Lucio Dalla: «Il rap è demenziale, inutile e stupido»

Lucio Dalla: «Il rap è demenziale, inutile e stupido»
Lucio Dalla ha attaccato la musica rap durante una lezione alla facoltà di Beni culturali dell'Università di Lecce. Scrive "La Repubblica": «"Il rap è la più grande stronzata che sia mai nata. È una delle cose più demenziali, inutili e stupide". Applausi nell'aula magna, gremita. Dalla poi spiega: "Vi parla uno che ha fatto veramente i primi rap italiani, per esempio ‘Com'è profondo il mare’, ‘Disperato erotico stomp’ e poi una canzone rap vera, nel '75, che si chiamava ‘Alla fermata di un tram’. Io - continua - rispetto quello che nasce nel Bronx, che non ha futuro musicale, non ha oggetti per suonare e allora fa musica con la propria carnalità e col proprio disagio sociale. Ma quando mi fa il rap della gente che gira in Ferrari o limousine, o quando fanno il rap ideologico utilizzando sistemi ideologici che sono lontani dal nostro meccanismo, dal nostro linguaggio, dal nostro modo di essere, dal modo di vestire... Che cosa me ne frega di vedere a Mtv quattro imbecilli coi grattacieli Pirelli dietro, a Milano, che fanno il rap?". (...) Dalla traccia la strada: il futuro, dice, ha un sapore antico: la melodia. "Perché - continua Dalla - Puccini non sarà mai reazionario o conservatore. Prince non sarà mai reazionario o conservatore. La melodia sarà sempre la forza energetica, naturalmente con l'armonia, per arrivare alla sovversione del mondo, ma del mondo bacchettone". Un esempio vivente? Andrea Bocelli, conosciuto in tutto il mondo, perché incarna la melodia e prima ancora, il melodramma. E ancora: "Non è un caso - continua Dalla - che Sting viva più o meno sempre in Italia". E un consiglio ai giovani: "Quando ascoltate la radio - dice - imparate a distinguere quello che vi contrabbandano come "progressive" e qualcosa di istintivamente naturale che vi sembra legato al passato e che invece ha una sua energia dirompente". Sanremo? "Mi è sembrato un festival discreto rispetto ai precedenti, o quelli terrificanti sino a 7-8 anni fa, indipendentemente da qualche grande artista che ci andava come per esempio Ramazzotti che secondo me è un grandissimo cantante. Oppure Vasco Rossi che è uno totalmente autentico". Quindi una stilettata a Pippo Baudo. Dalla ricorda e controbatte alle critiche che il conduttore aveva formulato sulla riedizione di "4 marzo 1943", presentata proprio al festival. "Cretino, immorale e immondo", spiega Dalla, sarebbe stato riproporla "uguale a se stessa". Perché la musica è evoluzione, movimento. Baudo? "E' un uomo legato al passato - conclude - alla realtà che lo ha reso grande, perché è un grande anche lui"».
Dall'archivio di Rockol - Pillole di saggezza di Lucio Dalla
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