Gran Bretagna: 'Ci sono troppi festival, basta'

Gran Bretagna: 'Ci sono troppi festival, basta'

Effettivamente il numero di festival a base musicale esistente in Gran Bretagna è elevatissimo. Ce ne sono così tanti che quest'anno più di trenta sono stati spostati al prossimo anno, o sono falliti, e quasi nessuno se ne è accorto. Ora John Giddings, organizzatore di uno tra i più riusciti, il festival dell'Isola di Wight, ha voluto essere chiaro. Il promoter ha detto: "Ci sono veramente troppi eventi nel Regno Unito, ed è impossibile che possano sopravvivere tutti. Il mercato è saturo. Non credo che assisteremo a qualche morto eccellente, credo che a sparire saranno i festival piccoli". E Melvin Benn, direttore di Festival Republic che cura manifestazioni imponenti come il festival di Reading e Leeds e anche il Big Chill, ha aggiunto: "Penso che finiremo con l'avere meno festival a causa della situazione economica. Però credo anche che, sebbene con meno eventi, avremo sempre un ricchissimo ambiente festivaliero". Un mese fa Michael Eavis, il personaggio più "storico" di tutti per quanto riguarda il circuito live britannico, aveva previsto una fine anticipata per il suo mastodontico Glastonbury.





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L'agricoltore, al quale dal 1999 dà una mano la figlia Emily e che ha iniziato a curare il Glasto nel 1970,  ha detto che i festival "sono in declino" perché i fan della musica "si stanno stufando". Poi ha aggiunto: "Parzialmente è una questione economica, ma c'è anche la sensazione che ormai la gente abbia visto tutto. Probabilmente faremo altri tre o quattro anni. Festival come il Womad e il Latitude non fanno il 'tutto esaurito'. Noi facciamo il sold-out solo perché abbiamo degli headliner grandiosi. Ma l'anno in cui è venuto Jay-Z a momenti abbiamo fatto bancarotta".

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