Parente Furente: il frate spacca un computer nella redazione di ‘Stop’

Su "Il Giorno", un articolo racconta come «Padre Alfonso Parente si è recato nella sede del settimanale "Stop" per chiedere spiegazioni sulla copertina e il titolo "altamente diffamatorio" di un articolo dedicati alle presunte bugie sui suoi dati anagrafici.

"Stop" ha pubblicato, infatti, un documento con la data di nascita di Padre Parente: il 29 marzo 1962. Il frate avrebbe dunque 38 anni, un'età che a norma di regolamento non gli avrebbe permesso di cantare a Sanremo tra i giovani. Il frate sostiene che il direttore e i giornalisti presenti in redazione lo avrebbero fatto infuriare. "Giuda era un angioletto a confronto con certi giornalisti — sostiene il religioso — la cosa che mi ha fatto perdere la calma è che il direttore di questo squallido giornale non ha avuto per me alcun rispetto. Ha ironizzato, dicendo testualmente 'Lei adesso dirà che c'è un Dio che ci punisce. Ma via, padre, non crederà ancora a queste cose.'". Per il frate cantante è stato troppo. "Ho avuto un momento d'ira — ha spiegato — e, piuttosto che spaccarle un oggetto sulla testa, ho preferito spaccarlo sul tavolo". Così un computer è letteralmente volato sulla scrivania. Un gesto che, racconta Padre Alfonso, "ha scandalizzato tutti. Evidentemente non hanno mai letto il Vangelo: non sanno che Gesù ha cacciato i mercanti fuori dal Tempio". Non contento Frate Parente si è lanciato in un sermone destinato agli allibiti redattori. "Prima di fare gli sciacalli — ha detto — imparate a fare gli uomini. Tutto si può scrivere, ma non tutto è opportuno scrivere". E ha commentato: "Certi giornalisti blasonati e rispettati non hanno alcuna morale, deontologia, ritegno. Mi pare che esista anche una legge sulla Privacy: possibile che ogni atto venga saccheggiato? Mi hanno dato del bugiardo. Sulla copertina hanno scritto 'Il frate rock ha mentito: ecco le prove'. Ma io del regolamento di Sanremo non ne sapevo nulla. Ho semplicemente fornito i miei documenti, sono stato chiamato e ho passato la selezione. Forse sono stato leggero, avrei dovuto informarmi sul regolamento, che tra l'altro non ho ancora letto. Ma chissà quante altre volte è stato raggirato. Una cosa è certa: fa notizia infangare un frate". Nessun pentimento per il suo gesto: "Non solo non mi pento — dice — ma mi pento di non aver fatto di più. Ci sono forme di oltraggio così sottili da essere inqualificabili. Non si dà del bugiardo solo a me, ma a ciò che rappresento». Intanto, il 'frate rock' ha dato mandato di querela al suo avvocato. E la redazione di "Stop" assicura: "Pubblicheremo il resoconto dell'incursione del frate sul prossimo numero"». .

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