Il nuovo singolo di Paolo Martella: suoni acustici e contaminazioni elettroniche

Ha formato i Quartiere Latino e, dopo due album e una lunga serie di esibizioni dal vivo, nel 1997 ha iniziato la sua avventura da solista con "Dove mi hai portato?". A due anni di distanza, Paolo Martella torna con "Più simile a me", in uscita il prossimo 6 febbraio. Nelle radio è già in programmazione il singolo "Parlo di te", che conferma la scelta di Martella di proseguire in quella sperimentazione di sonorità originali, a metà strada tra rock ed elettronica, che ha caratterizzato il suo esordio solista.
«La strada artistica che con questo album ho deciso di percorrere, insieme a Michele Violante, il mio produttore, non era proprio quella che la Epic si aspettava da me. Mi ci è voluto del tempo, ma alla fine li ho convinti della validità del mio progetto e adesso sono i primi a sostenermi».
Già dal singolo, si avverte, rispetto all'album precedente, una scelta musicale che privilegia la parte suonata («Lo abbiamo registrato facendo dei take dal vivo»), utilizzando l'elettronica come supporto. «La cosa che mi piace di più di questo album è che se lo fai ascoltare a qualcuno, può capitare che ti chieda "chi sono?" non "chi è?". Perché si sente che il suono è "complesso", che c'è dietro una ricerca. Ho smesso di fare la musica che mi piace ascoltare: sarò presuntuoso ma cerco di fare cose nuove, che escano dalle solite categorie e che esprimano prima di tutto un suono originale.»
Il titolo dell’album ha qualche significato particolare?
«"Più simile a me" è il titolo di un brano dell'album, quello con cui mi sarebbe piaciuto partire, anche se alla fine sono contento di essermi lasciato convincere a scegliere "Parlo di te". "Più simile a me" esprime un bisogno di cui racconto in molti brani dell'album: quello di trovare nuove passioni che mi aiutano a conoscermi meglio. Pensare solo alla musica mi ha portato a volte a perdere la misura delle cose. Trovare altri stimoli mi permette di dare la giusta misura a quello che mi circonda, mi arricchisce e mi ricarica. Mi rende più sicuro di quello che faccio».
Nel primo album, Paolo Martella aveva collaborato con il bassista dei Ritmo Tribale, Briegel. In questo nuovo lavoro, nel brano "Al di là", duetta con la voce della band, Andrea Scaglia. «Più che un amico io sono da sempre un fan dei Ritmo Tribale» confessa Martella, che aggiunge: «Per me incarnano "l 'integrità", la scelta seguita fino in fondo di non piegarsi mai a niente altro che non sia la propria ispirazione. E poi Andrea Scaglia ha una voce pazzesca: è uno dei cantanti che mi piace di più, e mi piacciono anche i suoi testi».
Cos'altro ti piace ascoltare? «Di italiano, i Subsonica. Fuori dai confini, i Nine Inch Nails. Sono incredibili. Li ho scoperti quando ho vissuto negli Stati Uniti: erano al loro primo album, ma già mi faceva impazzire il loro mescolare suoni industriali e rock. Sono uno di quei gruppi da cui attingere: il loro disco è pieno di spunti. Ascoltarlo è un po' come andare all'università».
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