Wind Music Awards, il resoconto della prima serata

Wind Music Awards, il resoconto della prima serata

Alla fine, ha avuto ragione Liam Gallagher. Salendo sul palco dell’Arena durante le prove dei Wind Music Awards del pomeriggio di venerdì, il cantante dei Beady Eye aveva esibito un cappotto, proprio mentre su Verona batteva uno dei rari raggi di sole di una giornata grigia, che presagiva la pioggia.
Quando, in serata, i Beady Eye sono saliti sul palco per l’esibizione vera e propria, l’Arena era spazzata da un vento freddo, residuo di un violento temporale che aveva costretto a sospendere per lungo tempo le esibizioni. Insomma, ci voleva il cappotto.
Pioggia prevista, quindi, ma forse non  nella quantità che poi effettivamente è arrivata. La serata era cominciata liscia, pur sotto un cielo grigio che non prometteva nulla di buono. Dopo un'intro danceggiente, inizio suggestivo con Zucchero, prima con “Soffio caldo”, poi con “E’ un peccato morir”. Dopo la prima premiazione (il sindaco Tosi premia il cantante per con un riconoscimento della città di Verona), l’Arena si scalda con “Vedo nero”, a cui segue un altro premio, per “Chockabeck”, consegnato da Dori Ghezzi. Subito dopo arriva il momento forse più intenso della serata, i Negramaro, unico gruppo completamente live, che partono con Sangiorgi chitarra e voce, passano a band piena e quindi duettano anche con Elisa. Inizia a scendere qualche goccia di pioggia, ma c’è tempo per una bella e divertente esibizione di Renato Zero , che si presenta con un copricapo indiano e, attorniato da ballerini in divisa bianca, propone un medley dei suoi successi,
Seguono, con brevi pause per la pioggia, Biagio Antonacci (accompagnato anche dai Club Dogo) e Ligabue, che per scaldare il pubblico sale tra le gradinate dell'Arena. Dopo di che, il nubifragio che sospende tutto per quasi un’ora. Al rientro è Elisa a rompere nuovamente il ghiaccio, con una suggestiva performance che parte con “Sometimes ago” per terminare in duetto con Giordano Sangiorgi su “Ti vorrei sollevare”. A questo punto, però, un po’ di gente inizia inevitabilmente a sfollare, mentre  la pioggia continua a scendere a intermittenza, e mentre arrivano altri artisti: bello il duetto Mannoia Cremonini, e molto bella anche la performance piano e voce di quest’ultimo su “Mondo”.

Mengoni, Modà, Nina Zilli,  Fabri Fibra, Raphael Gualazzi, Noemi, Virginio, Carmen Consoli, Allevi, Marco Carta, Roberto Vecchioni, J-Ax fanno il loro, tutti premiati da attori o personaggi dello spettacolo. Qualche perfomance salta per il ritardo: come quella de Il Volo, i tre “tenorini” che essendo minorenni dovevano salire sul palco prima di mezzanotte, cosa rivelatasi impossibile. Si recupererà forse nella seconda serata.
In generale, comunque, promesse rispettate: i Wind Music Awards sono sì una trasmissione televisiva, con tutti i tempi morti che ne conseguono tra un’esibizione e l’altra, con i cambi palco e vestito, che allungano i tempi per il pubblico in platea. Ma la struttura dello show è centrata sulla musica, con interventi non troppo invasivi e di raccordo da parte dei conduttori Teo Mammuccari e Vanessa Incontrada. Pochi siparietti, quindi e diversi numeri - soprattutto i duetti - che vanno oltre la “comparsata” televisiva classica, e con tutti gli artisti che cantano diverse canzoni canzoni ciascuno ogni tanto in playback, più spesso comunque voce su base. Il tutto finisce oltre le tre di notte, con pochi stenui spettatori in platea. Domani si replica, con un altro cast d’eccezione, sperando nella clemenza del del tempo.

 



 

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