert Plant)

Quando si dice world music, fin dal nome. Quello degli Afro Celt Sound System è indissolubilmente legato alla Real World di Peter Gabriel, da sempre rinomata culla di sperimentazione nel settore. Partito nel 1992 come un progetto sperimentale di unione tra le tradizioni africane e irlandesi, il gruppo di Simon Emmerson e James McNally pubblicherà “Further in time. Vol.3” il prossimo 15 giugno. Con l’aiuto di alcuni ospiti speciali.

“Il nome del gruppo è stato spesso male interpretato, perché ora ci siamo espansi oltre ciò che significa letteralmente”, spiega a Rockol Mc Nally. “La nostra musica non ha a che fare solo con la connessione tra Africa e Irlanda. Quella era l’idea originaria, ma nel nuovo disco abbiamo lavorato con musicisti brasiliani, così come con musicisti provenienti dall’est dell’Europa. La nostra musica è un mix di diverse culture del mondo. Da questo punto di vista, ‘sound system’ è altrettanto importante, perché identifica il nostro modo di lavorare e di stare assieme facendo musica. Più che su un genere particolare, l’attenzione va puntata sulla collaborazione che dà origine al nome”.

Un progetto basato sulla contaminazione, quindi: una filosofia che potrebbe infastidire i puristi della musica etnica, perché unisce in modo disinvolto tradizione e tecnologia, suoni di terre distanti composti attraverso macchine all’avanguardia.

Ma, ci tiene a sottolineare McNally, ciò che tiene tutto assieme è la voglia tipicamente umana di suonare assieme: “Tutto è nato quando Simon, che produceva dischi per la Real World, stava lavorando con Baaba Maal in Senegal. Poco dopo si mise a lavorare con Davy Spillane." (il suonatore di uilleann pipes dei Moving Hearts). "Era il 1992, ed è scattata la scintilla per unire questi due mondi apparentemente separati. Ci abbiamo messo tre anni a far uscire il primo disco, in cui abbiamo coinvolto diversi musicisti, grazie ad una magia umana prima che musicale. All’inizio era un progetto estemporaneo, ma oggi siamo ancora qua.” La “magia umana” di cui parla McNally si è concretizzata in due collaborazioni che potranno attirare l’attenzione anche di chi, normalmente, non si interessa di world music: Peter Gabriel e Robert Plant. “Davvero sono ospiti importanti? Dov’è che suonavano? Abbiamo provato a non includerli nel disco, ma alla fine ci hanno costretto…”, ride McNally. “Scherzi a parte, non siamo partiti con l’idea di avere degli ospiti a tutti i costi, Abbiamo prima composto la musica e poi ci sono venuti in mente i loro nomi. Con Peter Gabriel è stato facile e difficile allo stesso tempo. Lavorando da sempre con la Real World non abbiamo avuto problemi a contattarlo, ma eravamo anche spaventati dalla sua reazione alla nostra musica. E il complimento più bello è stato leggergli in faccia il piacere di cantare su ‘When you’re falling’. Quanto a Robert Plant, ha una lunga tradizione di sperimentazione nei confronti della musica del mondo. Avevamo questo brano, ‘Life begin again’. L’abbiamo contattato grazie ad uno dei nostri percussionisti, che ha lavorato con i Fun Da Mental, i quali avevano aperto alcuni concerti per Page & Plant. Quasi non potevamo crederci che avesse accettato di collaborare con noi.”.


Dopo la pubblicazione di “Further in time” gli Afro Celt Sound System saranno protagonisti dell’ormai tradizionale Festival Womad della Real World, che quest’anno si svolgerà in Grecia a fine giugno e in luglio a Seattle (vedi news). Con il gruppo salirà sul palco anche Peter Gabriel. Quanto al favoleggiato nuovo album dell’ex-Genesis, McNally amette di non avere notizie fresche sullo stato di lavorazione, né su un'eventuale data di pubblicazione. “Ma ha fatto cose talmente belle che nel frattempo ognuno può continuare ad ascoltarle. Sono sicuro che quello a cui sta lavorando darà vita a qualcosa di fantastico, che sarà valso l’attesa…”
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