'Con BMG ho sbagliato io': parola di Eros

'Con BMG ho sbagliato io': parola di Eros
A pochi giorni dalle dichiarazioni roventi rilasciate nei confronti della BMG e della replica del managing director di quest’ultima, Adrian Berwick, pubblicata da Rockol (vedi news), Ramazzotti fa marcia indietro e tende nuovamente la mano alla sua casa discografica. “Ero sotto pressione e mi sono lasciato andare” dice Eros, raggiunto telefonicamente a poche ore dal debutto del nuovo spettacolo “live” ad Ancona (vedi news); “solo dopo ho capito che avrei fatto bene a stare zitto: ragionando a freddo, mi sono reso conto che se ho delle tensioni da scaricare, alla vigilia di una tournée così impegnativa e che mi terrà a lungo lontano dalla mia famiglia, non è giusto farlo coinvolgendo le persone che lavorano nel mio interesse”. Ramazzotti conferma di avere ricevuto una replica immediata, per lettera, da parte del presidente di BMG Ricordi, Franco Reali, che lo richiamava ai suoi obblighi professionali. “Una strigliata dai toni molto duri, ma giusti”, ammette il cantautore, che non rinuncia tuttavia a togliersi qualche altro sassolino dalla scarpa: “Reali mi ha ricordato che, da contratto, avrei dovuto consegnare il nuovo disco nel gennaio del 2000, nel periodo in cui ero impegnato nella produzione dell’album di Gianni Morandi. Ha ragione lui, ma io non ne ero al corrente: se chi cura i miei affari (l’avvocato Ugo Cerruti, ndr) mi avesse informato dei miei impegni contrattuali, mi sarei comportato diversamente: forse avrei rinunciato a pubblicare un album live e ad esibirmi dal vivo fino al novembre del ’99, come invece ho fatto. Avrei evitato lo stress pazzesco a cui mi sono sottoposto per ultimare ‘Stilelibero’ nei tempi richiesti dalla casa discografica e non avrei sparato a zero sui suoi dirigenti”. Ma come è possibile che l’artista non fosse a conoscenza delle clausole contrattuali? “Il contratto l’ho firmato mentre stavo registrando ‘Dove c’è musica’, un disco per me fondamentale in quanto segnava il passaggio a un nuovo team di produzione e a una nuova etichetta. Ammetto di non averlo letto punto per punto. Con Reali, che resta il mio punto di riferimento in BMG, ci siamo ripromessi di riesaminare la situazione in dettaglio”. Cosa accadrà, dopo l’uscita di scena dei suoi interlocutori privilegiati (le dimissioni di Reali, effettive da luglio, fanno seguito a quelle di Heinz Henn dalla sede USA di BMG), Ramazzotti non lo dice, replicando che “da quando sono sotto contratto con la casa tedesca ho venduto 19 milioni di dischi nel mondo, e dunque non ho alcun motivo di lamentarmi”. Più proficuo concentrarsi sugli impegni impellenti, dunque, con il tour di ottanta date che lo terrà “on the road” per quasi tutto il resto dell’anno. “Ci vorranno cinque o sei concerti per rodare la macchina”, dice Eros, “ma le prime reazioni di chi ha assistito alle prove sono state positive. Sul palco tutti i musicisti saranno italiani: porteremo l’Italia all’estero, anche in paesi dove non siamo mai stati prima: con un impegno professionale che, credo, merita di essere sottolineato”. E dopo, ci sarà tempo per altri progetti? “Finiremo il tour a novembre, dopo una pausa estiva. L’anno prossimo, a parte qualche apparizione ancora da definire in Sud America e in Giappone, sarò libero: così avrò anche tempo di leggere meglio cosa dice il mio contratto…”
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