Credits: Emanuela Bonetti
Da "Il Giorno": «Sulla copertina del terzo album del cantautore romano Max Gazzè c'è il primo piano di un cammello, intento a ruminare. Non c'è il titolo. "L'immagine — ha spiegato Max — era sufficiente come espressione dell'anti bello. In origine volevo intitolarlo ‘Gazzilla’ e mettere la mia testa sul retro, ma alla Virgin si sono spaventati, perchè era un'idea demenziale". Parla di sè e della sua musica con ironia e pacatezza, Max Gazzè, 32 anni, nato a Roma, ma vissuto a lungo in Inghilterra e in Belgio, dove ha suonato con gruppi punk e insegnato al Conservatorio di Bruxelles. "Da poco ho imparato a parlare l'italiano — ha detto ironico Gazzè, rientrato in Italia nel '91 — e mi ha incuriosito la densità delle parole». Per l'artista i testi, scritti con suo fratello Francesco, che oltre a lavorare in banca fa il poeta, sono molto importanti. «Ci tengo — ha detto — a decifrare il significato subliminale della parola e poi cantarlo. La parola è in simbiosi con la musica"». Sui testi, Gazzè spiega a "La Stampa": «E' stato un lavoro meticoloso - racconta - anche perchè la canzone è in realtà una poesia di mio fratello Francesco con il quale collaboro per i testi. Lui fa il bancario ma la sua vera, grande aspirazione è quella di fare il poeta. D'altra parte questo nuovo cd testimonia il mio amore per le liriche nelle quali spesso mi rifugio. Il mio poeta preferito è Mallarmè del quale ho tradotto il brano "Elemosina" inserito in forma di canzone come canzone nel cd».
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